Famiglia, Gandolfini: «No all’utero in affitto». Si scatenano le ire della sinistra (video)

venerdì 29 marzo 13:45 - di Redazione

Si apre con un attacco alle adozioni gay e all’utero in affitto l’intervento del fondatore dei Family day Massimo Gandolfini al congresso mondiale delle famiglie a Verona, manifestazione che si concluderà domenica, con una marcia del popolo del Family Day con pullman in arrivo da tutta Italia. «Siamo convintamente contrari alla maternità surrogata e all’utero in affitto, una pratica incivile», ha stigmatizzato Gandolfini che ha aggiunto: «Da un’unione donna-donna e uomo-uomo non nasce una vita, per cui non possono essere genitori».

«La legge 194 è stata applicata solo in parte»

Massimo Gandofini, uno dei principali esponenti dei pro-life italiani, attacca poi la mancata applicazione della legge 194 nella parte riguardante l’ausilio alla maternità. «L’aborto è l’omicidio di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità». Attacca poi frontalmente la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, mostrando un cartello in cui la parlamentare dem ironizzava sulla triade “Dio, Patria e Famiglia”. «Indegna della sinistra», dice Gandolfini. e «offensiva della sensibilità della maggior parte delle famiglie». «In Italia  dal 1978 ad oggi sono stati uccisi 6 milioni di bambini e ne sono stati salvati 200 mila: li ha salvati il Movimento per la Vita», ha precisato.

«Polemiche costruite ad arte dalla sinistra»

Tanto basta per scatenare le ire  della sinistra e del M5S. Sull’aborto si apre subito una polemica a cui il ministro Salvini ha dato risposta: «La legge 194 non si tocca». Quella sul Congresso mondiale della famiglia «è una polemica costruita ad arte dalla sinistra. Le conquiste sociali non si toccano, non si discute sulla revisione del divorzio e dell’aborto e della libertà di scelta per donne e uomini. Si ragiona su aiutare le famiglie italiane, mamme papa coi bimbi e coi nonni, a uscire da una situazione di povertà che a volte dopo la nascita di un figlio ti entra in casa».

 

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