Voto in Baviera, Meloni: «È il preludio della tempesta che si abbatterà sull’Europa»

lunedì 15 ottobre 10:15 - di Gabriele Alberti

«Elezioni in Baviera, crolla il partito della Merkel e la sinistra dimezza i voti. Crescono i verdi e la destra di “alternativa per la Germania”. Le politiche della Merkel non piacciono manco ai tedeschi, nonostante la Germania in questi anni si sia arricchita sulle spalle del resto d’Europa, figuriamoci a noi italiani che in questi anni abbiamo pagato il conto più salato di tutti alla Germania. Il voto in Baviera – scrive la Meloni dal suo profilo fb – è il preludio della tempesta che si abbatterà su tutto il continente alle prossime elezioni europee, Fratelli d’Italia è pronta a fare la sua parte». La “cartolina” di Giorgia Meloni a commento dell’esito elettorale è precisa e lapidaria. Suona come un gong. I popoli europei hanno capito, stanno capendo. Il voto appena consegnatoci dalle urne è più che una previsione sulle elezioni di maggio. L’analisi del voto fatto da Giorgia Meloni parte dalla Baviera per cogliere il senso di un clima europeo profondamente mutato. La destrsa sovranista cresce. Appuntamento a maggio.

Il voto

Come era nelle previsioni e a conferma degli exit polo, le urne provocano l’atteso terremoto in Baviera, dove i cristiano-sociali di Horst Seehofer perdono la maggioranza assoluta, crollando al 37,3%. Sfondano i Verdi, che diventano la seconda forza del Land, mentre è drammatico il tonfo per i socialdemocratici, spodestati proprio dagli ecologisti. Avanza – anche in questo caso le previsioni hanno trovato conferma – la destra sovranista, con l’ingresso nel parlamento regionale di Alternative fuer Deutschland, che conquista le due cifre (10,2 per cento).

Persi sul terreno oltre 10 punti rispetto al 2013 (quando il partito svettava al 47,7%), Markus Soeder, candidato presidente della Csu, ha comunque rivendicato il diritto al governo. Il vizietto di non tenere conto delle indicazioni popolari è di moda un po’ ovunque: «Non è una giornata facile e abbiamo avuto un risultato doloroso. Ma una cosa è chiara: non solo siamo il partito più forte, ma abbiamo anche un chiaro mandato a governare», si ostina a rivendicare Soeder, che  ha anche annunciato di «voler parlare con tutti i partiti, ma non con l’Afd».

Afd: «Successo formidabile»

Con l’ingresso nel parlamento regionale della Baviera con il 10,2%, l’ Afd, Alternative fuer Deutschland – che a settembre dello scorso anno era entrato per la prima volta nel parlamento federale di Berlino, il Bundestag – è ormai rappresentato in 15 delle 16 assemblee legislative regionali del paese. Alternativa per la Germania resta ancora escluso dal parlamento di Wiesbaden, nel Land centrale dell’Assia, dove però ha buone probabilità di fare il suo ingresso con le elezioni in programma tra due settimane. Il risultato è stato commentato in termini entusiastici dai vertici del movimento: Joerg Meuthen lo ha definito un «successo formidabile, la crescita più significativa di tutte guardando gli altri partiti». Per Alexander Gauland, bisogna però andare avanti, cercare di conquistare più voti per aspirare ad entrare in futuro in un governo in Baviera. Alice Weidel ha interpretato il voto in termini nazionali, definendolo una bocciatura da parte degli elettori di Angela Merkel. Il governo di Berlino – ha detto – deve preparare il terreno per nuove elezioni, che stando al calendario dovrebbero tenersi nell’autunno del 2021.

La ripartizione dei seggi

Il prossimo parlamento bavarese sarà composto da 205 seggi, cosìripartiti : Csu, 85 seggi, Verdi 38, Freie Waehler, 27, Spd, 22, Afd, 22, Fdp, 11. L’affluenza alle urne è stata del 72,5% degli aventi diritto, contro il 63,6 di cinque anni fa. Erano chiamati alle urne oltre 9,4 milioni di elettori.

Commenti

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  • Leonardo Marino 16 ottobre 2018

    Cara Meloni, e dopo la tempesta? Chi raccoglierà i cocci? Il solito zio d’America, che dopo la prima e la seconda guerra mondiale si appresta ancora a dividere gli europei anche nel terzo millennio? Di grazia voi cosiddetti sovranisti e sedicenti patrioti avete qualche idea che non sia la solita di essere servi degli Stati Uniti, accucciati e tranquilli, senza un progetto di riscatto sociale ed economico euromediterraneo? La Storia non si fa con gli slogan……Abbiamo già dato come Italiani ed Europei….

    • Mario 16 ottobre 2018

      Lei manifesta i sintomi della sindrome di Stoccolma, lei esprime chiaramente una dipendenza psicologica ed affettiva nei confronti degli aguzzini dell’Italia UE ed EURO che hanno distrutto economicamente socialmente gli italiani. E visto che che parla di slogan, le cito una frase che le calza a pennello: chi lotta può anche perdere, chi non lotta ha già perso. Lei Sig Marino ha già perso tutto: dignità, onore e rispetto per l’Italia.

  • Andrea 15 ottobre 2018

    L’undici % è un risultato importante però non è un plebiscito perché se la matematica non è un’opinione l’ottantanove % ha votato per gli altri partiti.La destra da sola e ininfluente in tutti i Paesi dell’Unione perché pur ottenendo risultati molto lusinghieri non sfonda e in quasi tutti gli Stati si ferma ben sotto il venti % a parte la Francia dove lo sfiora di poco.Forse sarà il caso di guardare ai partiti moderati per tentare un dialogo costruttivo anche in vista delle elezioni europee della prossima primavera.

    • ADRIANO AGOSTINI 16 ottobre 2018

      Il sovranismo è il movimento del terzo millennio in tutto il mondo (ultimo caso: Brasile), come fu il Rinascimento nel ‘500, il Risorgimento nell’800, ed è inarrestabile. La gente dice basta alla globalizzazione, alle multinazionali, ai pochi ricchi che vogliono comandare il mondo e hanno reso i popoli schiavi e sempre più poveri. Anche se siamo agli inizi. Anzi: siamo appena agli inizi.

  • Laura Prosperini 15 ottobre 2018

    SPERIAMO…On.le, SPERIAMO…

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