Carminati e Buzzi, sentenza ribaltata. C’è il metodo mafioso ma la pena viene ridotta (video)

martedì 11 settembre 14:39 - di Redazione
carminati

Per Massimo Carminati pena ridotta in Appello a 14 anni e sei mesi (in primo grado era stato condannato a 20 anni). Anche per Salvatore Buzzi la pena è stata ridotta a 18 anni e 4 mesi. I giudici hanno però riconosciuto l’aggravante mafiosa. In primo grado la condanna era stata per associazione a delinquere semplice. Poi la Procura generale di Roma aveva impugnato la sentenza nella parte in cui veniva rigettata l’aggravante dell’associazione mafiosa. La sindaca Virginia Raggi ha voluto essere presente alla lettura della sentenza.

Collegati in videoconferenza dai penitenziari di Opera e di Tolmezzo, Buzzi e Carminati non hanno voluto essere ripresi dalle telecamere al momento della lettura della sentenza. Il pg aveva chiesto una condanna a 26 anni e mezzo per l’ex Nar e 25 anni e 9 mesi per Buzzi.

“Quanto accaduto è grave, è un fatto assolutamente stigmatizzabile l’aver riconosciuto la mafia. E una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese”. Questo il commento dell’avvocato difensore di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi, che ha poi aggiunto: “Il collegio ha riconosciuto la associazione di stampo mafioso, ma ha ridotto il trattamento sanzionatorio che era stato applicato in primo grado. Noi abbiamo da sempre sostenuto che il tribunale fosse andato con la mano pesante su diverse condotte”.

“Questa sentenza rappresenta per me una sorpresa – afferma l’avvocato difensore di Massimo Carminati Bruno Giosuè Naso – perché già non condividevo la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto due associazione distinte. L’insussistenza dell’accusa mafiosa mi sembrava inattaccabile: mi sbagliavo. Questo collegio ha invece riconosciuto l’esistenza della mafia. Se persino questa collegio, che è uno dei migliori della corte d’appello, ha riconosciuto l’aggravante mafiosa o io dopo 50 anni di attività professionale non capisco più nulla di diritto, e ci può stare, oppure -ha aggiunto- è successo qualcosa di stravagante che ha influito sulla sentenza. In questo Paese la magistratura mette bocca su tutto, e si arroga il compito di moralizzare la società”.

Su 18 dei 43 imputati al processo al Mondo di Mezzo i giudici della III corte d’Appello hanno riconosciuto a vario titolo l’associazione a delinquere di stampo mafioso, l’aggravante mafiosa o il concorso esterno, oltre che a Carminati e Buzzi, anche per Claudio Bolla (4 anni e 5 mesi), Riccardo Brugia (11 anni e 4 mesi), Emanuela Bugitti (3 anni e 8 mesi), Claudio Caldarelli (9 anni e 4 mesi), Matteo Calvio (10 anni e 4 mesi). Condannati anche  Paolo Di Ninno (6 anni e 3 mesi), Agostino Gaglianone (4 anni e 10 mesi), Alessandra Garrone (6 anni e 6 mesi), Luca Gramazio (8 anni e 8 mesi), Carlo Maria Guaranì (4 anni e 10 mesi), Giovanni Lacopo (5 anni e 4 mesi), Roberto Lacopo (8 anni), Michele Nacamulli (3 anni e 11 mesi), Franco Panzironi (8 anni e 4 mesi), Carlo Pucci (7 anni e 8 mesi) e Fabrizio Franco Testa (9 anni e 4 mesi).

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Francesco Desalvo 12 settembre 2018

    Giudici in confusione, ciascuno sentenzia secondo la sua opinione. Ma non è solo per la tratta dei migranti, purtroppo è per ogni argomento che interessa i media, e su cui ci si può far intervistare.
    Povera Italia!!

  • Alessandro Marcon 12 settembre 2018

    Quindi per l’aggravante mafiosa è prevista la riduzione della pena?

  • Andrea 11 settembre 2018

    Cooperative rosse,politici di destra e di sinistra,terroristi neri ,insomma nulla di nuovo sotto il sole.Il putridume regna sovrano grazie a questi disgustosi e spregevoli personaggi ai quali auguro di cuore di marcire in galera il più possibile anche se purtroppo li rivedremo presto all’opera tutti insieme appassionatamente.Che schifo.

  • In evidenza