Bari, Berlusconi rinviato a giudizio: avrebbe indotto teste a mentire

venerdì 16 novembre 14:12 - di Redazione

Ancora un processo per Silvio Berlusconi. L’ex-premier, infatti, è stato rinviato a processo dal gup del tribunale di Bari, Rosa Anna Depalo, con l’accusa di induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta escort della Procura barese. Un esito scontato dal momento che da tempo l’udienza preliminare ha cessato la propria funzione di setaccio e per assumere quella di semaforo con la luce sempre verde per le richieste della pubblica accusa. A maggior ragione, poi, se l’imputato ha i connotati del Cavaliere di Arcore.

Il processo comincerà il 4 febbraio

Il processo inizierà il prossimo 4 febbraio. Il giudice ha dichiarato invece la propria incompetenza territoriale nei confronti dell’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, disponendo la trasmissione degli atti ai magistrati di Napoli. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Pasquale Drago e dalla pm Eugenia Pontassuglia. Secondo l’ipotesi accusatoria Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio, avrebbe fornito all’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, per il tramite di Lavitola, un pool di avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro in contanti, 500mila per l’esattezza, per convincerlo a mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort  accompagnate nelle residenze estive dell’ex-premier fra il 2008 e il 2009.

Palazzo Chigi si è costituito contro Berlusconi

Nel procedimento contro Berlusconi è costituita parte civile la Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha rilevato il danno d’immagine causato dalle condotte dell’ex premier, accusato di aver pagato le bugie di Tarantini.

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