Sardegna, finalmente l’ufficialità: Solinas vince col 47,8%. Terremoto nel Pd: si dimette il sindaco di Sassari

martedì 26 febbraio 18:25 - di Leo Malaspina

Dopo due giorni di attesa, sono state finalmente completate le operazioni di scrutinio nelle sezioni della Sardegna: ora i dati ufficiali relativi alle elezioni regionali sono alla verifica degli uffici centrali circoscrizionali presso i tribunali. I risultati riferiti ai candidati alla Presidenza della Regione vedono: Christian Solinas, candidato di centrodestra, eletto con il 47,81% (363.946 voti); Massimo Zedda, candidato di centrosinistra, al 32,91% (250.560 voti) e Francesco Desogus (Movimento 5 Stelle) al 11,18% (85.046 voti). A seguire: Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) al 3,34% (25.478 voti); Mauro Pili (Sardi Liberi) al 2,30% (17.568 voti); Andrea Murgia (Autodeterminatzione) all’1,82% (13.907 voti); Vindice Lecis (Sinistra Sarda) allo 0,60% (4.275 voti). Le schede bianche sono 6880, le schede nulle 810, le schede contenenti errori 15131. Per quanto riguarda le liste, questi i risultati su 1805 sezioni: centrodestra al 51,76%; centrosinistra al 30,17%; Movimento 5 stelle al 9,72%; Partito dei Sardi al 3,69%; Sardi Liberi al 2,14%; Autodeterminatzione all’1,91%; Sinistra Sarda allo 0,60%. Riguardo ai voti percentuali dei partiti: il Pd al 13,48%; Lega all’11,34%; Psd’Az al 9,89%; Fi all’8,07%; Riformatori al 5,02%; FdI al 4,73%; Sardegna Venti20 al 4,13%; LeU al 3,81%; Pro Sardinia-UdC al 3,68%; Campo Progressista al 3,17%; Noi, la Sardegna al 2,81%; Futuro Comune al 2,63%; Sardegna in Comune al 2,47%; Cristiano popolari e socialisti all’1,35%; Sardegna civica all’1,64%; Fortza Paris all’1,63%; Uds all’1,10%; Energie per l’Italia – Sardegna allo 0,49%; Progetto comunista per la Sardegna allo 0.43%.

A urne chiuse, prima terremoto post elettorale al Comune di Sassari. Dopo i risultati delle regionali si sono dimessi il sindaco Nicola Sanna, che era candidato con il Pd e l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna, in lizza con Partito dei Sardi, entrambi bocciati dagli elettori. «Le elezioni di domenica – commenta il sindaco – rappresentano una svolta storica per il popolo sardo. Le politiche nazionaliste e più reazionarie promosse dalla Lega Nord hanno trovato proseliti presso un quarto degli elettori sardi e un’altra metà circa non è più interessata alla partecipazione politica e democratica».

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