Dramma migranti: chi volle la caduta di Gheddafi ha la coscienza sporca
Home livello 3 - di Fulvio Carro - 2 Settembre 2015 - AGGIORNATO 2 Settembre 2015 alle 18:35
Il clamoroso errore commesso dai leader europei. I festeggiamenti ridicoli fatti dalla sinistra italiana, che brindò alla caduta del tiranno. E ora, la nostalgia di Gheddafi. «La storia e anche la politica ha spesso percorsi un po’ sbilenchi», ha scritto Pier Francesco De Robertis sulla Nazione, in risposta a un lettore, «e c’è davvero di che riflettere sul curioso destino del dittatore libico, fatto fuori dai ribelli ma prima ancora dall’opinione pubblica occidentale e adesso rimpianto più o meno apertamente da tutti. Ricorda gli sberleffi all’indirizzo di Berlusconi quando da premier andò a riceverlo all’aeroporto e gli permise di montare le sue tende a villa Panphili? Tutta la sinistra benpensante a ridere, tutti che misero in mora la politica estera dell’ex Cavaliere che concesse a Gheddafi anche un’autostrada da costruire a nostre spese in Libia, e che si rifiutò fino all’ultimo di far alzare i nostri caccia contro la Libia». Adesso, si legge ancora sulla Nazione, «si comprende l’importanza di quello che certo non era uno statista illuminato, ma che garantiva la stabilità interna e gli interessi italiani. In certe realtà i dittatori sono una sorta di necessità della storia, almeno fin quando la democrazia non sarà davvero matura. Lo comprendono i soliti benpensanti, ma anche quei francesi e quegli inglesi che per meri interessi di bottega bombardarono per primi».
Gheddafi e i tragici errori dei leader
Un durissimo atto d’accusa arriva da Maurizio Gasparri: «I ministri di alcuni paesi europei dettano condizioni sull’immigrazione dimenticando gli errori tragici fatti dai loro paesi. Inglesi e francesi con Obama vollero la soppressione di Gheddafi perché accusato di atti ostili nei confronti dei libici. Ora gli stessi paesi e l’Onu chiudono gli occhi di fronte all’Isis che uccide nella Sirte e parlano a vuoto senza ammettere che l’invasione di clandestini che si abbatte sull’Italia, e di conseguenza su tutta l’Europa, è conseguenza di quella guerra sbagliata». Non servono – aggiunge l’esponente azzurro – «politiche di accoglienza totale come vaneggia Ban Ki Moon o più centri di accoglienza in Italia. Bisogna bloccare le partenze dall’Africa intervenendo in Africa, a sostegno dei veri profughi di guerra e impedendo ai clandestini di partire. Chiediamo un immediato confronto al governo in Parlamento. Come avevamo detto e previsto la missione EuNavFor Med, in teoria anti scafisti, ha invece aggiunto altre navi a quelle che portano clandestini in Italia. Renzi, Ue, Onu assistono inerti a un disastro che va fermato prima che mezza Africa precipiti in casa nostra».
di Fulvio Carro
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