Emilia Romagna, allarme della Borgonzoni: “La Raggi ci invia i suoi rifiuti, tremila tonnellate nel 2019”

lunedì 16 dicembre 18:57 - di Redazione
borgonzoni

Allarme di Lucia Borgonzoni. La Raggi ci manda i suoi rifiuti, e il Pd nega. “Il governatore Bonaccini difende l’indifendibile. Se dice che non c’è alcun accordo per importare rifiuti da Roma è perché i rifiuti di Roma già arrivano in Emilia Romagna. Solo nel 2019 sono già state stoccate 3mila tonnellate, che abbiamo tracciato. Arrivano da Roma dopo essere stati trattate in impianti dell’Abruzzo. Un trucco per trasformarli in rifiuti speciali e immetterli nel circuito del libero mercato, facendoli stoccare nelle discariche emiliano romagnole. Senza una tracciabilità pubblica. Ecco la trasparenza di cui parla Bonaccini”. Così la candidata alla presidenza della Regione Emilia Romagna, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, risponde al governatore uscente sul tema dei rifiuti.

Continua Borgonzoni: “L’obiettivo di lungo termine sulla riduzione dello smaltimento in discarica deve ancora essere raggiunto. Non siamo al 3% ma all’11%. Altre regioni sono già a regime. I dati Ispra parlano chiaro. Ci sono inoltre 800 siti di interesse regionale che richiedono bonifiche. E manca un piano specifico. La Regione non sta governando il processo e non ha un piano delle priorità”, aggiunge. Borgonzoni affronta anche il tema della discarica di Finale Emilia. “Bonaccini non confonda i piani. Un conto è la bonifica della discarica storica, che è necessaria, e un conto è il progetto di ampliamento. Che è folle, con oltre 1milione e 200mila tonnellate di nuovi rifiuti, in un’area già terremotata e alluvionata”.

“Quanto alla posizione del precedente governo, ricordo che l’esecutivo ha semplicemente chiarito che la competenza per scongiurare l’ampliamento è della Regione. E la Regione ha già forzato le prerogative del Comune sull’urbanistica pur di portare avanti l’ampliamento”. “Non a caso – continua – è in corso tuttora una nuova opposizione del Comune. Ricordo inoltre che c’è un’inchiesta in corso che chiama in causa, tra gli altri, l’ex sindaco di centrosinistra. Evidentemente anche la magistratura ha ritenuto che ci fossero punti non chiari in questo progetto di ampliamento, che insiste su un’area già fragile. Le argomentazioni di Bonaccini cozzano contro l’evidenza e il buonsenso”.

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