Storico incontro di pace tra i leader delle 2 Coree: la guerra è finita. Nuova era al via (Video)

venerdì 27 aprile 11:56 - di Lara Rastellino

«Tutto il mondo ci guarda. E noi non ripeteremo gli errori del passato». È cominciato sotto questo buon auspicio e con  un epocale passo attraverso la linea di demarcazione militare che dal 1953 divide il Nord e il Sud della Corea, lo storico incontro di pace tra i leader delle due Coree, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e quello di Pyongyang, Kim Jong-un. E subito dopo è arrivato, da parte del dittatore nordcoreani, l’atteso «siamo uno stesso popolo: dobbiamo essere uniti». quindi, la degna conclusione, con i due capi di Stato della penisola divisa a metà che dichiarano solennemente che non ci sarà più guerra in Corea, e che «una nuova era di pace è iniziata». E così recita la dichiarazione ufficiale del summit di oggi tra Kim e Moon a Panmunjon. Il resto è cronaca diplomatica, con il reportage del mondo sul primo round di colloqui, centrato sulla denuclearizzazione e durato circa due ore. E con il proseguo dei lavori del summit nel pomeriggio, quando ci sarà con un nuovo incontro, la firma della dichiarazione congiunta grazie al quale il trattato del ’53 diventa un concordato di pace, e la cena finale offerta da Moon a cui parteciperà anche la first lady nordcoreana Ri Sol-ju.

Storico incontro di pace tra i leader delle 2 Coree

Dunque, si può riassumere in queste poche, ma emblematicissime dichiarazioni appena enunciate dai due leader del nord e del sud della penisola asiatica, la summa del vertice intercoreanoche, tra cerimoniali di rito e obblighi di diplomazia, ha registrato più di qualche risultato da record. A partire da quello segnato con la storica stretta di mano per cui, per esempio, Kim Jong-un è diventato il primo leader nordcoreano a mettere piede in Corea del Sud, attraversando la zona smilitarizzata che separa la penisola dalla fine della guerra di Corea nel 1953. E allora, in un momento ricco di simbolismo e con qualche concessione allo sfarzo, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e Kim si sono stretti la mano al confine, per poi dirigersi verso la Peace House, nel villaggio di confine di Panmunjom, per avviare colloqui formali sulla denuclearizzare e la pace della penisola coreana, i due principali punti in agenda. «La primavera potrebbe essere arrivata», ha detto Moon mentre si sedeva con Kim nel tavolo ovale della sala dei colloqui, sottolineando che «il mondo guarda a Panmunjom», diventato «simbolo di pace, non di divisione». Da parte sua il leader nordcoreano ha auspicato colloqui «franchi» sulle questioni della penisola, «non sprecando tempo e occasione» offerti per ottenere «buoni risultati». E tutto nonostante i riflettori del mondo siano puntati sul summit intercoreano mentre la Televisione Centrale di Pyongyang non ha finora mandato in onda nessun servizio sullo storico vertice a cui peraltro non sembra siano dedicati speciali straordinari…

Una nuova era nel segno della denuclearizzazione

Erano le 9.30 del mattino ora coreana, le 2.30 di notte in Italia. Nelle immagini trasmesse in diretta straordinaria Kim, in uniforme militare nera, si dirige sorridente verso il presidente sudcoreano e dopo una calorosa stretta di mano fa un passo oltre il gradino di cemento che segna la linea di demarcazione verso il Nord. Poi, in un inaspettato fuori programma, si gira e indica il versante Nord invitando Moon a fare altrettanto. Mano nella mano con Kim, anche il leader di Seul mette così piede oltre la linea del 38esimo parallelo, “ricambiando” per un secondo la visita. La coppia sorridente è stata poi accolta da una picchetto d’onore che indossava costumi tradizionali coreani e suonava musica coreana, prima di entrare nella Peace House. La prima sessione di colloqui è durata circa due ore, nel corso delle quali i due leader pranzeranno separatamente. Kim è tornato al Nord a bordo di una limousine nera, e riattraverserà il confine nel pomeriggio per riprendere le discussioni. Al termine della giornata parteciperà quindi alla cena offerta da Moon. Wahington e Pechino applaudono ottimisti e soddisfatti.

La cerimonia dell’albero tra simbolismo e prospettive

E allora, «i due leader hanno avuto un sincero e onesto dialogo sulla denuclearizzazione e l’instaurazione di una pace permanente nella penisola coreana e lo sviluppo di relazioni inter-coreane» riferiscono i media dalla penisola asiatica, aggiungendo che le mogli dei due uomini, Ri Sol-ju e Kim Jung-sook, parteciperanno al banchetto organizzato dopo il summit. Non solo: secondo quanto riferito dal portavoce presidenziale, durante la prima sessione di colloqui «Kim Jong-un ha detto di essere venuto per porre fine alla storia del conflitto, discutere e rimuovere gli ostacoli tra noi e il presidente della Corea del Sud», sottolineando la necessità di incontrarsi più spesso e di «essere determinati a non tornare al punto di partenza. Kim, infine, ha anche detto di essere all’altezza delle aspettative e di voler creare un mondo migliore». E per sugellare armonia e accordi, in una cerimonia carica di simbolismo, il leader della Corea del nord, Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon jae-in hanno piantato assieme un albero – un pino del 1953 – lungo la linea di demarcazione militare coreana stabilita a seguito del cessate il fuoco alla fine della Guerra di Corea. Con un dettaglio tutt’altro che insignificante: la terra e l’acqua utilizzate per l’operazione provenivano dalle zone a nord e a sud della linea di demarcazione…

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