La Raggi salva la faccia: via dal Campidoglio il vignettista Marione. Paragonò la Ue ad Auschwitz

lunedì 16 dicembre 16:33 - di Redazione
Marione

Virginia Raggi caccia il vignettista Marione e gli revoca l’incarico . Il fumettista romano Mario Improta, è finito nel tritacarne politico per una sua vignetta in cui ha offeso gli ebrei. Secondo la ricostruzione fornita dall’Adnkronos, la Raggi ha sentito telefonicamente il disegnatore. E gli ha chiesto di interrompere immediatamente la collaborazione a titolo gratuito con Roma Capitale. La vignetta finita sott’accusa ritraeva l’Unione europea come il lager nazista di Auschwitz, con Boris Johnson esultante e in fuga da un campo di sterminio. Erano subito scoppiate le polemiche. Il Pd lo aveva attaccato: «Questo vignettista offende la città di Roma e l’olocausto, Raggi gli ritiri la collaborazione con il Comune».

Raggi e il vignettista Marione

Marione prima aveva replicato sarcasticamente sostituendo il lager con una latrina gigante. Poi, rivolgendosi direttamente a chi nel Pd lo aveva accusato, aveva disegnato l’Unione europea come il castello delle favole di Disney. Disegno accompagnato da un post: «Vignette satiriche per piddini.‬ ‪Vi ringrazio, il vostro livore è la garanzia che sono dalla parte giusta della storia.‬ Vi prenderò così tanto per il culo che sarete costretti a girare con una maschera.‬ ‪Diversa da quella da servi infami che indossate ora».‬

Le polemiche

La Raggi travolta dalle polemiche aveva preso le distanze, sottolineando come la vignetta incriminata non aveva «nulla a che vedere con l’amministrazione ma ci tengo a dire che non rappresenta il mio pensiero e contrasta con la mia sensibilità su temi che mi hanno sempre vista impegnata in prima persona».  Parole che però non sono bastate a placare gli animi. Anche oggi il Pd ha chiesto le sue scuse. Durissimo il post su Twitter del piddino Filippo Sensi.  «Non ho ancora sentito le scuse di @virginiaraggi per avere affidato a #Marione la sua campagna di educazione civica (sic!) nelle scuole. Pagata dai romani. Non ho ancora sentito parole chiare e l’interruzione ora di una collaborazione andata avanti in tutti questi giorni #shame». Alla fine Virginia Raggi ha ceduto. Marione da qualche settimana curava la sua campagna di comunicazione di Virginia con vignette che la ritraevano come l’eroina di un manga giapponese.

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