Bambino di sei anni si schianta con la mini-moto in un parco: è gravissimo

10 Apr 2016 18:09 - di Redazione

Una tragedia assurda, davanti agli occhi di tutti, causata da un giocattolo, si fa per dire, che somiglia più a un mezzo per adulti che a un innocente svago per ragazzini. Un bimbo di sei anni versa in gravi condizioni in ospedale dopo che, alla guida di una mini-moto, si è schiantato contro la recinzione di un parco pubblico a Brindisi. Per ragioni ancora da accertare, la minimoto, sulla quale erano state montate delle rotelle ed era installato anche un limitatore di velocità, è finita contro una staccionata in ferro tra i rioni Sant’Angelo e Commenda. Il piccolo, che indossava il casco, è ora ricoverato nell’ospedale Perrino di Brindisi con gravi lesioni alla testa. I medici dell’ospedale “Perrino” di Brindisi stanno tentando di salvargli la vita: è stato sottoposto a un intervento chirurgico. I poliziotti municipali, invece, sono alle prese con la ricostruzione della dinamica dei fatti: si sta cercando di verificare se quella tipologia di mezzo fosse omologato per circolare anche su strada e se vi fossero le misure di sicurezza in grado di evitare incidenti. Al mezzo, dotato di motore a scoppio, erano state applicate le rotelle e un limitatore di velocità che potrebbe non aver funzionato. L’incidente si è verificato in via Salvemini, al rione Commenda, all’esterno del parco Di Giulio.

Le regole e i rischi delle mini-moto

Divieto di circolazione su strade pubbliche (solo piste o luoghi privati), utilizzo del casco e di altre “protezioni” come pettorina, ginocchiere, guanti, supervisione degli adulti. Sui siti delle aziende che vendono moto per baby centauri le regole e i consigli per un corretto uso di minimoto, miniquad e simili sono declinate assieme alle prestazioni tecniche dei prodotti in vendita. Gli articoli “anche se di piccole dimensioni e dotati di dispositivi che ne limitano le prestazioni, non sono e non devono essere considerati giocattoli” si avverte consigliando la presenza di mamma e papà, soprattutto durante le prime esperienze alla guida. Le mini-moto per bambini possono essere elettriche (3 anni d’età) ma anche a miscela, con motore a scoppio. Il mercato on line, anche dell’usato, è ricco di offerte. Purtroppo – spiegano gli addetti ai lavori – accanto alle minimoto vere, frutto di una progettazione e uno studio accurati, dotate di sistemi di frenatura ottimi, di sistemi di sospensione adeguati, di pneumatici di buona fattura, circolano tante imitazioni low-cost (con circa 200 euro si portano a casa) che non danno però le stesse garanzie di sicurezza. Per accompagnare i “primi passi” dei piccoli motociclisti i genitori si possono rivolgere, volendo, a scuole ad hoc (spesso tuttavia la passione si eredita e dunque il “maestro” è in casa) in cui istruttori qualificati insegnano i rudimenti della guida, dalla posizione in sella alle basilari nozioni di sicurezza. Ci sono poi corsi più avanzati per le “piccole taglie” che vogliono gareggiare. Dai 6 anni – si spiega sul sito di una di queste scuole – i piloti possono esibirsi nell’ambito di manifestazioni competitive e dagli 8 in poi possono praticare agonismo a carattere locale, nazionale e internazionale. Oltre a sorpassi, staccate e traiettorie, imparano a gestire la giornata di gara, dalle qualifiche fino al rientro ai box dopo l’ultimo giro.

 

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