È morto il cardinale Silvestrini: fu “ministro degli Esteri” di Giovanni Paolo II

giovedì 29 agosto 15:35 - di Redazione

È morto oggi a Roma il cardinale Achille Silvestrini, aveva 95 anni. Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, il porporato, «esponente della grande tradizione diplomatica vaticana, ha svolto per decenni con scrupolo e rigore incarichi diplomatici per la Santa Sede». Stretto collaboratore dei segretari di Stato Domenico Tardini e Amleto Giovanni Cicognani, viaggia – tra le altre cose – con l’allora arcivescovo Agostino Casaroli nel periodo dell’Ostpolitik e guida le trattative con le autorità italiane per la revisione del Concordato lateranense.

Il cardinale Silvestrini, (nella foto con il cardinale romano, Giovanni Canestri) nato a Brisighella, nella diocesi di Faenza, il 25 ottobre 1923, entra diciannovenne nel Seminario Diocesano. Inviato a Roma nel 1948, si iscrive al Pontificio Seminario per gli studi giuridici di Sant’Apollinare e frequenta la Pontificia Università Lateranense per entrare nel servizio diplomatico della Sezione per gli affari ecclesiastici straordinari della Segreteria di Stato. Si occupa, come ricorda Vatican News nella sua biografia, del Vietnam, della Cina, dell’Indonesia e, in generale, del sud-est asiatico. E’ tra i collaboratori dei segretari di Stato Domenico Tardini e Amleto Giovanni Cicognani. Rientrato al Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, nuova denominazione assunta dalla Sezione per gli affari ecclesiastici straordinari, si occupa del Settore organizzazioni internazionali (pace, disarmo e diritti dell’uomo). Nel 1971 accompagna l’arcivescovo Agostino Casaroli nella visita a Mosca, per depositare lo strumento di adesione della Santa Sede al Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari. Nel 1972 è designato delegato-aggiunto alle consultazioni di Helsinki in preparazione della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, partecipando successivamente, a Helsinki e a Ginevra, a tutte le fasi della Conferenza. Nel 1977 è capo-delegazione aggiunto alla Riunione di Belgrado, per la verifica e lo sviluppo dell’atto finale di Helsinki.

Nominato sotto-segretario del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, nel 1973 ne assume l’incarico di segretario il 4 maggio 1979. Promosso all’episcopato con il titolo arcivescovile di Novalcina, riceve l’ordinazione il 27 maggio da san Giovanni Paolo II. Il nuovo incarico lo porta a guidare dal 1979 la delegazione della Santa Sede per la revisione del Concordato lateranense, trattative condotte con le autorità italiane fino alla firma dell’Accordo del 18 febbraio 1984.

Silvestrini seguì anche la crisi delle Malvinas

Innumerevoli le missioni diplomatiche compiute nel corso di quegli anni: rappresentante della Santa Sede a Madrid alla riunione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (1980-83); inviato a Malta (1981); a Buenos Aires, per la crisi delle Malvine-Falklands (1982); in Nicaragua e in El Salvador (1983); in Polonia (1983); a Stoccolma, come capo della delegazione della Santa Sede alla sessione inaugurale della Conferenza sul disarmo in Europa (1984); ad Helsinki, per la celebrazione del decimo anniversario della firma dell’atto finale della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa; ancora a Malta, per la definizione di un accordo sulle scuole della Chiesa (1985); in Libano e in Siria (1986); ancora in Polonia (1987).

Fu creato cardinale da Giovanni Paolo II

È Giovanni Paolo II a crearlo cardinale, nel concistoro del 28 giugno 1988, di San Benedetto fuori Porta San Paolo, evento che precede di tre giorni la nomina a prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Dal 24 maggio 1991 al 25 novembre 2000 ricopre l’incarico di prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Il cardinale Achille Silvestrini era non elettore. Con la sua morte, rileva Vatican News, il Collegio cardinalizio risulta composto da 215 cardinali in totale, di cui 118 elettori e 97 non elettori.

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