La faziosità (politica) della Gazzetta dello Sport non si digerisce e arriva all’illecito

domenica 26 maggio 16:47 - di Ignazio la Russa

Oggi parliamo di calcio parlato. O meglio, parliamo della Gazzetta dello Sport, di Cairo e di Gramellini sul Corriere della Sera. A Cairo, editore del Corriere e della Gazzetta raccomandiamo di scegliere meglio chi segue le pagine della rosa Altri mondi (le uniche che non parlano di sport) che ieri, riepilogando liste e candidati alle europee in Italia, ha… dimenticato (del tutto) Fratelli d’Italia. Incredibile ma vero. Un’autorete degna di stare nella top degli infortuni giornalistici. Se infortunio è stato e non invece improvvida scelta del giornale che, nello stesso giorno, ha Veltroni in prima pagina. A Gramellini, sul Corriere (ribadisco stesso editore) invece, almeno stavolta va il mio apprezzamento. La sua proposta di un torneo di serie A a 16 squadre con play off tra le prime otto e play out tra le altre 8 per la retrocessione, mi convince molto. È il miglior antidoto a chi vorrebbe far giocare l’attuale serie A di mercoledì e riservare – a inviti! – alle squadre più blasonate il weekend per un torneo europeo. Il calcio non è principalmente uno spettacolo. E’ anche quello ma vive soprattutto di passione, di scontro sportivo, di possibilità di sorprese gustose (oggi ad es. Atalanta, come in passato Verona o Cagliari) e anche di campanilismo con le loro storie che appartengono entrambe a questo sport. Morale: Gramellini rende il Corriere, parlando di sport più godibile. Gazzetta, faziosa (sino all’illecito per la par condicio) nell’ultima giornata di campagna elettorale diventa indigeribile e non solo per Veltroni prezzemolo in prima pagina nel giorno meno indicato.

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