La Germania dà un calcio al buonismo: il “santone” Islam rischia grosso
Esteri - di Redazione - 6 Settembre 2016 - AGGIORNATO 6 Settembre 2016 alle 15:36
È iniziato alla Corte d’appello di Duesseldorf il processo contro il predicatore salafita Sven Lau, accusato dalla procura federale generale di sostegno a un’organizzazione terroristica straniera. Il 35enne tedesco convertito all’Islam sarebbe stato l’interlocutore di un gruppo islamista attivo in Siria per il quale avrebbe procurato combattenti volontari, soldi e attrezzature.
Il predicatore salafita sfilò con la “polizia della sharia”
Il predicatore salafita Lau, che ha respinto le accuse, rischia fino a quindici anni di carcere. Il suo nome è fra quelli più noti nella scena salafita tedesca. Nel 2014 partecipò assieme ad altri salafiti alla marcia dell’autonominatosi gruppo “polizia della sharia” a Wuppertal, quando undici giovani salafiti sfilarono per le vie della città con giubbotti antinfortunistiche su cui era scritto “Sharia Police“, atteggiandosi a guardiani dei costumi e invitando i cittadini a conformarsi ai dettami dell’Islam.
La Germania è meta di jihadisti
Non solo Francia e Gran Bretagna che sono in cima alla lista ma anche la Germania è diventata una meta dei jihadisti. A giugno tre siriani sospettati di appartenere all’Isis e di voler compiere un attentato terroristico a Dusseldorf sono stati arrestati. Il piano che è stato sventato prevedeva che due terroristi si facessero esplodere nel centro di Dusseldorf, mentre un terzo avrebbe dovuto uccidere più persone possibili con armi da fuoco.
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