A Bologna “la rossa” prof e studenti solidali con le Coop: esami per strada e lezioni nei pub

1 Apr 2014 19:22 - di

Un professore ha deciso di tenere lezione in un pub a poche decine di metri dalla facoltà di Lettere, una sua collega ha radunato gli studenti che oggi dovevano sostenere un esame e li ha interrogati in strada, fuori dalle aule “picchettate”. È successo all’università di Bologna, dove sono proseguiti i blocchi cominciati ieri davanti alle principali sedi dell’ateneo, in via Zamboni, per la protesta dei lavoratori di Coopservice. Una protesta che è stata appoggiata dai soliti Collettivi studenteschi di sinistra e dal sindacato di base Flaica Cub. Nel mirino c’è un accordo sottoscritto dalla stessa Coopservice e da Cgil e Cisl che, secondo Cub, danneggia pesantemente le retribuzioni dei lavoratori di Palazzo Paleotti, la biblioteca multimediale dell’Ateneo. Dopo l’ultimo cambio di appalto, i lavoratori lamentano stipendi “da fame”, perché vanno a guadagnare meno di tre euro l’ora. Ieri, oltre ai picchetti, erano stati appesi all’ingresso del rettorato cartelli e slip bianchi con scritto «ci avete lasciato in mutande». E alla proposta del rettore Ivano Dionigi di incontrare solo una delegazione di lavoratori e non dei collettivi e di interrompere i picchetti, la protesta era stata rilanciata. Oggi, davanti agli ingressi delle facoltà “sigillati” con catene e striscioni, i manifestanti hanno raccolto la solidarietà di qualche docente. Ma molti si sono attivati per non far perdere agli studenti lezioni ed esami. «Faccio del mio meglio – ha detto una docente – l’esame lo facciamo al bar e quando l’università sarà funzionante lo andremo a registrare». Un altro docente ha fatto lezione sui tavoli del vicino pub Lordlister. Durante un picchetto c’è stato anche un faccia a faccia tra i manifestanti e il prorettore Roberto Nicoletti, arrivato sul posto dopo avere ricevuto le lamentele di alcuni studenti che non erano potuti entrare in facoltà. In tarda mattinata, dopo un’altra incursione in rettorato, i manifestanti hanno deciso di interrompere i blocchi per riunirsi in assemblea, e le varie sedi dell’università hanno riaperto. Ma la decisione maturata nell’incontro è stata di proseguire con lo sciopero ad oltranza. Comunque sarà garantito lo svolgimento degli esami e dei corsi obbligatori. L’attività di Palazzo Paleotti sarà probabilmente assicurata da personale non in sciopero, ma da domani potrebbero riprendere i blocchi o essere attuate altre forme di protesta. E a pagarne le spese sono quegli studenti che vorrebbero seguire la normale attività didattica senza peraltro sentirsi puntare l’indice.

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