Il Papa: «Hanno cercato di annientare la Chiesa, ma non ci sono riusciti»

29 Giu 2015 10:35 - di Roberto Mariotti

Le parole di Papa Francesco, all’inizio dell’0melia per la messa di consegna dei “pallii” ai nuovi arcivecvovi, danno un’altra sterzata che fa riflettere: «Non vorrei soffermarmi sulle atroci, disumane, e inspiegabili persecuzioni, purtroppo ancora oggi presenti in tante parti del mondo, spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti. Vorrei invece venerare il coraggio degli apostoli e della prima comunità cristiana, di portare avanti l’opera di evangelizzazione».

Il Papa: siamo solidi, nonostante i nostri errori

«Le catacombe non erano luoghi per sfuggire alle persecuzioni ma erano, innanzitutto, luoghi di preghiera», ha aggiunto il Papa. «Una Chiesa in preghiera è una Chiesa “in piedi”, solida, in cammino. Infatti un cristiano che prega è un cristiano protetto, custodito e sostenuto, ma soprattutto non è solo». Ha anche invitato a saper vedere gli “angeli”, a non lasciarli «fuori della porta». «Quante forze, lungo la storia – ha detto Papa Francesco – hanno cercato, e cercano, di annientare la Chiesa, sia dall’esterno sia dall’interno, ma vengono tutte annientate e la Chiesa rimane viva e feconda, rimane inspiegabilmente salda. Tutto passa, solo Dio resta; sono passati regni, popoli, culture, nazioni, ideologie, potenze, ma la Chiesa, fondata su Cristo, nonostante tante tempeste e molti peccati nostri, rimane fedele al deposito della fede nel servizio».

«La Chiesa non è dei papi, dei vescovi, dei preti e neppure dei fedeli, è solo e soltanto di Cristo», ha poi detto il Papa . «Una Chiesa senza testimonianza è sterile, è un morto che pensa di essere vivo, un albero secco che non dà frutto, un pozzo arido che non dà acqua». Tra i 46 nuovi metropoliti ci sono i tre italiani Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia, Francescantonio Nolè, arcivescovo di Cosenza e Erio Castellucci, arcivescovo eletto di Modena. Come era stato annunciato lo scorso gennaio, il Papa ha stabilito una modifica al rito dei “pallii”: non sono più imposti dal Papa sulle spalle dei presuli durante la celebrazione, come accadeva fino all’anno scorso, ma gli arcivescovi li ricevono con una formula più semplice e dopo essere stati benedetti dal Pontefice nel corso della messa.

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