Professori in maglia rossa alla Maturità, è bufera: «Atto intimidatorio»

martedì 10 luglio 10:52 - di Guglielmo Federici

Anche alcuni professori hanno avvertito l’irresistibile  “richiamo della foresta”: indossare le famigerate magliette rosse e fare propaganda tra i banchi, tra gli alunni, trasformando l’insegnamento in una presa di posizione politica che non è ininfluente nel condizionare i ragazzi. E’ avveuto, come riassunto sul sito Skuola.net, agli Esami di Stato, a Partinico, piccolo centro in provincia di Palermo. Una professoressa del liceo scientifico Santi Savarino mostra sulla propria pagina Facebook la fotografia di alcuni colleghi «che indossano la maglietta rossa durante gli esami di maturità» in segno ,di partecipazione all’appello lanciato da don Luigi Ciotti in favore dei migranti morti in mare e contro la politica del governo. Sul caso si è scatenata una furibonda polemica. Esporsi politicamente – perché è innegabile che la vicenda ne ha tutti i connotati – durante la Maturità- «è un atto intimidatorio», «una vergogna della scuola italiana». Giorgia Meloni aveva rilanciato sui social la fotografia incriminata parlando di «strumentalizzazione politica della scuola pubblica. «Chi vi autorizza a pensare di poter imporre ai nostri figli le vostre idee?  Gli alunni che non credono nell’utilità dell’immigrazione incontrollata li bocciate?», si è chiesta la leader di FdI.

La ricostruzione

I colleghi del “soccorso rosso” hanno naturalmente spalleggiato i professori.«Bravissimi i colleghi che indossano la maglietta rossa durante gli esami di maturità! – ha scritto una prof del liceo su Fb a margine delle foto – Siete davvero un bell’esempio di una scuola che ha il compito di educare e trasmettere grandi valori ed ideali. Restiamo umani». Dal Liceo hanno chiarito in un colloqui con il Giornale.it, che il fatto contestato non riguarda alcuna commissione d’esame all’interno della scuola. Ma la collaboratrice della preside ha chiarito che si tratta di alcuni «docenti della nostra scuola nominati in commissione esterna presso altre istitituzioni scolastiche». La precisazione è d’obbligo ma non cambia in quale scuola si sia verificata l’esibizione politica dei docenti. La preside dell’istituto coinvolto tenta di scagionare i professori: «Siamo delusi rispetto ad una gogna mediatica nei confronti dei docenti del Liceo S.Savarino di Partinico che ho l’onore di dirigere – ha scritto Chiara Gibilaro – dei quali conosco l’alta professionalità e l’autentica tensione etica e con i quali in questi anni ho condiviso il Piano dell’offerta formativa». La preside si sgola tentando di dimostrare che  non è stata espressa una adesione politica da parte dei professori , «anche la nostra commissione a Termini Imerese ha dedicato una riflessione all’evento, è stato un momento, in apertura di giornata, per parlare di un problema di attualità che era stato segnalato da don Ciotti a proposito dei bambini che muoiono ingiustamente nel Mediterraneo». Una riflessione e un’ostentazione ridicola di magliette rosse non vanno d’accordo.

Professori in maglia rossa, il ministro valuta un’ispezione

Chiamiamo le cose con il vero nome: si tratta di docenti  “schierati” al fianco di una iniziativa sorta in opposizione alle decisioni del ministro Salvini. Che lo si voglia negare o attutire, non cambia la sostanza di una scuola che a intervalli regolari assume un ruolo politico. Il caso infatti non è stato minimizzato, ma  è arrivato in Parlamento. Il sottosegretario per i Beni e le attività Culturali e il turismo, Lucia Borgonzoni, ha denunciato questa «vergogna della scuola italiana», definendo l’atto dei docenti «intimidatorio». «Chiunque ha libertà di indossare ciò che vuole in democrazia – attacca Borgonzoni – ma è grave che degli insegnanti in servizio utilizzino il proprio ruolo per fare propaganda». Deplorevole anche il fatto che l’argomento «sembra sia stato utilizzato come discussione di commissione, diventando così una forma di intimidazione verso chi, tra gli studenti, non la pensa come loro. Forse hanno sbagliato mestiere. Se questi professori desiderano fare politica, non la facciano nelle aule di scuola e non coinvolgano i ragazzi». La documentazione di tutta la vicenda sarebbe già nelle mani del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che sta valutando se inviare una commissione d’ispezione per verificare quanto accaduto.

Il centrodestra compatto

Il centrodestra parla con voce sola: avwva iniziato la Meloni, poi il deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami, che ha presentato un’interrogazione parlamentare: «Tale gesto appare altamente inopportuno nonché fazioso e strumentale, soprattutto perché messo in atto all’interno di un Istituto scolastico, luogo deputato a trasmettere conoscenza e non certo a manifestare ideologie, con il rischio tra l’altro di condizionare le giovani menti e alimentare la polemica rispetto all’azione governativa sul fronte della gestione del fenomeno migratorio».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Gianfranco Stivaletti 12 luglio 2018

    Avrei avuto piacere se qualche studente, ben preparato e quindi in grado di reggere l’inevitabile “torchiatura” di quei professori, si fosse seduto al tavolo mettendo bene in mostra il distintivo di Forza Italia, di Fratelli d’Italia, o della Lega.

  • Engy 11 luglio 2018

    libertà di indossare magliette rosse per carità: queste polemiche andrebbero evitate, soprattutto per non dare risalto a dei semplici benpensanti conformisti de sinistra.
    meglio ignorarli.

  • lucia 11 luglio 2018

    il compito della scuola è creare TESTE PENSANTI e non fare politica

  • Leonardo Corso 11 luglio 2018

    Licenziateli a tutti.

  • gianni 10 luglio 2018

    Trasferitele al NORD

  • Gio 10 luglio 2018

    e questi sarebbero INSEGNANTI ? Di quale materia ? comunismo ? tradimento ? islam ? Andrebbero cacciati via a calci. Sempre che qualche genitore poi non decida di denunciarli, cosa che auspico.

  • Donald 10 luglio 2018

    licenziamento in tronco e denuncia penale !!!

  • Laura Prosperini 10 luglio 2018

    Caro Ministro, l’ispezione e le sanzioni sono un atto DOVUTO.
    Attendiamo i risultati di ciò.
    Non è possibile tentare di creare, ipnagocicamente, degli adepti della nuova setta sorosiana (perchè di questo si tratta, non certo di Marxismo…) fra i nostri figli.
    Il Preside della scuola dove ho fatto io la maturità, molti lustri addietro, era fascista orgoglioso di esserlo ma non influenzava in alcun modo noi ragazzi e ragazze anzi
    il fine delle scuola è proprio quello di CREARE TESTE PENSANTI AUTONOME capaci di critica magari anche costruttiva
    e non di lobotomizzare menti e coscienze appiattendole all’indistinto (tutti ugali senza distinzione di sesso di religione di storia e cultura di radici di Nazione di famiglia etc.etc., una specie di regressione al brodo primordiale, visto la loro barbarie culturale):

  • Eschini Pietro 10 luglio 2018

    La vergogna di queste Prof non dovevano entrare nemmeno in classe , il Direttore dove era ? Finitela con queste pagliacciate vorrei che un immigrato clandestino violentasse una di queste prof . Px vedere se continuano con le magliette rosse .

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica