Il Viminale: “Casapound impegnata nel sociale, vittima dell’antifascismo”

2 Feb 2016 16:43 - di Paolo Lami

Distribuiscono coperte ai senzatetto. Consegnano vestiario alle famiglie in difficoltà economica. Regalano pacchi di pasta ai 136 lavoratori della Solland Silicon di Bolzano che non ricevono lo stipendio da 4 mesi. Organizzano doposcuola gratuiti per i bambini bisognosi di Ostia. Raccolgono rifiuti per riqualificare le aree verdi degradate nel segno di un ambientalismo militante che da anni, oramai, alla sinistra non interessa più. Intervengono dopo le calamità naturali per portare viveri e aiuti alla popolazione, come in Abruzzo dove furono impegnati per mesi dopo l’emergenza terremoto del 2009. Promuovono il mutuo sociale tutelando famiglie sfrattate e in difficoltà. Aprono sportelli di consulenza gratuita per i cittadini disoccupati. Si interfacciano con le amministrazioni locali per richiedere l’assegnazione di immobili alle famiglie indigenti. Ma per il Pd e la sinistra italiana sono pericolosissimi delinquenti da perseguire e arrestare a tutti i costi. Poco importa che i tecnici e gli analisti del Viminale, cioè della Direzione centrale della polizia di prevenzione, la vecchia Ucigos, sollecitati dal giudice civile di Roma, Daniela Bianchini, definiscano, in una relazione, i militanti di Casapound impegnati in decine e decine di progetti sociali, costretti spesso a difendersi dalle violenze dell’antifascismo militante, fatti segno di aggressioni feroci che ne limitano l’agibilità.
Pd e Sinistra italiana irritati dalla relazione tentano di mettere le mani non solo sul Viminale ma perfino sulla polizia per eterodirigerla in maniera tale da perseguire gli avversari politici e da ridurli al silenzio. La vecchia tentazione antidemocratica di una certa sinistra che vorrebbe applicare alla lettera il credo gramsciano dell’occupazione dei gangli nevralgici dello Stato torna dunque a titillare i cervelli di ex-vendoliani ed esponenti della sinistra più radicale che chiedono con un’interrogazione ad Alfano di intervenire sull’Ucigos per correggere le analisi su Casapound. Tutto inizia da una vecchia vicenda, una causa civile che Mary de Rachewiltz, figlia del poeta Ezra Pound, intenta contro Casapound accusando l’associazione di aver usurpato indegnamente il cognome del padre. Il giudice che dovrebbe decidere – la dottoressa Daniela Bianchini della prima sezione civile del Tribunale di Roma, appunto – chiede lumi all’istituzione che si occupa proprio di analizzare i movimenti politici in Italia, cioè alla Direzione centrale della polizia di prevenzione. Che l’11 aprile 2015 risponde con una nota di tre pagine spiegando chi è e cosa fa Casapound. I fatti nudi e crudi, insomma. Un’analisi asettica. Che, però, alla sinistra non piace.
Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana alla Camera e Fabio Lavagno, un ex-vendoliano passato poi al Gruppo Misto e, quindi, al Pd, quasi si strozzano quando leggono quella relazione.  Strillano alla lesa maestà. Vorrebbero, appunto, che la polizia, la vecchia Ucigos, scrivesse non quelli che sono i fatti ma quello che pensano Scotto & Lavagno di Casapound. Lavagno annuncia minacciosamente un’interrogazione alla Camera che dovrebbe, forse, ridurre a più miti consigli l’Ucigos. E’ “inquietato” Lavagno dal fatto che Casapound venga descritta come un’organizzazione di «bravi ragazzi». E che, anzi, non vengano definiti esplicitamente “fascisti” dagli analisti della polizia politica.
In effetti scorrendo le tre pagine della relazione viene spiegato dalla polizia che per i militanti di Casapound è «primario l’impegno  a tutela delle fasce deboli», la lotta al precariato e alla difesa dell’occupazione attraverso l’appoggio ai lavoratori impegnati in vertenze occupazionali»e che «l’azione di Casapound si è indirizzata verso tematiche, in passato predominio esclusivo della contrapposta parte politica», cioè della sinistra. Forse Scotto & Lavagno sono disturbati proprio da questo. Chissà?
«L’informativa del Viminale è stata redatta da una persona più che competente (il prefetto Mario Papa, ndr) che lavora in un ufficio competente – dice Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound – Per la sinistra Casapound dovrebbe essere sciolta perché parliamo dei temi che la sinistra ha abbandonato da sempre: la casa, il lavoro, la difesa dei lavoratori».
«Il sodalizio – spiegano dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione facendo saltare sulla sedia Scotto & Lavagno – organizza con regolarità, sull’intero territorio nazionale, iniziative propagandistiche e manifestazioni nel rispetto della normativa vigente e senza dar luogo ad illegalità e turbative dell’ordine pubblico».
«Per altro verso – concludono gli analisti della polizia politica – la sinistra radicale, in special modo gli ambienti autonomi e quelli anarcoinsurrezionalisti, sotto la spinta del cosiddetto “antifascismo militante“, non riconoscono a CasaPound ed alle altre aggregazioni politiche di estrema destra il diritto alla “agibilità politica” sull’assunto che debba impedirsi ai “fascisti” la fruibilità di ogni spazio cittadino, con il conseguente frequente ripetersi di episodi di contrapposizione caratterizzati da contenuti di violenza».
«Non poteva essere altrimenti – dice l’avvocato Domenico Di Tullio che segue Casapound come legale di fiducia nella causa civile intentata dalla figlia di Ezra Pound contro l’associazione – E’ evidente – e la relazione del Viminale lo dice chiaro e tondo – che Casapound subisce la violenza e alla violenza reagisce piuttosto che usarla come forma di lotta politica. Oltretutto non esiste una Casapound nostalgica e propugnatrice di ideali razzisti come vorrebbero descriverla gli avversari che spesso, invece, fanno della violenza la propria arma di lotta politica. Quanto ai due “parrucconi” che si risvegliano dal loro letargo ideologico per gridare all’antifascismo mi ricordano – conclude l’avvocato Di Tullio – il buon Peppone di un tempo. Oggi, dopo questa relazione così precisa del ministero dell’Interno, attendiamo serenamente la decisione della Prima sezione civile del Tribunale di Roma».

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND, PAGINA 1

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND, PAGINA 2

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND

LA RELAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE DELLA POLIZIA DI PREVENZIONE DEL VIMINALE A FAVORE DI CASAPOUND, PAGINA 3

Commenti

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  • Alessandro 26 Maggio 2019

    Ha fatto anche delle cose buone!

  • Valter Montanari 3 Marzo 2018

    Onore a casapoud, per l’amore dell’Italia … !!!