Mogherini: «Non offendiamoci se non ci invitano ai vertici». Tanto c’è lei…

30 Ott 2015 9:52 - di Giorgia Castelli

L’Italia non deve avere nessuna “ansia da rappresentazione” sulla scena politica internazionale perché le sue capacità in politica estera sono riconosciute e apprezzate. L’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, si giustifica per l’esclusione di Roma al vertice sull’immigrazione della settimana scorsa. Un tentativo maldestro per stemperare le accese polemiche che da giorni tengono banco. Già a settembre era scoppiato un altro caso. Al vertice su Iran e Libia di Parigi l’Italia non era stata invitata e, invece, la Mogherini era presente. All’epoca trapelarono alcune indiscrezioni su un Renzi irritato con l’Alto rappresentante per l’esclusione e di un confronto telefonico del premier con la Mogherini.

Mogherini e l’assenza dell’Italia dai vertici europei

La questione ha dominato sin dall’inizio l’audizione che la Mogherini ha tenuto giovedì alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. L’argomento è stato introdotto dal presidente della Commissione Esteri del Senato, Pierferdinando Casini, che ha chiesto all’Alto rappresentante di spiegare perché «nell’ultimo periodo si siano moltiplicati incontri di alto livello europeo con format che comprendono quasi sempre Germania e Francia, come ad esempio Minsk, ma non comprendono l’Alto rappresentante». Una domanda che non riguardava direttamente l’assenza dell’Italia, ma nella quale si poteva cogliere un riferimento al problema di un’Europa ad esclusiva “trazione franco-tedesca“. «I cosiddetti “formati” sono una questione che a volte ereditiamo dal passato, come nel caso del vertice nucleare iraniano. Ma sono un tema vero», ha ammesso la Mogherini che ha difeso il suo approccio di alto rappresentante «a partecipare laddove c’è un interesse europeo».

L’Alto rappresentante difende il “formato Normandia”

Non solo, Lady Pesc ha voluto anche spendere una parola a favore del “formato Normandia“, cioè quello che ha sempre visto seduti al tavolo degli accordi di pace in Ucraina solo Francia, Germania, Kiev e Russia. Alla fine dell’audizione la Mogherini incalzata da alcuni deputati ha dovuto però parlare esplicitamente dell’assenza di Roma al vertice dei Balcani. «L’Italia è un grande Paese europeo – ha detto giustificandosi – uno dei Paesi fondatori dell’Europa. Non c’è motivo né storico né politico per l’ansia da rappresentazione. Le capacità dell’Italia in politica estera e nella Difesa sono forti e riconosciute».

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