Tutti in fila per il Reddito di cittadinanza: al via oggi nel caos. E il sistema va in tilt

mercoledì 6 marzo 10:30 - di Martino Della Costa

Nel primo giorno della presentazione delle domande per il Reddito di cittadinanza, Poste e Caf si blindano annunciando «Vigilanza e turni in ordine alfabetico». E mentre il provvedimento subisce ulteriori modifiche e aggiustamenti, col ministro del Lavoro alle prese con una trattativa con le Regioni, saltano 1.500 navigator. Nonsolo: a sportelli aperti al pubblico, come preannunciato, è necessaria un’identità digitale (Spid) per richiedere i moduli, ma per il momento il sistema funziona solo con le credenziali di Poste e Tim. Tutte le altre opzioni di Spid danno «errore»: e il caos si eleva all’ennesima potenza…

Reddito di cittadinanza: al via oggi nel caos

È arrivato il d-day: dopo mesi di polemiche e di toppe al buco sempre più logoro, dopo l’allarme lanciato con le interminabili file agli uffici pubblici per modifcare stato di famiglia e quant’altro ai fini di ottenere un profilo idoneo alla richiesta di sussidio statale, si è arrivati al primo giorno del Reddito di cittadinanza: da oggi si parte con la presentazione delle domande da consegnare agli sportelli di poste e Caf. E si pre-annuncia il caos. Non per niente, proprio in queste ore, l’Istat ipotizza che potrebbero essere circa 2 milioni e settecentomila i cittadini “idonei” a fare richiesta ed ottenerlo. Cifre significative che, nonostante il calendario burocratico indichi tempo fino alla fine del mese di marzo per presentare la domanda di reddito, sono in molti a paventare disservizi e caos. Anche per questo alcuni uffici postali, preventivamente, dalle prime ore di questa mattina hanno affisso i cartelli con cui annunciano il tipo di organizzazione predisposta: per esempio, un po’ ovunque, si procederà accettando le domande in ordine alfabetico, pertanto per oggi saranno accolti solo i moduli di coloro che hanno il cognome che inizia con le lettere A e B. E non a caso, come riferisce tra gli altri il sito de Il Giornale in queste ore, «lo stesso amministratore delegato di Postpay, Marco Siracusano ammette: “Siamo di fronte a un’operazione straordinaria. A priori non possiamo escludere disfunzioni”. Postpay, per conto di Poste Italiane, dovrà materialmente fornire le card prepagate da consegnare (insieme al pin) a chi verrà riconosciuto nel diritto di usufruire del reddito di cittadinanza».

Tutti in fila, ma Poste e Caf si blindano

Non solo Poste, però: anche i Centri di assistenza fiscale (Caf) si preparano alla massiccia ondata di richieste che inonderà i loro uffici. Un’inondazione vera e propria, preannunciata nei giorni scorsi da un «numero anomalo» di domande Isee, la cui presentazione è la conditio sine qua non per richiedere e riscuotere eventualmente il reddito di cittadinanza. E allora, sarà importante arginare il massiccio assalto agli sportelli, tanto che proprio il ministero del Lavoro ha pubblicato sul suo sito – e  Il Giornale lo riporta – «che “non c’è un criterio temporale per l’ammissione della domanda”. Caf e sindacati hanno intanto stampato e diffuso volantini e opuscoli dove annunciano di essere pronti ad accogliere tutti (gratuitamente, visto che il loro lavoro è legato a una convenzione stipulata con l’Inps). Dopo aver presentato la domanda l’Inps verificherà i requisiti ed entro il 15 aprile offrirà i verdetti». Solo allora l’interessato, la cui richiesta di redito di cittadinanza è stata regolarmente accolta, sarà contattato dall’ufficio postale dove ritirerà la carta precaricata e corredata di indispensabile pin identificativo. Tra tutti colore le cui richieste saranno accolte, un terzo dei potenziali utilizzatori del reddito di cittadinanza (circa 900mila persone) avrà quindi il dovere di aderire al Patto per il lavoro.

Saltano 1500 navigator: si passa dai 6000 inizialmente previsti a 4500

E qui subentra la vexata quaestio dei famigerati navigator, che ancora divide i fronti di Regioni e Governo. L’ultima proposta del vicepremier Di Maio è stata quella di ridurre di 1500 unità il numero dei navigator, passando dai 6000 previsti inizialmente ai 4.500 “arruolabili” secondo gli ultimi provvedimenti. Del resto, l’immissione massiccia e in un blocco unico dei navigator negli organici delle amministrazioni locali rischia di aumentare il caos, come non a caso rilevato ancora in queste ore dalla coordinatrice della Commissione lavoro della Conferenza delle Regioni, Cristina Grieco, citata dal sito del quotidiano diretto da Sallusti: «Si tratta – dice – di un esercito di precari che comporterebbe enormi problemi organizzativi». E le previsioni di caos aumentano esponenzialmente, di ora in ora.

 

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