Decreto sicurezza, l’Anpi si copre di ridicolo: «Faremo resistenza civile»

giovedì 29 novembre 14:32 - di Mariano Folgori

Sempre d “resistenza” si tratta , ma stavolta, per l’Anpi, è civile. In modo o nell’altro, l’associazione partigiani si copre di ridicolo minacciando fuoco e fiamme contro il decreto sicurezza  recentemente approvato dal Parlamento. L “Stravolge la Costituzione”, tuona Carla Nespolo, nuovo presidente dell’ampi,  accusando il governo gialloverde di spingere l’Italia “nell’incubo dell’apartheid giuridico”.

La Nespolo è furibonda. “È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo”.

Di qui la Nespolo suona le trombe dell’inevitabile mobilitazione: l’Anpi “non può restare inerte”. “Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti cui dovremo assistere”, continua lanciando, poi, un “appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini: che l’indignazione sia permanente, che non manchi occasione di riempire piazze e strade per un’Italia autenticamente umana”. “Facciamo appello alle forze politiche democratiche – incalza – basta divisioni, discussioni stucchevoli, rese dei conti”. Nella sua invettiva cotro l’esecutivo, la presidente dell’Anpi parla, poi, di necessità di “una straordinaria assunzione di responsabilità” e invita gli ex partigiani a “organizzare una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria”. e conclude: “L’Anpi c’è e con lei tante associazioni che continuano nel loro quotidiano lavoro di stimolo sociale e costituzionale. L’umanità al potere. Adess0”. Salvini si sta già preoccupando.

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