Feltri: «Il contante è mio e ne faccio quello che voglio. Il governo non deve rompere i cogl***i»

venerdì 25 ottobre 14:06 - di Milena De Sanctis

«I limiti all’uso dei contanti che vuole imporre il governo sono la certificazione ufficiale dell’idiozia atomica del ceto politico che abbiamo eletto». Vittorio Feltri si scaglia contro la misura varata dal governo giallorosso firmando un editoriale durissimo su Libero. «Un qualsiasi lavoratore, autonomo o dipendente, quando incassa il compenso per una propria prestazione professionale, è obbligato in anticipo a pagare una imposta. Io, per esempio – scrive – sono retribuito in base ai diritti d’autore e su ogni euro che guadagno mi viene trattenuta alla fonte una tassa cospicua. Anche se fossi un farabutto sarei tecnicamente impossibilitato a evadere. Il mio è un versamento automatico e non volontario. Naturalmente il denaro non mi viene consegnato nella classica busta paga bensì è versato in banca sul conto personale. Va da sé che se tale conto è intestato a me il contenuto del medesimo è mio e ne faccio ciò che voglio».

Feltri contro i limiti all’uso di contante

E invece no, scrive ancora Feltri. «Lo Stato pretende che i soldi depositati nell’istituto di credito non siano completamente a disposizione del titolare. Ne puoi prelevare un po’, tremila euro al mese quest’anno, il prossimo solo duemila e infine mille. Ciò secondo le nuove norme studiate dall’esecutivo più imbecille che ci siamo dati.

Commenti

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  • Roberto 12 novembre 2019

    Perché commercianti ristoratori e chiunque è costretto ad accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat non fanno pagare le commissioni ai clienti? La legge non mi sembra che lo vieta, in questa maniera sono sicuro che tutti i Paladini della carta di credito tornerebbero all’uso dei contanti

  • Gianni Bianchini 26 ottobre 2019

    Mi pare che Feltri non abbia capito un c…o di cosa serva la legge: non per controllare me che spendo i miei soldi, ma per controllare chi incassa i miei soldi, che non li prenda in nero (meccanico, idraulico, ecc.). In Italia siamo tutti “furbetti”, quindi bisogna imporre controlli e burocrazia su tutto. All’estero sono molto più civili e onesti di noi, quindi tutto questo non serve.

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