I NoTav che sfasciano vogliono in galera il piddino che li denuncia. E M5s li difende alla Camera

sabato 7 dicembre 11:00 - di Francesco Storace

Dalla parte dei NoTav. Persino quando sfasciano, distruggono, picchiano. I Cinquestelle sono impazziti e non si fermano più neppure di fronte alla violenza, alle minacce, all’insurrezione.

Sta per approdare in Aula a Montecitorio una discussione che si profila interessante. Su un ex parlamentare del Pd, un roccioso SiTav come Stefano Esposito (nella foto), da sempre schierato dalla parte dell’Alta velocità. In questa autentica battaglia, Esposito è stato uno di quelli più bersagliati dall’estrema sinistra, al punto da beccarsi oltre sessanta querele e denunce per diffamazione. Cause vinte tranne in un caso, con una specie di multa a 400 euro.

Ecco chi sono i NoTav spalleggiati dai Cinquestelle

Eppure, i campioni dell’antagonismo insistono e magari sognerebbero di vedere lui dietro le sbarre. Non accadrà perché la vicenda si trascina da anni, addirittura da più legislature e solo in questa la giunta per le autorizzazioni della Camera, presieduta da Delmastro di Fdi, ha messo l’acceleratore per chiudere “le pratiche”. Ed è incredibile quello che è successo. Un esame certosino, ben sette sedute dell’organo parlamentare dedicate al caso Esposito, chiamalo a difendersi da tre signori sicuramente a modo.

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