Finto prete chiedeva soldi ai turisti per entrare in chiesa: denunciato romeno

10 Mag 2016 15:09 - di Ginevra Sorrentino

Il truffatore si celava sotto le mentite spoglie sacerdotali e, autorizzato dalla abito talare, chiedeva soldi non dovuti agli stranieri per l’ingresso in chiesa. La poliziotta sulle sue orme ha pensato bene di fingersi una turista per poterlo avvicinare e smascherare. Una storia paradossale che, tra finzione e furto, ha portato all’arresto di un quarantasettenne romeno.

Finto prete chiedeva soldi ai turisti: arrestato romeno

Un copyright truffaldino ormai a dir poco obsoleto, e particolarmente in voga tra gli immigrati dell’est: vestito da prete e calato nella sua parter di religioso, un quarantasettenne si è appostato all’ingresso di una chiesa a Roma facendosi pagare l’obolo dovuto – a sua detta – per l’ingresso ai turisti. La cosa però ha insospettito non pochi turisti – e molti romani della zona – pronti a denunciare l’uomo per truffa. Una denuncia che ha indotto le forze dell’ordine sulle orme del finto prete a infiltrarsi tra i tursiti sotto mentite spoglie. Così, pronta a rendere pan per focaccia, una poliziotta ha finto di essere una straniera e si è avvicinata. L’uomo ha cercato di «farsi pagare» anche da lei, che invece del denaro dovuto per il finto obolo, ha estratto dalla tasca le manette. L’uomo, bloccato ed identificato, è stato ccompagnato negli uffici del commissariato di zona dove è stato denunciato per truffa. Circa 40 euro la somma rinvenuta e sequestrata dalla polizia.

La tariffa imposta ai turisti dal finto prete

Una presenza tutto fuorché discreta, quella del finto prete pronto – tra solerzia e beffa – a estorcere con l’inganno l’obolo da lui istituito per l’accesso alla struttura ecclesiastica: una richiesta incessante, la sua, che non ha risparmiato un solo straniero o trascurato il più scaltro dei turisti. E forse per quel suo darsi tanto da fare; forse per quella presenza continua – e non proprio discreta –, quella figura di sacerdote fisso davanti a una chiesa di via XX Settembre aveva insospettito molte persone, romani e vacanzieri indifferentemente, tanto da essere stata segnalata alla polizia già da alcuni giorni. Gli agenti del commissariato Trevi Campo Marzio hanno deciso allora di effettuare un appostamento in borghese. Da lontano e ben nascosti, hanno notato un uomo completamente vestito di nero che, al passaggio dei turisti, costringeva insistentemente a versare la tassa da lui istituita: una messinscena vincente che, tra tariffario e breviario, ha portato il truffatore romeno dietro le sbarre.

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