Apre la cripta del Duce, minacce dagli antifascisti. A. Mussolini: «In galera»

lunedì 22 luglio 13:48 - di Redazione

Insulti, minacce e una chiamata alla mobilitazione per «impartire una bella lezione a queste carogne». Gli antifascisti si agitano su Facebook per la riapertura della cripta Mussolini a Predappio, disposta dalla famiglia per domenica 28 luglio. E poco importa che sia collegata a una messa di suffragio e che sia stata annunciata con un comunicato nel quale si ricorda che «il cimitero e la Chiesa sono luoghi sacri che richiedono il massimo rispetto, educazione e compostezza». Per gli antifascisti è comunque un evento che va impedito con la violenza. «Non sarebbe ora di organizzare una bella lezione da impartire a queste carogne?!», si legge in un posto sulla pagina Antifascisti in rete.

La cripta sarà aperta a tutti, non solo alla famiglia

«Li ricacceremo dalle fogne da cui provengono… i nostri nonni ci hanno insegnato come fare», è il tenore dei commenti, che non sorprendono la famiglia Mussolini. «Noi la cripta la apriamo in occasioni concordate e ci stiamo organizzando per aprirla e per far accedere la gente che vuole visitarla, non solo le persone della famiglia, affinché possano entrare in piena sicurezza», ha spiegato Alessandra Mussolini. Confermata, dunque, l’apertura del 28 luglio, che avviene alla vigilia del 136esimo anniversario della nascita del Duce. Ma, pur non lasciandosi intimidire, Alessandra Mussolini chiede comunque una mano ferma delle istituzioni. «C’è un ministro dell’Interno, queste sono minacce chiare, vanno presi e buttati in galera. “Buttati” perché sono incivili, pericolosi, violenti e le persone eversive non vanno portate bensì – ha concluso – “buttate” in galera».

Il sindaco: «Noi la vorremmo sempre aperta»

Per l’apertura della cripta si è schierato anche il primo cittadino di Predappio, Roberto Canali, con il quale la famiglia Mussolini è in contatto. «Noi – ha spiegato il sindaco – abbiamo sempre auspicato l’apertura fissa della tomba perché per Predappio è un risorsa e fonte di turismo». «Le persone, passando per curiosità o per altri motivi, si sono sempre fermate per anni e ultimamente quella fascia di frequentatori l’abbiamo persa», ha proseguito Canali, ricordando che «nell’ultimo periodo la tomba è chiusa e viene aperta in occasione di ricorrenze su decisione della famiglia». Quanto all’agitazione degli antifascisti, Canali ha semplicemente detto di non capirne il senso: «Fino a due anni fa era aperta tutti i giorni, quindi non capisco le polemiche».

Commenti

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  • Franco esposito 23 luglio 2019

    Purtroppo da qst chiamiamoli signori))Fiano in primo luogo sembra o crede di essere ancore nel 1943… fintanto che ci saranno qst ex partigiani che x non nulla buttano benzina sul fuoco non ci sarà mai una vera verità …..già ma per loro la verità e solo la loro

  • Carlos d'Amore 22 luglio 2019

    «Li ricacceremo dalle fogne da cui provengono… i nostri nonni ci hanno insegnato come fare»
    I nonni materni, perchè i nonni paterni questi tontoloni non li conoscono neppure, NN!!!

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