Prescrizione, la mina del governo giallo-rosso. E la Severino corre in soccorso

domenica 8 settembre 12:14 - di Redazione

Esplode la grana della prescrizione nel governo giallo-verde con l’ex-ministro della Giustizia, il dem Andrea Orlando, che parte alla carica della riforma Bonafede sulla Giustizia in barba ai buoni propositi sbandierati di una coabitazione disarmata fra i due alleati di governo.

Orlando scava la trincea Pd sulla prescrizione”, titola a caratteri cubitali Il Fatto Quotidiano, voce non ufficiale dei Cinquestelle.rilanciando un’intervista a La Stampa dell’ex-Guardasigilli nella quale emerge con drammatica chiarezza la distanza abissale e incolmabile sui molto temi politici fra il Nazareno e i momentanei alleati di governo.

La questione è tutt’altro che marginale soprattutto sul tema spinosissimo della giustizia e il Fatto Quotidiano non può che registrare gli sbandamenti.

E tocca a Paola Severino, ex-ministro della Giustizia nel vergognoso governo Monti e, poi, candidata dai Dem a varie poltrone, cercare di disinnescare la mina del conflitto sulla prescrizione fra Pd e Cinquestelle.

“Non servono liti sulla prescrizione ma tempi certi nell’azione penale”, cerca di smorzare i toni della polemica l’ex-ministro Paola Severino, intervistata a Cernobbio dalla Stampa, quotidiano di proprietà di quel tal Carlo De Benedetti, suo migliore e storico cliente nonché titolare della prima tessera del Pd, come ama rivendicare orgogliosamente lo speculatore che ha guadagnato palate di soldi sulle banche popolari grazie alle soffiate di Matteo Renzi.

“Se l’obiettivo è offrire una Giustizia più giusta ai cittadini, e più efficiente per le imprese – spiega Severino -, le convergenze si possono trovare. A cominciare dal discorso sui tempi dei processi, perché un onesto cittadino non deve pensare che i prepotenti sfruttano le lentezze della giustizia per avere la meglio”.

Severino pensa a strumenti come “le forme di giustizia alternativa che si stanno rivelando efficaci. Ad esempio, l’arbitro per le controversi e finanziarie e per quelle bancarie. È una figura che ha risolto una gran quantità di casi, dando ragione al cittadino nel 70-80% dei casi e in tempi rapidi: si parla di una media di meno di 300 giorni contro una media della giustizia ordinaria di 1200-1300. È una soluzione straordinaria ed efficace che deve essere allargata”.Nella direzione del “sistema assicurativo- continua -, per dirne una. Nel ripensare la riforma della giustizia, bisognerebbe occuparsi anche di questo”, e poi, aggiunge, “ampliare le forme di tribunali specializzati nel campo dell`economia. Il governo Monti ha esordito con le sezioni specializzate dei tribunali per le imprese. Nel primo periodo, siamo scesi sotto la media europea quanto a durata del procedimento. Questo, perché la controversia era stata esaminata da un giudice specializzato, più rapido ed esperto”.

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