Calcio, elezione di Micciché: il M5s chiede la testa di Malagò

mercoledì 16 ottobre 15:18 - di Redazione

Commissariare la Federcalcio. Lo chiedono alcuni senatori pentastellati, dopo le indiscrezioni di stampa sull’elezione di Gaetano Micciché a presidente della Lega Serie A. Un’elezione che è diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare. A presentarla, i senatori M5s Lannutti, Coltorti, Botto, Croatti, Donno, Pavanelli, Mautone e Leone.

Nell’interrogazione, indirizzata al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, si chiedono chiarimenti sulle indiscrezioni sull’elezione di Miccichè uscite nelle ultime settimane, dopo gli articoli di Business Insider e del Fatto Quotidiano.

La procura federale ha già aperto un’inchiesta

In particolare, negli articoli si parla di un presidente non indipendente, uno statuto non approvato dalla Figc e uno scrutinio palese anziché segreto. Non a caso, sulla questione è intervenuta anche la procura federale. Il pesante sospetto è che l’assemblea della Serie A che il 19 marzo 2018 ha portato Gaetano Micciché alla guida della Lega calcio merita di essere riesaminata. Verrà domandato alla Lega l’accesso agli atti e saranno sentiti i tesserati per capire davvero cosa sia successo quel giorno. Poi il procuratore Giuseppe Pecoraro deciderà se procedere ai deferimenti. Una situazione che mette Micciché a rischio di decadenza e anche il presidente del Coni Malagò a rischio squalifica. Era Malagò, infatti, a presiedere l’assemblea dell’elezione.

Micciché e il conflitto d’interessi

Nell’interrogazione, si chiede, tra l’altro, «se Micciché presidente di Banca Imi, che fa ancora parte del Cda della Rcs di Cairo da lui supportato come Banca IMI nella scalata al gruppo Rcs Corriere della Sera di Via Solferino, rappresentante dei presidenti delle squadre di calcio di Serie A, molti dei quali debitori della stessa Banca Imi, non rappresenti un gigantesco conflitto di interessi». In particolare, si chiede al ministro Spadafora «quali misure urgenti si intendano attivare per ripristinare trasparenza, legalità e rispetto delle regole e se non si ritenga doveroso, alla luce dei fatti e ripetuti misfatti della discutibile gestione di Malagò, l’inevitabile commissariamento per offrire allo sport italiano un segnale di cambiamento».

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