Bio-On, arrestato il presidente, colpo di scena per la start up della plastica naturale (video)

mercoledì 23 ottobre 18:10 - di Redazione
Lo stabilimento di Bio-On

L’ultimo capitolo della saga di Bio-On, la start-up innovativa bolognese della plastica naturale biodegradabile Pha derivata da un biopolimero ad alte prestazioni si arricchisce di nuovi clamorosi sviluppi.

Finisce agli arresti domiciliari Marco Astorri, il presidente del Cda di Bio-On. E tra i destinatari di un’ordinanza del gip del Tribunale di Bologna Alberto Ziroldi.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno notificato il provvedimento, oltreché ad Astorri, anche ad altri due esponenti apicali della Bio-On. Che è quotata in Borsa.

Gli altri soci di Bio-On interessati dall’ordinanza del gip sono Guido Cicognani, vice presidente del consiglio di amministrazione, e Gianfranco Capodaglio, presidente del collegio sindacale. Questi ultimi hanno ricevuto una misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche.

La magistratura bolognese ritiene i tre responsabili dei reati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. E, per questo, ha anche  disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per 150 milioni di euro.

L’operazione, denominata Plastic Bubbles, vede complessivamente indagate nove persone, fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore. E nasce dal monitoraggio, svolto dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, dell’andamento delle contrattazioni in Borsa L’attenzione si è concentrata sui principali titoli azionari di aziende operanti nell’area bolognese.

Forte anomalia nell’andamento dei titoli Bio-On

Il monitoraggio dei militari della Finanza ha evidenziato una forte anomalia nell’andamento del titolo della Bio-On.

In particolare dopo la pubblicazione di un report da parte di un fondo americano speculativo. Che ha acceso i riflettori sulla Bio-On. Mettendo in discussione la veridicità dei dati contabili e la solidità finanziaria.

Le successive attività di indagine, anche di natura tecnica, delegate dalla Procura di Bologna, hanno evidenziato «numerose irregolarità in ordine alla formazione dei bilanci e all’informazione societaria riportata al Mercato, con particolare riferimento ai ricavi ed al livello di produzione dichiarati dalla società felsinea»

Nel dettaglio, la Finanza ha rilevato come «gran parte dei ricavi iscritti nei bilanci della società dal 2015 al 2018 fosse non veritiera». In particolare «in relazione alle tempistiche e modalità di effettiva realizzazione. Mentre «parte dei ricavi generati da cessioni di licenze nei confronti di due joint venture contabilizzate nel 2018, sarebbe frutto di operazioni fittizie».

False informazioni di bilancio per accrescere il capitale

Inoltre, evidenzia il gip, «le false informazioni di bilancio sono risultate strettamente funzionali ad accrescere la capitalizzazione». E, conseguentemente, rendere più appetibili sul mercato le azioni della Bio-On.

Infatti la strategia comunicativa utilizzata dal presidente del Cda viene definita dal gip, «roboante, ammiccante ed ottimisticamente proiettata verso obiettivi sempre più significativi». E «sottaceva alcuni dati di fondo sviluppati dall’attività di indagine».
In questa maniera sarebbe riuscita a creare nel mercato «ingannevoli aspettative di forte crescita-espansione, influenzando significativamente l’andamento del titolo»

«Tale condotta – evidenziano le Fiamme gialle – ha consentito di raccogliere ingenti risorse finanziarie e generare indebiti vantaggi economici per i soci, anche a seguito della cessione di warrant collegati al titolo».

Il sequestro ha riguardato beni e risorse finanziarie degli indagati fino al raggiungimento dell’importo del profitto del reato. Un profitto che i magistrati quantificano in 36 milioni di euro. Sequestrate anche le azioni della società quotata nella disponibilità dei tre e il cui valore ammonta a circa 115 milioni di euro. I finanzieri hanno eseguito numerose perquisizioni fra Emilia Romagna, Lombardia e Lazio.

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