Nigeria, due ragazze si fanno esplodere in una moschea: 30 morti

22 Giu 2015 19:59 - di Laura Ferrari

Due ragazze si sono fatte saltare in aria oggi in una moschea nel nord-est della Nigeria, provocando almeno 30 morti e decine di feriti. Lo hanno riferito testimoni nella città colpita, Maiduguri, aggiungendo che quando si sono verificate le esplosioni l’area era affollata da fedeli in preghiera. Quello odierno è il quarto attentato suicida nella maggiore città dello stato di Borno, nel nord-est nigeriano. Maiduguri tra l’altro è la località dove si sono formati e hanno cominciato la loro lotta contro il governo centrale i fondamentalisti islamici Boko Haram. Uno dei testimoni della strage, un pescivendolo, ha riferito che la prima ragazza è saltata in aria mentre si stava avvicinando alla moschea dalla zona del mercato del pesce, situato nella vicina Baga Road. Idi Idrisa ha poi aggiunto che la seconda giovane donna è esplosa mentre sembrava stesse scappando: è morta solo lei, ha concluso il pescivendolo. Dal canto suo Sama Ila Abu, un civile che combatte nei gruppi di difesa costituiti dalla popolazione per opporsi alle sanguinose incursioni dei Boko Haram, ha detto di aver contato almeno 30 cadaveri smembrati dalla prima deflagrazione mentre molti feriti venivano portati negli ospedali della città. I terroristi Boko Haram hanno rapito centinaia di ragazze, donne e bambine ed è convinzione degli osservatori che molte di loro vengano usate, anche contro la loro volontà, come bombe umane. Un esperto artificiere ha spiegato che molti ordigni e cinture esplosive indossate da ragazze e donne sono controllate da dispositivi fatti esplodere a distanza e non possono in alcun modo essere attivate da chi li ha addosso.

Nigeria: 63 morti nell’attentato a Monguno

L’ultimo attentato in Nigeria si è registrato il 17 giugno. Almeno 63 persone sono morte nel nordest del Paese a causa dell’esplosione di alcune bombe artigianali trovate in un campo Boko Haram abbandonato. Gli ordigni esplosivi artigianali si trovavano in una borsa trovata il giorno prima da membri dei gruppi di autodifesa civile che stavano pattugliando il campo abbandonato. Un testimone, Haruna Bukar, ha raccontato che la borsa è stata portata nella vicina città di Monguno, dove è esplosa uccidendo inoltre molti curiosi che nel frattempo si erano avvicinati al gruppo.

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