La scandalosa Bacchiddu e il lato B della lista Tsipras. Ora la sinistra litiga per un bikini

5 Mag 2014 11:34 - di Gloria Sabatini

Non è un “lato b” qualsiasi, ma prestato alla causa europea. Ha scatenato un putiferio sul web la foto dell’avvenente Paola Bacchiddu in bikini che, capelli al vento, sorride maliziosa. La bella giornalista, capo della comunicazione della lista Tsipras, ha scelto una foto scattata d’estate per accendere i riflettori sul partito, «ingiustamente trascurato dai media», che rischia di non raggiungere l’agognato quorum del 4 per cento. «Ciao, è iniziata la campagna elettorale e io uso qualsiasi mezzo. Votate l’Altra Europa per Tsipras» ha scritto su Facebook perché, nel suo caso, anche le curve trasudano impegno civico. La provocazione semiseria ha messo a nudo la doppia morale della sinistra, spaccando a metà l’opinione pubblica femminile in un derby tra tifoserie opposte, con le femministe storiche ad applaudire e la sinistra impegnata a storcere il naso. L’immagine della scandalosa Paola è stata condivisa da centinaia di contatti: «Brava, hai rotto un tabù della comunicazione a sinistra». E in nome dell’Altra Europa la rete è stata inondata da decine di sexy-selfie di donne (ma anche uomini) svestite a sostegno della compagna. Tutte lì a pubblicare foto al mare, senza reggiseno, in tanga. “Il corpo è mio e ci faccio quello che voglio io” è l’originale campagna con l’invito a inviare una foto al blog abbattoimuri, accompagnata dal primo esempio: “Io, scrive – la blogger Glasnot – ci metto la mia tetta”. “Nessun@ può permettersi di dire a un’altra quel che deve fare di se stessa” è uno dei tanti post indignati per il moralismo della sinistra bacchettona che teme il velinismo di ritorno e non ama la commistione tra sacro (la politica) e profano (la bellezza femminile). E giù attacchi all’arma bianca contro il suorismo figlio del maschilismo. Tra i moltissimi “mi piace” e battute scherzose anche insulti e reprimende. Goliardata o Minetti bis? Molti giornalisti sono scesi in campo a difesa della Bacchiddu e della sua “modalità giocosa e ironica di fare comunicazione”, come Elisa Calessi di Libero (che ha ironizzato sulla «sinistra contro il bikini») e la vicedirettrice del settimanale Gli Altri, Angela Azzaro. C’è anche chi come Francesco Nicodemo, responsabile della comunicazione del Pd, twitta così rispondendo a un cinguettio «Viva Paola, viva la bellezza. Io sto bene solo vestito da palombaro». C’è anche ci si spinge un po’ oltre nella difesa della nuova donna copertina della lista italiana ispirata al leader greco: è il caso di Riccardo Ghezzi che per l’occasione scomoda l’autore degli Scritti corsari«Nella sinistra di oggi non c’è un Pasolini, ma nel grigiore qualcuno si distingue. Senza voler enfatizzare troppo un gesto scherzoso, Paola Bacchiddu è stata in qualche modo artefice di una svolta. Incurante dei paletti e dei bavagli che la sinistra stessa ha imposto, andando contro la sua storia, al proprio modello di società, ha sfidato fastidiosi stereotipi e tabù». Addirittura?

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