Si diffonde in Italia il fascino indiscreto del giustiziere. Ed è già allarme

venerdì 3 febbraio 14:33 - di Corrado Vitale

Fabio Di Lello, il panettiere di Vasto che ha ucciso il  responsabile dell’investimento e della morte della moglie, è diventato, suo malgrado, una star del web. In rete, è tutto un inneggiare al suo gesto. È il segnale che si sta diffondendo in Italia il fascino indiscreto del giustiziere. La tragedia di Vasto è un caso eclatante di  giustizia fai da te, ma non è il solo. La cronaca ci riporta continuamente casi di “spedizioni puntive” di genitori, fratelli e amici di vittime di qualche balordo. Per dirne una: proprio oggi compare sui giornali la notizia del padre e della madre di una 16enne romana che hanno aggredito e  picchiato il giovane infame che ha postato sul web una foto hard della figlia. La ragazza è andata in depressione e i suoi genitori  non ce l’hanno fatta più. Hanno atteso il balordo davanti la scuola e giù botte. Sono finiti sotto processo. 

L’ammirazione per la figura del giustiziere è un pulsione sottopelle, che si confessa solo agli amici ma che non si ammette pubblicamente. Ma c’è. E cresce silenziosamente nella sfiducia per la giustizia e nel senso di allarme suscitato dai troppi casi di impunità e di delitto senza castigo. 

A imporre il mito del giustiziere a livello di massa fu il celebre film interpretato da Charles Bronson, che si intitolava per l’appunto Il Giustiziere della Notte e narrava la storia di un distinto signore che girava di notte per le strade di New York eliminando a colpi di pistola teppisti e delinquenti vari. Quando uscì, nel 1974, fu un successo straordinario. E per l’intellighenzia liberal e di sinistra fu scandalo. 

Più o meno quello che scrive oggi la Repubblica in un allarmato articolo di Francesco Merlo in cui si demolisce la figura del panettiere di Vasto e si parla della «miserabile solidarietà della parte peggiore e più plebea del paese» che lo avrebbe istigato a sparare contro chi gli aveva ucciso la moglie. Una storia triste e tragica, certo. Ma prima di lanciare allarmi e di gridare “al lupo” è bene chiedersi perché la figura del giustizie comincia ad essere tanto popolare in Italia.  Il motivo è semplice, anche se duro da ammettere: lo Stato ispira sempre meno fiducia. È il minimo che può capitare in tempi di forsennati tagli al bilancio pubblico, di feroce deligittimazione di ogni autorità, di attacco senza precedenti al valore dello Stato nazionale. 

 

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