Vaccini, la “cura fai-da-te” di Paola Taverna e di sua zia scatena i social

mercoledì 8 Agosto 11:40 - di

Vaccini sì, vaccini no? Sui social esplode il cosiddetto metodo Paola Taverna, la grillina che riesce sempre a far parlare di sé tra ironie e sfottò, con annesso qualche estimatore. Come si combattono le malattie? Lei predilige gli insegnamenti della nonna. O meglio, della zia. All’insegna dei tempi andati. E chissenefrega dei medici e della scienza, qui parono le cure fai-da-te. Manca solo il Carosello e la tv in bianco e nero. «Quando ero piccola, se avevo un cugino con una malattia esantematica, facevamo la processione a casa sua», afferma Paola Taverna in un filmato registrato nei mesi scorsi durante un incontro del MoVimento e che sta scatenando la reazione di utenti social sul tema dei vaccini. «Così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti – dice Taverna -, tutti e sette i nipoti c’avevano la patologia e se l’erano levata». E ancora: «Funzionava così all’età mia. Adesso devi essere immune da tutto, va bene – aggiunge -. Ma lo posso decidere io come mi voglio immunizzare?». Detto al bar è una cosa, detto da una senatrice del M5S è un’altra.
Affermazioni «imbarazzanti e pericolose», scrive su Twitter il senatore Pd Dario Stefàno. Sulla stessa linea Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama: «Imbarazzante. Questa donna è imbarazzante. E pure pericolosa. Non può presiedere l’aula del Senato una che mette a rischio la salute pubblica», si legge in un tweet.  «La senatrice Taverna dovrebbe o fare lo sforzo di studiare le cose che non conosce o avere l’umiltà di tacere», scrive via social Caterina Biti, esponente dem di Palazzo Madama, che aggiunge: «Sulla salute non è ammessa propaganda». Il filmato è stato ripostato anche da altri senatori Pd tra cui Davide Faraone, Edoardo Patriarca e Eugenio Comincini, esponente dem in Commissione permanente Finanze, retwittato poi dall’ex segretario del Partito democratico, Matteo Renzi.

Commenti

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  • claudio 9 Agosto 2018

    ha detto una cosa che ,fino a qualche anno fa,era considerata una cosa normale ; prima si contraeva una malattia “infantile” meno problemi creava se contratta dopo la pubertà (orecchioni per i maschi, rosolia per le femmine)

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