Assad contro l’Occidente: colpa vostra se masse di siriani sono in fuga

17 Set 2015 10:34 - di Adele Sirocchi

Il presidente siriano Bashar al-Assad intervistato dai media russi punta il dito contro l’Occidente che dice di voler combattere il terrorismo dell’Isis ma allo stesso tempo lo sostiene. Parole che pesano come pietre nel momento in cui la campagna anti-jihadisi a guida Usa fa registrare risultati assai modesti e la pressione dei migranti sta mettendo in ginocchio l’Europa. «Questi rifugiati hanno lasciato la Siria principalmente a causa del terrorismo e delle uccisioni, e poi per i risultati del terrorismo», ha dichiarato il presidente siriano. «L’Occidente piange per loro» ma «sostiene i terroristi dall’inizio della crisi quando si diceva che era una rivolta pacifica».

Assad accusa Turchia e Stati Uniti

E ancora: «Paesi come Turchia, Qatar e Arabia Saudita, così come Francia, Stati Uniti e altri Stati occidentali che sostengono il terrorismo non possono combattere il terrorismo da soli. Non ci si può opporre ai terroristi e stare allo stesso tempo dalla loro parte», ha affermato il presidente siriano perché «il terrorismo è uno scorpione: se te lo metti in tasca, ti pungerà di sicuro». Assad si è detto pronto a cooperare, tuttavia, se dovessero cambiare le politiche fin qui condotte e se la coalizione anti-tterorismo dovesse diventare un’ipotesi seria e non “illusoria”. Inutitle sottolineare che Assad fa comprendere di contare sull’asse con la Russia di Putin che incontrerà Obama (forse in occasione dell’assemblea generale dell’Onu a New York) per trovare un terreno comune di azione sulla crisi siriana. Intanto Assad ribadisce che non pensa a nessuna uscita di scena concordata e che lascerà solo su richiesta del suo popolo e non degli Stati Uniti o dell’Onu.

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