Moschea di Roma nella bufera, Chaouki si dimette prima dell’assemblea

sabato 13 luglio 15:20 - di Redazione

Colpo di scena nella Grande Moschea di Roma. Il contestato presidente Khalid Chaouki lascia l’incarico proprio qualche ora prima dell’assemblea dei soci prevista nel pomeriggio. Come riporta il sito web  Ofcs.report, Chaouki era finito nell’occhio del ciclone a causa di un suo viaggio in Libia. La tensione all’interno del luogo di culto islamico più grande d’Europa era  salito nel tempo. I fedeli egiziani, soprattutto,  hanno chiesto la sua rimozione ma la decisione era stata affidata all’Assemblea, che avrebbe dovuto decidere il commissariamento della moschea romana nel quartiere Parioli. Chaouki, però, non ha atteso l’esito della riunione e, già ieri sera, avrebbe presentato le sue dimissioni. Il rischio commissariamento era dovuto alla mancata presentazione dei bilanci degli ultimi due anni. Una situazione di opacità mal digeita dai fedeli e francamente indifendibile.

Chaouki contestato dai fedeli

Chaouki era già stato oggetto di contestazioni da parte di diversi musulmani egiziani che frequentano la moschea che gli hanno rimproverato un viaggio Libia. Lì si era recato con una delegazione per incontrare il presidente al-Sarraj, legato alla Fratellanza Musulmana e sostenuto dalla comunità internazionale, ma non da loro, che al contrario sostengono il laico Generale Haftar. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Essi avrebbero quindi voluto che Chaouki fosse esautorato. Controversa e contestata negli anni anche la figura del segretario generale Abdellah Redouane, che ha mantenuto lo stesso incarico di primo piano da oltre dieci anni. Qualcuno, non a caso, lo chiama il “Faraone”.

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