Il governo pensa a far rinascere le Province? Rispunta Renzi: “Un nuovo poltronificio”

sabato 27 aprile 14:42 - di Robert Perdicchi

Per me le province si tagliano. Punto. Ogni poltronificio per noi deve essere abolito. Efficienza e snellimento, questi devono essere i fari. Questa è la linea del M5S. Per me si tagliano, chiedete alla Lega“. Così, in una nota, Luigi Di Maio sull’ipotesi di un progetto, sui cui sarebbero al lavoro Lega e M5S secondo il ‘Sole24Ore‘, che andrebbe a cambiare quanto modificato dalla riforma Delrio ripristinando di fatto le vecchie Province. Il quotidiano economico-finanziario cita alcuni passi della bozza delle Linee guida per la riforma degli enti locali.
Secondo quanto si legge sul quotidiano, nella bozza viene riportata la definizione di Provincia che “ha un presidente, eletto a suffragio universale dai cittadini dei Comuni che compongono il territorio provinciale, coadiuvato da una giunta da esso nominata’. A ‘coadiuvare’ il presidente c’è poi il ‘Consiglio, avente poteri di indirizzo e controllo, eletto a suffragio universale'”.

Secondo il “Sole24Ore“, quindi, “il ritorno alle vecchie Province, con elezione diretta di 2.500 tra presidenti e consiglieri, è il piatto forte della proposta, insieme all’abolizione di ‘ambiti ottimali (Ato) e degli altri enti e agenzie’ che nel tempo hanno intercettato funzioni e risorse crescenti”.

Pur di andare contro alle scelte del nostro Governo, fanno risorgere le vecchie province. Dopo aver salvato il Cnel e il bicameralismo paritario, torna l’elezione diretta delle province. Questo è il Governo del cambiamento: diminuiscono i posti di lavoro, aumentano le poltrone”, scrive il senatore del Pd, Matteo Renzi. ”Litigano su Siri, legge di bilancio, Rai, Libia, immigrazione, Roma, litigano su tutto. C’è una cosa che però li mette sempre d’accordo: spartirsi le poltrone. Con ritorno alle #Province pronti 2500 nuovi incarichi”, si legge nel post su Twitter il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

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