Trump dice no alla truppe USA contro l’IS e attacca la Merkel sull’immigrazione

29 Mar 2016 8:28 - di Redazione

Se venisse eletto, Donald J. Trump, il favorito nella corsa alla nomination repubblicana per la presidenza degli Stati Uniti, potrebbe bloccare gli acquisti di petrolio dall’Arabia saudita e altri stati del Golfo a meno di un impegno di questi stati ad inviare truppe di terra contro l’Is. E sarebbe pronto a permettere a Giappone e Corea del Sud di costruire il proprio arsenale nucleare piuttosto che dipendere da quello americano per difendersi da Cina e Corea del Nord. Sono alcuni dei punti principali di una lunga intervista sui temi della politica estera concessa al New York Times.

“Essere i primi ad usare armi nucleari credo sarebbe una pessima cosa”

Parlando del nucleare ha detto che gli Usa dovrebbero essere più imprevedibili. Vorrebbe che fossero i primi a ricorrere alle armi nucleari incaso di conflitto? «La considero in assoluto l’ultima possibile soluzione. A mio avviso il potenziale nucleare è il problema maggiore nel nostro mondo. Essere i primi ad usare armi nucleari credo sarebbe una pessima cosa. E non vorrei essere io il primo a farlo». Ha parlato della sua intenzione di rivedere in senso permissivo le norme sull’uso della tortura, che però in gran parte sono soggette a leggi internazionali; come pensa di poterle modificare? «Prendiamo Bruxelles come esempio. Tre-quattro giorni prima delle bombe hanno preso un super ricercato, giusto? Se lo avessero immediatamente torchiato a dovere avrebbero potuto impedire l’attentato. Lui ne era al corrente, come tutti quelli del quartiere dove è cresciuto, dove era nascosto. Tutti sapevano che era lì, ma non lo hanno mai denunciato alla polizia. È questo che intendo: c’è qualcosa che non torna», si legge su “la Repubblica” .

Trump attacca la Merkel sull’immigrazione

Sarebbe disposto a investire in programmi contro la radicalizzazione o sosterrebbe gli europei, promuovendo iniziative per dare lavoro ai profughi e cosi via? «La principale cosa che farei è creare zone di sicurezza in Siria. Da noi in America ci sono più di 10 mila profughi in arrivo ma è il concetto di accesso a non funzionare. Anche la Germania, che sta andando in rovina a causa dell’ingenuità, per non dir peggio, della Merkel. Per questo credo che nella costruzione di zone cuscinetto: così quando questa tenibile guerra sarà finita la gente potrà tornare e ricostruire. E i paesi del Golfo finanzieranno la ricostruzione, perché hanno i soldi per farlo ed è giusto che lo facciano loro. Finora hanno tirato fuori poco e non hanno accettato quasi nessun profugo. Hanno risorse economiche enormi, illimitate e chiederei che siano loro a finanziare la ricostruzione. Noi possiamo avere un ruolo guida, ma non voglio spendere».

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