L’efficienza del sindaco: venerdì via le tende, iniziate a ricostruire Amatrice

17 Set 2016 18:46 - di Paolo Lami

«Il tempo dell’emergenza è alle spalle. Ora iniziamo una nuova fase, siamo pronti a partire con lo smontaggio delle tendopoli, che inizierà venerdì prossimo». Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, detta i tempi del ritorno a casa per i suoi concittadini. «Entro il prossimo weekend, d’accordo con le istituzioni regionali – spiega Pirozzi – daremo avvio alle operazioni per consentire in tempi ragionevoli il rientro dei cittadini di Amatrice in edifici più consoni».
«Abbiamo una dignità, non meritiamo di rimanere in tenda. Non siamo animali, siamo a mille metri e qui c’è gente che non sta bene di salute e psicologicamente – il primo cittadino di Amatrice, – Vogliamo che partano subito le gare, perciò venerdì inizieremo lo sgombero dei campi. Entro una settimana dovranno essere tutti alloggiati altrove, con le varie soluzioni che ci sono. La nostra comunità merita rispetto e il sindaco deve fare il sindaco, cioè difendere là propria gente».
«Abbiamo le liste di chi ha scelto il contributo per la sistemazione autonoma – rivela il sindaco di Amatrice – quelle di chi potrà rientrare nella prima casa perché agibile, quelle di chi ha messo a disposizione la propria seconda casa per chi non ha più un tetto e l’elenco di quanti preferiscono gli alberghi. Dal prossimo weekend iniziamo a costruire la nuova Amatrice», conclude il primo cittadino. Che ha bruciato sui tempi perfino Errani. L’annuncio di Pirozzi è infatti arrivato proprio mentre il commissario alla ricostruzione post terremoto nominato da Renzi, Vasco Errani, cercava di spiegare quali erano i passaggi necessari prima di poter arrivare a spiantare le tende e a mettere mano alla ricostruzione.
Intervistato dal Tg Marche, durante un sopralluogo nelle tendopoli dei terremotati ad Arquata del Tronto, Errani aveva spiegato che «per accelerare, bisogna che l’incrocio con i campi tenda e la loro chiusura, e il calcolo preciso delle persone che hanno diritto ad una casetta si realizzi: ecco – aveva detto – questo è il lavoro che stiamo facendo».

Casette sì, ma non modello container ad Amatrice
Garantiranno una degna qualità della vita

Poco dopo è arrivato l’annuncio di Pirozzi sulla nuova Amatrice che inizierà a vedere la luce fra 7 giorni.
«Quando parliamo di casette – spiega Errani – non stiamo pensando a soluzioni temporanee “modello container“. Stiamo pensando a una condizione qualitativa e abitativa che consenta una qualità della vita degna».
Quanto all”intensità dei danni, sarà «determinata in modo scientifico» e in base a questa valutazione non ci sarà differenza nei risarcimenti fra i danni subiti da comuni dentro o fuori il cratere».
Proseguono, anche per questo, le verifiche di agibilità effettuate dai tecnici abilitati Aedes – Agibilità e danno nell’emergenza sismica – e da tecnici a supporto dei Comuni: al momento, sono quasi 5.000, con le 117 eseguite oggi, sugli edifici pubblici e privati colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso.

Agibili meno del 50 per cento degli edifici privati
26.000 le richieste di sopralluogo nelle Marche

Le schede di valutazione completate per gli edifici privati, fa sapere la Protezione civile, sono 4.235: 2.040 edifici sono stati dichiarati agibili (meno del 50 per cento) mentre 231, pur non essendo danneggiati, risultano inagibili per rischio esterno.
Sono 1.365, invece, gli esiti di inagibilità (più del 30 per cento) mentre 599 sono gli immobili temporaneamente o parzialmente inagibili.
Già a pochi giorni dal terremoto erano invece iniziati i sopralluoghi per verificare prioritariamente l’agibilità delle scuole e consentire di definire un piano degli interventi laddove le strutture non fossero state agibili.
Le verifiche hanno riguardato finora 750 edifici pubblici, di cui 648 edifici scolastici: tra questi ultimi 466 sono stati ritenuti agibili mentre altri tre, pur se non danneggiati, risultano al momento inagibili a causa di rischio esterno.
Sono 117 gli edifici temporaneamente inagibili – in tutto o solo in parte – che grazie a provvedimenti di pronto intervento tornerebbero agibili. A questi se ne aggiungono 21 parzialmente inagibili e tre da rivedere per un’ulteriore valutazione.
Sono invece 38 gli edifici scolastici inagibili, circa il 6 per cento, e concentrati nei Comuni più colpiti. Tra gli altri edifici pubblici oggetto di verifica, infine, sono 71 quelli agibili, più uno agibile ma inagibile per rischio esterno.
Diciannove quelli che risulterebbero agibili con provvedimenti e tre quelli parzialmente inagibili. Una struttura necessita di essere rivista, mentre sono sette – su 102 totali – quelle inagibili.
Ma sono decine di migliaia e sono perfino in aumento, a causa delle ultime scosse, le richieste di sopralluogo nei comuni marchigiani colpiti dal sisma del 24 agosto scorso: «sono arrivate oltre 26 mila richieste di sopralluoghi, e sono in aumento, soprattutto se la terra continua a tremare come è accaduto la notte scorsa», ha rivelato l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti.

Anche Arquata del Tronto verso la chiusura delle tendopoli
Niente moduli abitativi, o in albergo o nelle seconde case

E anche la tabella di marcia del Comune di Arquata del Tronto, il comune marchigiano più colpito dal sisma, procede a passo spedito: chiusura “in settimana” della tendopoli nella frazione Colle di Arquata del Tronto, riduzione di quella di Pescara del Tronto e valutazioni in corso per quella di Borgo, dove si trovano la tensostrutture scolastiche e il comando avanzato dei vigili del fuoco.
«Con il commissario straordinario Vasco Errani – spiega il dirigente della Protezione civile regionale Cesare Spuri – abbiamo verificato le disponibilità di sistemazione: al momento ci sono circa 70 abitazioni agibili, di proprietà o seconde case, e 70-80 posti negli alberghi del posto o delle località vicine. Ma i sopralluoghi sull’agibilità sono ancora in corso». E, dunque, autonoma sistemazione o albergo sono le opzioni possibili, mentre, per Arquata, è stata esclusa l’installazione di moduli abitativi.

Sono 3707 le persone assistite dalla Protezione Civile
Fuori pericolo i tre ricoverati all’Aquila

La Protezione Civile ha fatto sapere che sono 3707 le persone assistite nei campi e nelle strutture allestite allo scopo o presso gli alberghi.
Nella Regione Lazio sono assistite 930 persone. Sono, invece, 242 i cittadini ospitati presso gli alberghi messi a disposizione a San Benedetto del Tronto in attesa della realizzazione delle soluzioni abitative d’emergenz.
Sono poi 80 le persone provenienti prevalentemente dal Comune di Amatrice che hanno deciso di trasferirsi presso i MAP e le abitazioni del progetto CASE messe a disposizione nel Comune dell’Aquila. Nelle Marche sono alloggiate 1375 persone, in Umbria sono assistite 696 persone mentre, in Abruzzo, resta invariato il dato di 274 persone alloggiate. Sono, inoltre, 110 le persone ospitate in residenze sanitarie assistenziali sparse nelle quattro regioni colpite dal sisma del 24 agosto.
Sul fronte dei feriti si è saputo che sono fuori pericolo i tre che erano stati ricoverati in gravissime condizioni, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di L’Aquila. Si tratta di A. B, 38 anni, titolare dell’hotel “Roma” di Amatrice, crollato in seguito alla scossa, di una ragazza albanese di 30 anni e di un uomo di 94 anni.
Per tutti e tre i medici, dopo oltre 3 settimane in rianimazione, hanno sciolto la prognosi e, di conseguenza, i feriti degenti sono stati trasferiti, nei giorni scorsi, nei rispettivi reparti di cura.
Il proprietario dell’albergo è stato spostato in chirurgia vascolare, la giovane albanese nel reparto pre-dimissioni e, infine, l’uomo di 94 anni ricoverato in geriatria.

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