“13 anni, schiava a Firenze”. Intervista choc alla giovane venduta dai rom (audio)

lunedì 4 febbraio 19:18 - di Penelope Corrado

“Ero come un giocattolo, andavo provata prima di essere venduta. Ero pronta ad ammazzarmi”. La giovane rom, venduta a 13 anni dai genitori, ricostruisce la sua vicenda in un’intervista agghiacciante andata in onda domenica su Radio 24.

Una sposa schiava venduta per 15mila euro

La protagonista di questa vicenda oggi vive in una località protetta, lontana dalla famiglia. Appena diventata maggiorenne – la ragazza aspetta di cambiare nome – assapora la gioia di potersi truccare, cosa vietata quando era schiava della sua famiglia. Il padre padrone (condannato a 13 anni dal tribunale di Firenze) aveva pianificato la sua vendita per quindicimila euro, doveva stare con una fascia al braccio per certificare che era cosa loro. Di quelli che sarebbero diventati la sua nuova famiglia. O meglio, i suoi nuovi padroni.

L’intervista completa su Radio 24

Nel settembre 2016 suo padre Vasilia l’aveva promessa in sposa, aveva ricevuto un acconto di quattromila euro. Doveva conservare la verginità, altrimenti la famiglia l’avrebbe rimandata indietro. Alla fine era stata venduta con lo “sconto” a quattordicimila euro. «Un giorno – racconta la piccola –  quando avevo 13 anni, mio padre mi è venuto a prendere a scuola. Mi ha portato a conoscere il mio futuro marito. Mi ha mostrato ai familiari del ragazzo, per vedere se andavo bene fisicamente. Inizialmente hanno parlato se ero capace di fare i lavori domestici. Mi chiedevano se sapevo cucinare, se ero vergine. Erano le condizioni per vedere se il contratto andava a buon fine».

L’aiuto insperato arriva da un ragazzo conosciuto in chat

«A quel punto ho iniziato a mangiare e a ingrassare. Non mi curavo più la pelle, per mandare a monte il matrimonio. Quando sono venuti la prima volta ero coinvinta che fosse normale, mi facevano i complimenti. Ero la protagonista, per la prima volta qualcuno mi dava retta». Una storia tutta italiana, che ha visto la ragazza chiedere a un amico conosciuto sul web. Il ragazzo ha chiamato il 113 e la giovane è stata provvidenzialmente salvata. «Quando è arrivata la polizia e mi hanno portato via, mia mamma – racconta la giovane – è uscita fuori dal terrazzo gridandomi “Puttana, torna a casa”». L’intervistatrice Raffaella Calandra osserva: “Sei stata trattata come una bestia”. “No – la interrompe la ragazza – per un animale avrebbero avuto più rispetto”.

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