Per grazia e per giustizia
Caso Minetti, il Quirinale chiarisce: «Nuove verifiche chieste d’intesa con il ministero, ora si attenda l’esito»
Fonti del Colle ricordano che la domanda di grazia «era accompagnata da un parere dell'autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole» e che Mattarella ha chiesto i nuovi approfondimenti d'accordo con Nordio
+ Seguici su Google DiscoverNon è una nota ufficiale, ma ha comunque il sapore dell’altolà all’attacco alle istituzioni, al rimpallo di responsabilità, alle chiamate in “correità” in quella sorta di telenovela uruguaiana che è diventato il caso della grazia a Nicole Minetti. Fonti della presidenza della Repubblica, interpellate sui nuovi sviluppi, hanno ricordato che «quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia» e «in questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole».
Il Colle: «I nuovi approfondimenti chiesti d’intesa con il ministero della Giustizia»
«Successivamente – hanno ricordato ancora le fonti – sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentante alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava» e, dunque, «il Presidente ha ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento». «Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della magistratura».
L’intervento, insomma, punta a rimettere ordine in una vicenda che ha preso una piega più che scomposta, a partire dalla narrazione di uno scontro istituzionale tra ministero e Colle per finire in una serie di retroscena, illazioni, ricostruzioni da spy story che possono forse tornare utili ad alimentare qualche polemica politica, ma a un prezzo che rischia di essere altissimo per la credibilità delle istituzioni (e questo senza volter parlare di quel minore intorno al quale ruota tutta la vicenda e il cui interesse ormai appare scomparso dai radar, relegato a mero espediente narrativo – qualunque sia la narrazione).
Il Pg di Milano: «È la prima volta in 40 anni che mi accade una cosa del genere»
Sul caso oggi è tornato anche il pg di Milano Gaetano Brusa, che insieme alla procuratrice generale Francesca Nanni ha firmato il parere favorevole per la grazia a Nicole Minetti. «È doveroso, da magistrato, controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose», ha detto il sostituto procuratore generale di Milano, magistrato di riconosciuta esperienza e alla soglia della pensione.
Gli atti alla base del parere «costituivano un fascicolo completo»
«Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte. Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato», ha aggiunto, assicurando comunque che gli ulteriori approfondimenti richiesti dalle notizie di stampa saranno svolti con scrupolo e rapidità: la Procura è attualmente in attesa delle informazioni richieste «con urgenza» all’Interpol.
Il richiamo ai fondamentali della grazia
Brusa si è detto «pronto a cambiare parere dall’oggi al domani» se emergessero elementi contrari a quelli fin qui raccolti. «Voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia, ossia il tema umanitario», legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e «alla personalità della Minetti» legato a un vero cambio di vita rispetto alla sua vecchia immagine. «Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, beh… in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere», ha concluso Brusa.
Un messaggio anche alla sinistra?
Quanto alle parole della “fonte” del Colle c’è un elemento particolarmente significativo, sebbene presentato come un inciso: il passaggio in cui si precisa che le ulteriori verifiche da parte degli organi giudiziari sono state chieste «d’intesa con il ministero della Giustizia». Si tratta di una sottolineatura che suona come un avvertimento a chi, da quando è esploso il caso, sta tentato di mettere sulla graticola il ministro Nordio, guardando come sempre al piccolo cabotaggio politico, incurante di tutto il resto. “La colpa è sua”, è la sintesi del refrain rilanciato ancora oggi tanto dalla dem Debora Serracchiani quanto dalla capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella. Chissà se questo nuovo intervento del Quirinale, per quanto informale, servirà a placare gli animi.
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