Medio Oriente
Iran, 13esima nuova notte di attacchi. Trump: «Pagheremo con i fondi iraniani i danni alle navi»
Il presidente Usa dice di valutare «un attacco massiccio, più grande di sempre» e di essere «vicino a prendere una decisione»
Nuova notte di attacchi incrociati in Iran, mentre sul fronte politico andava in scena un altro botta e risposta a mezzo social tra Washington e Teheran. Donald Trump ha dichiarato in un’intervista di valutare «un attacco massiccio, più grande di sempre» contro Teheran e di essere «vicino a prendere una decisione». «Fino a nuovo avviso, da questo momento in poi, qualsiasi danno arrecato a navi, merci o qualsiasi altra cosa ad essi correlata, sarà risarcito con denaro iraniano in possesso e sotto il controllo degli Stati Uniti», ha poi aggiunto il presidente Usa su Truth.
Trump: «Pagheremo con i fondi iraniani i danni alle navi»
Le parole di Trump sono state definite un «precedente incendiario» dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. «Confiscare i beni di un’altra nazione per pagare future rivendicazioni non correlate costituisce un precedente incendiario», è stato il post su X di Araghchi.
La 13esima notte di attacchi in Iran
Il Centcom, il Comando centrale militare Usa, ha ricordato a sua volta su X che quella appena trascorsa è stata «la 13esima notte consecutiva di attacchi mirati a rendere l’Iran responsabile e a ridurre le minacce da parte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica alla navigazione commerciale».
I media israeliani: solo una nave ha attraversato Hormuz
Secondo quanto riferito dai media israeliani, citando i dati di tracciamento navale di Kpler diffusi da Reuters, soltanto una petroliera ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il dato più basso dal 7 maggio.
Il Centcom: «Le navi commerciali navigano liberamente»
«Il Centcom ha preso di mira centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione, siti di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia che l’Iran rappresenta per i naviganti civili e le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz», si legge in un altro post del Comando, in cui si spiega che «la via navigabile internazionale rimane aperta al transito nonostante i recenti attacchi del corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Le navi commerciali continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense. Attualmente, oltre 50.000 militari statunitensi sono operativi in Medio Oriente».
La risposta di Teheran
Teheran ha reso noto di aver attaccato installazioni militari statunitensi presso la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo quanto rivendicato, l’eserecito avrebbe colpito serbatoi di carburante e alloggi delle forze americane in Bahrein utilizzando droni, mentre in Giordania avrebbero attaccato hangar e alloggi per aerei.