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Penultimi in classifica per ore lavorate alla settimana, peggio di noi solo i danesi

Penultimi in classifica per ore lavorate alla settimana, peggio di noi solo i danesi

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Ci sono 8 commenti

  1. Luciano Vignati ha detto:

    Sulle ore settimanali lavorate in italia occorre fare un distinguo. Settore privato e settore pubblico. nel settore privato del commercio, anche le grandi aziende (es. una nota azienda milanese nel settore fiere) sfruttano i lavoratori facendoli lavorare anche 10 ore al giorno, lavoro di sabato e di domenica senza pagare loro gli straordinari , salvo il riposo compensativo quando lavorano di domenica e accantonando loro le ore in più sotto forma do ROL ossia recupero ore lavorate, che i lavoratori sono impossibilitati a usarle. Poi ci sono i lavoratori pubblici che di base hanno un contratto di 36 ore settimanali, ma che in alcuni settori possono arrivare anche a 30. Perciò di che cosa stiamo parlando, della media delle ore dei lavoratori veri o dei fancazzisti, imboscati e raccomandati del settore pubblico.

    1. Nicholas Giovanni De Leo ha detto:

      Concordo appieno. Dell’Italia ricordo perfettamente innumerevoli aziende dove era l’abitudine fermarsi a lavorare gratis oltre le otto ore pattuite mentre nel pubblico settore mi è capitato infinite volte, persino nei tribunali, che gli impiegati “non ci fossero”. E non perché in ferie o in malattia, semplicemente perché “non c’erano”.

  2. FUORI DALL'EURO ha detto:

    La società immaginata dallo statalismo italiano, non prevede produttività e senso di responsabilità dei dipendenti pubblici. Infatti è loro richiesto solo il voto di scambio, non sono previste sanzioni e doveri. Non pagano nemmeno le tasse, a carico invece del privato e degli autonomi massacrati dallo stato.

  3. Fabio Dominicini ha detto:

    A proposito di cattedre…..e le ferie pasquali, natalizie, estive non le consideriamo…..e le lunghe frequenti e sfortunate assenze per malattie ….?

  4. Nicholas Giovanni De Leo ha detto:

    In Germania molte aziende permettono di avere come benefit il venerdì libero al posto di un aumento di stipendio. Ma soprattutto la maggior parte delle aziende sta passando a forme contrattuali per cui si paga un fisso mensile per il raggiungimento di certi obiettivi, senza timbrare cartellini o dover lavorare un numero esatto di ore. Questo persino nell’azienda dei trasporti pubblici di Berlino BVG, che permette agli amministrativi (ovviamente non agli autisti o a chi deve rispondere al call center in orari predeterminati) di lavorare anche da casa.
    I dati su cui si basa questo articolo sono probabilmente basati sui contratti nazionali e/o tipici applicati nei vari Paesi, che per ora vengono ancora usati come base per calcolare le retribuzioni anche se il mercato del lavoro si è evoluto notevolmente.
    In Germania appunto lo standard è 40 ore ma sempre più persone lavorano senza questa logica d’altri tempi.

  5. Giorgio ha detto:

    E le correzioni dei compiti? La quotidiana preparazione delle lezioni? I colloqui colloqui con i genitori? I consigli di classe e d’istituto ? I collegi dei docenti e vari organi collegiali? I corsi di aggiornamento ? La partecipazione a commissioni e sottocommissione varie? Scrutini ed esami? Troppo facile contare solo le ore di cattedra per uno dei lavori peggio pagati

  6. Giuseppe ha detto:

    La colpa è del governo sinistro che ci ha ordinato di fare meno ore x avere più assunzioni nelle ditte

  7. Lorenza ceccaroni ha detto:

    Chi scrive vive nel paleozoico e non conosce il significato della parola turn over. Se esercita la professione di medico con lo stesso arretrato aggiornamento con cui scrive poveri noi.

Comments are closed.

30 Gennaio 2018 alle 15:52