Petroliere sotto attacco, l’Iran agli Usa: «Zitti, non avete uno straccio di prova»

14 Giu 2019 10:18 - di Eugenio Battisti
L’Iran ha respinto categoricamente le “accuse infondate” degli Stati Uniti sull’attacco contro due petroliere nel golfo di Oman, dopo che il sottosegretario americano, Mike Pompeo, ha attribuito l’incidente a Teheran. Lo ha comunicato la missione iraniana all’Onu, sottolineando di «condannare nei temi termini più forti» l’iniziativa della Casa Bianca.

Tensioni Iran-Usa nel Golfo

«La guerra economica degli Stati Uniti e il terrorismo contro il popolo iraniano, nonché la loro massiccia presenza militare nella Regione, sono stati e continuano ad essere le principali fonti di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico», si legge in una dichiarazione, «è ironico che gli Stati Uniti, che si sono ritirati illegalmente dall’Accordo sul nucleare iraniano, ora chiedano all’Iran di tornare ai negoziati e alla diplomazia». Secondo la missione di Teheran alle Nazioni Unite «né le invenzioni e le campagne di disinformazione, né le accuse senza vergogna degli altri possono cambiare la realtà: gli Stati Uniti e i loro alleati regionali devono fermare il bellicismo».

Teheran all’attacco di Washington

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, definendo sospetta la tempistica degli attacchi alle due petroliere nel Golfo. «Il fatto che gli Stati Uniti si siano affrettati a lanciare accuse contro l’Iran, senza uno straccio di prova concreta o circostanziata, rende solo ancora più chiaro che il “Team B” si sta muovendo verso il piano B: sabotare la diplomazia  e coprire il suo terrorismo economico contro l’Iran”, ha scritto nella notte su Twitter.

Il video diffuso dagli americani

Intanto il Comando Centrale degli Stati Uniti ha rilasciato un video che mostra l’equipaggio di una motovedetta iraniana mentre rimuove una mina inesplosa da una delle petroliere attaccata nel Golfo di Oman. «Alle 16:10 (ora locale) una barca di pattuglia Irgc Gashti Class si è avvicinata alla Kokuka Courageous ed è stato osservato e registrato mentre rimuove una mina inesplosa dallo scafo», ha detto il portavoce Bill Urban. «Gli Stati Uniti e i nostri partner nella Regione prenderanno tutte le misure necessarie per difendere noi stessi e i nostri interessi. Gli attacchi – ha aggiunto – rappresentano una chiara minaccia alla libertà di navigazione internazionale e alla libertà di commercio». Parlando ad una conferenza stampa a Tokyo, il presidente di Kokuka Sangyo, Yutaka Katada, ha negato che la petroliera Kokuka Courageous  sia stata colpita da un missile.

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