Marò, il ministro Pinotti è tornato dall’India con spirito battagliero: «Non accettiamo un processo lì»

15 Mar 2014 11:07 - di Guglielmo Federici

«Lo Stato italiano li ha mandati lì, noi dobbiamo riportarli indietro. Non accettiamo un processo in India perché un altro Paese non può processare due militari in servizio per il loro Stato». Di ritorno da New Delhi per constatare dalla viva voce dei nostri due marò, Latorre e

Girone, le loro condizioni, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, appare combattiva ed esprime senza mezzi termini in un’intervista a Repubblica «che quel processo non può essere fatto a New Delhi». «In modo assolutamente illegittimo, non riconoscendo l’immunità funzionale dei due militari in servizio per lo Stato italiano, l’India – continua il ministro – ha avviato un procedimento giudiziario che non non riconosciamo». Già durante il volo di ritorno dall’India il ministro ha voluto sottolineare che sulla vicenda «c’è una linea univoca del governo, concordata con il presidente del consiglio», anche «se io e il ministro degli Esteri Mogherini siamo quelli che più da vicino la seguiamo». Per me oltre a leggere il dossier, ha proseguito, «era importante farmi raccontare dalla viva voce di chi sta vivendo questa terribile vicenda da due anni tutta la situazione, il loro pensiero, se concordavano rispetto alle decisioni che il governo stava prendendo, perché su questo è fondamentale che ci sia unità di intenti».

A chi le chiede se si è fatta un’idea di cosa sia accaduto esattamente due anni fa,  risponde in modo altrettanto netto di non avere l’intenzione «di intervenire sulla ricostruzione dei fatti accaduti». Non è questo il punto. Il punto è che «da due anni i due fucilieri sono in India perché c’è uno Stato che ha chiesto loro di adempiere a una missione e adesso deve risolvere il problema. Punto». E sotto questo aspetto – ribadisce – «rimane per noi inaccettabile che possano essere giudicati in India». Il ministro sembra molto determinato, ma ora il problema è che alle parole seguano in fatti, senza tentennamenti e senza cali di tensione,  anche perché le dichiarazioni espresse pochi giorni fa dal viceministro agli Esteri, Lapo Pistelli, erano state improvvide e poco rassicuranti. I marò a casa entro l’hanno, aveva detto. «Non scherziamo. Latorre e Girone devono tornare in Italia subito. Un anno è un tempo infinito per chi è detenuto in India già da due senza un processo e per ragioni infondate», gli aveva risposto Maurizio Gasparri. Insomma, il pressing del ministro della Difesa è un ottimo viatico a patto che non vi siano cedimenti o ulteriori dilazioni. È apprezzabile la visita del ministro  ai nostri fucilieri di Marina in India e il suo impegno a internazionalizzare questa crisi. Ora ci si aspetta che il governo mostri un cambio di passo, esigendo un immediato rientro in Italia dei nostri militari.

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