Putin sfida Trump sulla guerra nucleare: anche Mosca si sfila dal trattato sui missili

sabato 2 febbraio 11:41 - di Luciana Delli Colli
putin

Dopo gli Usa, anche la Russia si sfila dal trattato sui missili nucleari a medio raggio, l’Inf (Intermediate-range nuclear force treaty). L’annuncio è stato dato dallo stesso Vladimir Putin, dopo che Mosca aveva già annunciato come la decisione di Donald Trump non sarebbe rimasta senza conseguenze. Non a caso, la scelta del Cremlino ricalca quella della Casa Bianca in tutto e per tutto, come sottolineato dallo stesso presidente russo, che ha parlato di «risposa simmetrica».

La «risposta simmetrica» di Putin a Trump

Dunque, appena un giorno dopo Washington, anche Mosca sospende gli obblighi previsti dal trattato che fu firmato nel 1987 dagli allora presidenti Reagan e Gorbaciov e che prevede che i due firmatari non costruiscano missili a media gittata. La sospensione degli accordi rappresenta, nelle intenzioni di entrambe le parti, l’avvio di un processo di ritiro vero e proprio dal patto, che dovrebbe concludersi ad agosto. «Rispondiamo simmetricamente, se i nostri partner statunitensi hanno annunciato che sospenderanno la loro partecipazione al trattato, lo sospenderemo anche noi», ha detto Putin, dopo aver incontrato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e quello della Difesa Sergei Shoigu. Sebbene il leader del Cremlino abbia indicato che «Mosca non ha intenzione di iniziare una corsa agli armamenti», si è detto favorevole alla proposta avanzata dal Ministero della Difesa russo di avviare lo sviluppo di un nuovo missile supersonico a medio raggio, secondo una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ufficiale Ria Novosti.

Lo spauracchio della guerra nucleare

Putin, dopo aver accusato Trump di violare i termini dell’accordo, ha quindi chiesto un controllo internazionale dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti in risposta alle stesse accuse fatte ieri dal suo omologo statunitense. Anche sul fronte delle accuse, infatti, Usa e Russia si muovono specularmente: entrambi puntano l’indice contro l’altro sulle violazioni che avrebbero commesso e che metterebbero a rischio la sicurezza planetaria, oltre che la propria. «Le violazioni della Russia mettono a rischio le vite di milioni di europei e americani», sono state le parole con cui, l’altro giorno, il Segretario di stato americano, Mike Pompeo, ha annunciato la volontà di sospendere il trattato. «Gli Stati Uniti potrebbero schierare un totale di 48 missili da crociera in Europa mettendo così in pericolo la Russia centrale, e Mosca non può ignorare questa minaccia», è stata la replica a stretto giro del viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov.

 

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