Sicurezza bis, duello notturno in Cdm poi il rinvio in attesa del Colle. Stop anche al decreto Famiglia

21 Mag 2019 9:24 - di Lucio Meo

Le criticità sul dl sicurezza bis portano al rinvio del Cdm. Al termine di una notte dei lunghi coltelli, il Consiglio dei ministri è stato rinviato in settimana, in attesa di chiarimenti con il Quirinale sui profili di criticità emersi. Nervi tesi dentro, facce rilassate fuori, con Di Maio che parla di “clima sereno” e di decisioni condivise. Sul tavolo del Consiglio dei ministri c’erano il dl sicurezza bis voluto da Matteo Salvini e il decreto famiglia e natalità scritto da Luigi Di Maio, anch’esso congelato. Il premier Conte avrebbe proposto solo “l’inizio dell’esame” del dl sicurezza bis, soffermandosi su “vari profili critici” emersi già in fase di prima lettura. Criticità che, avrebbe chiarito, sono state segnalate anche dagli uffici del Quirinale e rispetto ai quali il Colle si riserva una più approfondita valutazione. E su tali profili critici, a quanto si apprende, il leader della Lega ha chiesto al presidente del Consiglio ulteriori chiarimenti: «Attendo di capire quali…» avrebbe replicato stizzitio Salvini a Conte.
In campo sono stati chiamati anche gli uffici legislativi, per sciogliere alcuni nodi emersi nel corso degli esami dei provvedimenti: la discussione sui due più attesi – dl sicurezza bis e quello sulla famiglia – è stata affrontata simultaneamente. Sul testo del dl sicurezza bis Salvini ha chiesto prima una sospensiva per avere spiegazioni sui presunti rilievi del Colle ma poi ha espresso al tempo stesso piena disponibilità a concordare eventuali modifiche del testo, se necessario. «Prendiamo atto delle criticità sollevate sul decreto sicurezza e siamo pronti risolverle al più presto, lavorando serenamente con la Lega – hanno fatto sapere anche fonti del M5S – Questo fa un governo responsabile». E, alla fine, il rinvio.

In mattinata, le prime, immancabili dichiarazioni al veleno di Di Maio: «Mai abbiamo avuto un presidente di garanzia come Conte. Questo presidente del Consiglio è di garanzia di tutte e due le forze politiche. Dire che è di parte è, secondo me, indice di nervosismo…», ha esordito il leader politico M5S, ospite di Mattino Cinque a difesa del premier Giuseppe Conte dopo le critiche del numero due del Carroccio, Giancarlo Giorgetti. Di Maio ha però negato liti notturni: «Nessuno ha litigato ieri sera, clima sereno in Cdm. L’unica questione è che ci sono delle osservazioni dal Colle ed è giusto che nei prossimi giorni ci siano delle interlocuzioni con il capo dello Stato per risolvere tutti i dubbi».

C’è comunque gelo tra i vicepremier: un muro di silenzio, che è rimasto in piedi durante il Cdm. Al momento non c’è stato chiarimento né faccia a faccia tra i due.. I due non si parlano dal giorno in cui è scoppiato il caso Siri – il 18 aprile scorso- e Di Maio ha chiesto pubblicamente un passo indietro del sottosegretario leghista messo fuori dal governo l’8 maggio scorso.

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