Il voto in Turchia, Erdogan perde Ankara: quattro morti, decine di feriti negli scontri

lunedì 1 aprile 11:07 - di Massimo Baiocchi

Non è una bella giornata per Erdogan. Festeggia una vittoria che vittoria non è. Tra mille polemiche, accuse di brogli e violenze, dalle urne è uscito un risultato a sorpresa: ad Ankara non ha vinto il suo candidato ma il socialdemocratico Mansur Yavas (Chp). E perdere la capitale è un segnale forte, che ha provocato un terremoto nel Palazzo. A Istanbul l’uomo dell’Akp, Binal Yildirim, ha annunciato il suo successo quando ancora non era concluso lo spoglio e questo ha fatto scoppiare l’inferno. Il conteggio dei voti, che era ricominciato dopo essere rimasto fermo per tutta la notte quando mancavano poche decine di seggi alla fine, è stato interrotto di nuovo a seguito di alcune contestazioni. Ma già il fatto che ci sia stato un tesissimo testa a testa dimostra la dice lunga sulle difficoltà incontrate da Erdogan. L’opposizione peraltro ha conquistato anche Adana e Antalya, importanti centri sulla costa mediterranea.

Per le forze “nemiche” di Erdogan
è stato un successo

La coalizione del presidente resta sopra il 50% sul territorio. Ma per le forze anti-Erdogan è comunque un successo. A Smirne, terza città turca e tradizionale roccaforte laica, si conferma il Chp con una vittoria mai in discussione per Mustafa Tunc Soyer. Anche i curdi, che si erano concentrati sul sud-est del Paese, si riprendono molte città, compresa la loro capitale Diyarbakir, commissariata negli anni scorsi dal governo centrale insieme a un centinaio di altri Comuni con accuse di terrorismo per presunti legami con il Pkk.

Violenza durante le elezioni:
quattro le vittime

Il voto è stato accompagnato da gravi episodi di violenza nel sud-est del Paese, spesso teatro di scontri tra clan rivali durante le elezioni. I morti sono almeno quattro tra le province di Malatya e Diyarbakir. Ma decine sono anche i feriti. Severe le misure di controllo delle forze di sicurezza nella regione, che secondo le opposizioni hanno però creato ostacoli alla libertà del voto. Tra i numerosi osservatori invitati dai curdi dell’Hdp, anche due italiane sono state brevemente fermate e interrogate dalla polizia.

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