4 febbraio 2012 - 07:34

In versione integrale l'intervento di Fini a Mirabello

Care amiche e cari amici di Mirabello, ogni volta che ho avuto modo di prendere la parola in questo piccolo paese della provincia di Ferrara che mi è caro per tante ragioni; ogni volta che in questi anni ho avuto modi di rivolgermi al popolo prima della destra e poi del centrodestra, ho sempre provato una certa emozione. Per ragioni note, perché qui affondano le radici di una parte della mia famiglia, perché qui, tanti anni fa, un uomo certamente capace di guardare innanzi, indicò al suo popolo, quello che allora era il popolo del Movimento sociale, la necessità di un salto di generazione. E credo che la presenza qui, insieme a tanti, di un uomo come Mirko Tremaglia sia la più bella dimostrazione di quella ideale continuità. Mirabello come luogo, per me e tanti, delle emozioni, emozioni che nel corso del tempo, si sono rinnovate qui. La destra italiana qui ha vissuto dei momenti importanti. Fu qui, con Pinuccio Tatarella, che anticipammo quella che poi divenne Alleanza nazionale. E fu ancora qui che, insieme con tanti altri, preconizzammo quell'ulteriore svolta - così la chiamarono i giornalisti - che portò alla nascita del Popolo delle libertà. Ogni qualvolta, per queste e altre ragioni, mi sono rivolto da questo palco a coloro che ascoltavano e più in generale agli italiani, ho provato una grande emozione. Ma, credetemi, l'emozione di ieri e dell'altro ieri non è nulla rispetto all'emozione che provo in questo momento. Credo che mai mai mai nel mio cuore ci sia stata un'emozione forte come quella che avverto in questo istante. Un'emozione che deriva dal fatto che questo appuntamento, questa festa del 2010, è diventato, com'è ormai a tutti noto, un appuntamento rilevante per l'intera politica italiana, non soltanto per le sorti del Popolo delle libertà, del centrodestra, della destra italiana. Mirabello è diventata, ed è, per un giorno la capitale della politica italiana. E credo, caro Vittorio Lodi, che questo sia il regalo più bello che ti potevamo fare e diventa un regalo per chiunque segua le vicende politiche nazionali.

 

Un ringraziamento sincero, quindi, a Vittorio, alla famiglia, a tutti coloro che in questi giorni hanno dato vita ai dibattiti, un ringraziamento alle tante donne e ai tanti uomini che hanno raggiunto Mirabello, molte volte per la prima occasione, provenienti da ogni parte d'talia. È quella mobilitazione spontanea di popolo, cui facevano riferimento Bellotti, Raisi, Moroni, di un popolo che non è qui perché precettato, un popolo che è qui perché sente profondo il desiderio di partecipare, di ritrovare un orgoglio, un'appartenenza, un desiderio che è quello di un impegno politico all'insegna anzitutto di alcuni valori, di precise idealità. Un popolo di donne e di uomini che si ritrova, in alcuni casi dopo molti anni, in altri casi, si ritrova dopo poche settimane. E allora spero che questa piazza, che mi dà forza, e vi ringrazio, in questa fase di difficoltà possa esser l'occasione da parte mia per dare un contributo di chiarezza su quello che è accaduto e su quello che accadrà. Che cosa è accaduto in questo tormentato periodo estivo? Non lo si comprende, care amiche e cari amici, se non si torna indietro al giorno in cui tutto è cominciato. Un giorno che non è lontano, calendario alla mano, ma che sembra ormai sepolto, il 29 di luglio. Quando l'ufficio politico del Pdl, il massimo organismo di vertice del partito, dopo una riunione durata un paio d'ore, in mia assenza, ha decretato di fatto la mia espulsione da quel partito, un partito che ho certamente contribuito a creare, non in ragione di quel che potevo rappresentare come persona, ma in ragione di quel che rappresentava quella grande comunità politica che era ed è la destra italiana. Una riunione al termine della quale è stato approvato un documento in cui si scrive testualmente che la mia posizione, e la posizione dei cosiddetti finiani, rappresentava uno stillicidio di dissenso, una critica demolitoria, un atteggiamento di opposizione permanente spesso in sintonia con posizioni e temi della sinistra, una - e questa veramente è da ridere - una partecipazione attiva al gioco al massacro delle procure e, quindi, - questa era la conclusione - Fini è assolutamente incompatibile con i principi ispiratori del Popolo della libertà. Il 29 di luglio. E, allora, per cominciare a fare chiarezza, non c'è stata alcuna fuoriuscita, non c'è stato alcun tipo di scissione, non c'è stato alcun atteggiamento volto a demolire il Popolo della libertà. C'è stata di fatto la mia estromissione dal partito che avevo contribuito a creare con un atto profondamente illiberale, con un atto autoritario, con un atto che nulla ha a che spartire con quel pluralismo che rappresenta una delle garanzie, una delle condizioni perché un partito sia autenticamente un partito liberale di massa. Nessuna follia, nessuna scissione. Un atto, non ho difficoltà a dirlo, che forse è stato ispirato da quel libro nero del comunismo che ci fu consegnato quando demmo vita ad Alleanza nazionale. Un atto in perfetto stile stalinista quello di essere messi alla porta senza alcun contraddittorio. Quel documento fu una brutale repressione della dialettica interna, prima che del dissenso, fu il tentativo di annullare ogni tipo di diversità. E, allora, ragioniamo, chiediamoci se nel Popolo della libertà, il partito liberale di massa, in quello che un po' enfaticamente fu definito "partito dell'amore" era ed è possibile fare delle critiche, esprimere dei dubbi, indicare delle prospettive? Per fare qualche esempio, non c'è ombra di dubbio, e chi ha seguito la politica negli ultimi mesi sa bene, che da parte mia ci sono state in alcune occasioni delle critiche, dei dubbi, ma aprendo prospettive, facendo delle proposte. Credo che sia più che naturale quando si sta all'interno di un grande partito che vuole essere liberale e di massa. È possibile avanzare delle critiche e dire, ad esempio, che a fronte di un governo che per molti aspetti aveva ben operato contro la crisi finanziaria. Non è vero che siamo a priori contro l'azione dell'esecutivo, sarebbe ridicolo. Ci sono amici del Popolo della libertà, esponenti di Futuro e libertà che sono nel governo Berlusconi. Un governo che ha ben operato contro la crisi finanziaria, forse poteva modulare in modo diverso alcuni interventi. Poteva ad esempio evitare quei tagli lineari alla spesa, vale a dire tagliare ciò che era superfluo e inutile e contemporaneamente tagliare ciò che era essenziale, taglia che hanno determinato, per citare solo due casi, due clamorose proteste. Proteste di gente che lavora, di donne e uomini che potevano essere qui, e in alcuni casi sono qui. Mi ha ferito quando a Venezia ho visto le forze di polizia costrette a manifestare il proprio dissenso.

 

Credo che meriti rispetto ogni dirigente, ogni cittadino italiano colpito da quei tagli che non andavano fatti. E penso anche ai tagli ai fondi alla scuola, causa della protesta dei precari che ancora non sanno se fra qualche giorno, quando ricomincerà l'anno scolastico, ci sarà una cattedra per loro. Non è una critica demolitoria nei confronti del governo. È la constatazione del fatto che quando si interviene occorre intervenire sapendo perfettamente quali possano essere le conseguenze. Allora, è lecito avanzare critiche, esprimere dubbi? Come quelli non sul federalismo fiscale, ma sui suoi costi effettivi, sui suoi tempi di attuazione, perché non c'è dubbio che il federalismo fiscale può essere una grande riforma per tutta l'Italia, ma in alcuni momenti è parso che così non fosse. È lecito pensare che nel Pdl le prospettive non siano condivise da tutti. Per esempio, quando si parla di lotta all'immigrazione clandestina, ed è sacrosanto, si deve indicare anche la prospettiva dell'integrazione dell'immigrato onesto. E ancora, la questione più spinosa, il garantismo è un principio sacrosanto, ma mai e poi mai può essere considerato una sorta di impunità permanente: garanzia dell'imputato, certo, ma i processi si devono svolgere. Tutto questo è eresia, è disfattismo? È stillicidio polemico ribadire che la magistratura italiana è un caposaldo della nostra democrazia? Non si può a causa di qualche mela marcia contestare quello che rimane il presidio della nostra Repubblica. È uno stillicidio dire che noi siamo un grande partito nazionale e che, proprio perché deve avere a cuore gli interessi di tutti, da Vipiteno a Lampedusa, non può appiattirsi sulle posizioni di un alleato certamente importante come la Lega che però ha soltanto una dimensione regionale? Quando si dice che non è stato un grande atto di lungimiranza da parte del Pdl, per dar ragione a Bossi, accontentare un migliaio di produttori di latte che sforavano le loro quote a scapito di tanti agricoltori onesti? Il Pdl doveva essere un grande partito nazionale, un grande partito occidentale, con valori di riferimento precisi: libertà, rispetto e dignità della persona umana. E se non fossi stato espulso dal Pdl avrei detto quello che dico adesso, dopo aver visto lo spettacolo poco decoroso di Gheddafi a Roma, un personaggio che non ha nulla da insegnarci. Da ex ministro degli Esteri conosco le ragioni della realpolitik, posso anche arrivare a dire che ci possa essere una quota di realpolitik dettata da un legittimo calcolo di interessi, da una logica di tipo finanziario. Ma questo non può portare a una sorta di genuflessione.

 

E allora, continuando, è possibile dire all'interno del Pdl, come ho detto in passato, che c'è un preciso dovere per chi ha responsabilità istituzionali, quello di rispettare le altre istituzioni? Quando il premier chiede che gli venga riconosciuto il rispetto dovuto, lui deve riconoscerlo agli altri, in primis al capo dello Stato che rappresenta la Costituzione. E si deve rispettare il Parlamento, che non è una dependance dell'esecutivo. E non lo dico da presidente della Camera, ma perché devono essere equilibrati i poteri. È stillicidio dire che governare è una nobile e ardua impresa ma non può mai significare comandare? Sì, perché governare significa comprendere le ragioni di tutti e garantire equilibrio. E sempre per essere chiari: era stillicidio, provocazione, boicottaggio, ribadire che il Pdl doveva essere la garanzia della possibilità di portare a termine le grandi riforme di tipo costituzionale, economico, sociale? È vero, la crisi è stata un ostacolo. Ma perché non si parla più della necessità di una grande riforma, a partire da quella della carta costituzionale, che possa davvero porre fine a questa interminabile transizione e far nascere davvero l'alba di una nuova repubblica? Non avevamo concepito il Pdl per mantenere l'esistente, ma come forza di vero e autentico cambiamento.

 

E, ancora, è stata dimostrazione di preconcetta ostilità ribadire che in questa fase di crisi - in cui è ancora più indispensabile l'impegno per una politica volta a garantire un miglior passo di giustizia sociale. Negli ultimi due anni, da questo punto di vista è cambiato poco. E quella grande rivoluzione basata sul merito, con cui si riempivano le piazze in occasione della campagna elettorale deve diventare il prima possibile non soltanto un impegno ma un atto politico conseguito giorno per giorno con tutti gli interventi volti ad aiutare chi è più capace. E ritengo di avere diritto di porre alla mia comunità politica anche quesiti scomodi e questo non credo che meritasse il gesto infastidito e stizzito di chi ha detto che è incompatibile con il Pdl. Il presidente del Consiglio, lo dico senza ironia, ha tanti meriti, ma anche qualche difetto: innanzitutto quello di non capire che in una democrazia liberale non può esserci eresia perché non ci può essere l'ortodossia. Gli siamo tutti grati per quello che ha fatto nel '94, per aver battuto la cosiddetta macchina da guerra, ma la gratitudine non implica che non possa esistere il confronto, che i distinguo debbano essere accusati di lesa maestà: perché non siamo un popolo di sudditi. Io gli ho contestato la sua attitudine a confondere la leadership con quello che è l'atteggiamento di un proprietario di azienda. Proprio perché il Pdl ha aperto orizzonti di grandi speranze, non può essere derubricato a contorno del leader, ma deve essere una fucina di idee, un polmone che respira e dà ossigeno all'intera nazione. Rivendicare la possibilità di esprimere opinioni, di avanzare proposte, critiche, fare valutazioni non può essere boicottaggio ma democrazia interna, fisiologia di un partito liberale di massa, non teatrino della politica. È possibile che la sola volta in cui si sia riunita la direzione del Pdl abbia segnato il momento di avvio del processo che ha portato al 29 di luglio? Giorno che considero lesivo non della mia persona, ma di un grande partito che è il Pdl e si fonda sulla democrazia.

 

Continuare in questa dialettica interna non significa tradire gli elettori perché ci sono tanti, tanti elettori del Pdl autenticamente moderati che non si accontentano dell'affermazione "siamo il partito dei moderati". Ci sono per davvero tanti elettori del Pdl convinti che la ragione prima della politica sia garantire l'interesse generale, il bene comune, della polis, l'interesse della comunità, nazionale, non l'interesse di una parte. C'è gente che non capisce perché il Pdl anziché lavorare per unire, lavori per dividere, per alzare gli steccati, per determinare scontri.

 

Ecco il Pdl autenticamente nazionale. Certo, questi elettori del Pdl sono in molti casi donne e uomini che hanno votato Alleanza nazionale, ma non solo. Sono elettrici ed elettori di altre tradizioni politiche. E ne abbiamo avuto la riprova dopo l'espulsione, quando si sono costituiti i gruppi di Futuro e libertà. Si sono uniti uomini e donne che non avevano avuto niente a che fare con quella tradizione politica.

 

Il ringraziamento che voglio fare è a quei parlamentari che non erano mai stati a Mirabello. Fli non è An in sedicesimo. Chi lo pensa non ha capito assolutamente nulla. Qui c'è il tentativo difficile ma doveroso di non disperdere quel sogno. Dobbiamo dare risposte alle tante donne e ai tanti uomini che nemmeno leggono più le pagine della politica, che nutrono fastidio per telegiornali e giornali che, salvo rare eccezioni, sembrano essere quasi fotocopie. Nel Paese sta crescendo il distacco nei confronti della politica, di quella degli steccati. Fli deve essere punto di riferimento di tanti elettori che nelle ultime elezioni magari si sono astenuti o che nelle prossime amministrative, senza un'alternativa, si asterrebbero. Sono elettori che ci dicono di andare avanti, di cercare di difendere non solo le nostre buone ragioni ma i principi originari, più autentici del Pdl, che ci chiedono di dar vita a una buona politica, che è l'unico antidoto alla sfiducia crescente nelle istituzioni. Quando tante persone perdono fiducia nella politica è la vigilia di momenti che possono essere più problematici. Il Pdl, come lo avevamo concepito e voluto, è finito il 29 luglio perché è venuta meno la volontà di dar vita a quel confronto di idee che è il sale della democrazia. Il Pdl non c'è più, ora c'è il partito del predellino. Per certi aspetti il Pdl è Forza Italia che si è allargata con qualche colonnello o capitano che ha soltanto cambiato generale e magari è pronto a cambiarlo ancora. E il fatto che il Pdl non c'è più è la ragione per la quale è facile rispondere alla domanda: cosa accadrà? Ed è molto più facile rispondere se si ragiona, piuttosto che se ci si fa prendere dai desideri o dalle paure. Fli non può rientrare in ciò che non c'è più, non accadrà. Non si entra in ciò che non c'è più, si va avanti con le nostre idee, con il nostro impegno, con la nostra elaborazione politica. Non ci ritiriamo in convento, né erriamo raminghi in attesa del perdono.

 

I gruppi parlamentari non possono essere trattati - Berlusconi è un uomo di spirito e non se la prenderà - come se fossero dei clienti della Standa, che se cambiano il supermercato dove fino a quel momento si sono serviti ottengono poi il premio di fedeltà. I parlamentari che stanno con noi hanno voglia di far politica, di parlare con la gente. Si va avanti con le nostre idee, con le nostre proposte, si va avanti senza farsi intimidire da quello che è stato definito il "metodo Boffo", messo in campo nell'ultimo mese da alcuni giornali che dovrebbero essere il biglietto da visita del "partito dell'amore". E se questo è l'andazzo, immaginate se non fossero stati amorevoli che cosa poteva succedere. Non ci facciamo intimidire, perché di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre, in anni in cui i pericoli per la destra erano ben altri. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche. Paranoiche perché indecenti, e patetiche perché non si rendono conto del disprezzo che sta montando nella gente.

 

Noi attendiamo fiduciosi che sia la magistratura a chiarire quali e quante calunnie, quali e quante diffamazioni, quali e quante insinuazioni, quali e quante volgarità, quali e quante azioni volte a dar vita a un'autentica lapidazione di tipo islamico. Altro che valori della libertà. È stato un atteggiamento infame, non perché rivolto alla mia persona, ma alla mia famiglia, ed è tipico degli infami. Si va avanti e lo si fa per tenere fede allo spirito delle origini, si va avanti per non tradire lo spirito del Pdl, si va avanti per evitare che il governo commetta altri errori, si va avanti - e se lo tolgono dalla testa - senza cambi di campo, senza ribaltoni e tatticismi, perché da questo punto di vista le polemiche sono indice dello scarso livello del comprendere. Si va avanti convinti, come siamo, della necessità di portare a termine il patto scritto con gli elettori, senza dimenticare nessuna parte del programma e senza aggiungerne qualcuna che nel programma non c'era e poi diventa un'emergenza di fronte alla quale tutto si deve fermare. Si va avanti anche quando il presidente del Consiglio presenterà il nuovo patto per i prossimi anni della legislatura, i famosi cinque punti - la riforma della giustizia, il Mezzogiorno, il federalismo, il fisco e la sicurezza - è di tutta evidenza che i nostri capigruppo parleranno chiaro e forte e parleranno senza distinzioni tra falchi e colombe, perché a noi non interessa l'ornitologia. Siamo appassionati di dibattito politico e a differenza di altri ci confrontiamo.

 

E ci mancherebbe altro: i parlamentari di Futuro e libertà, se vogliono ridare dignità e spirito di attuazione a quello che era il progetto del Pdl, possono opporsi ai capisaldi del programma? E allora sosterremo da donne e uomini liberi questo programma. Ma credo che non possa essere negato, a noi come a nessun deputato o senatore della maggioranza, di chiedere come si declineranno questi obiettivi del programma. Con spirito costruttivo chiederemo come si vuole dare vita a questo programma. Fli non rema contro, ma rappresenta l'azione politica di chi vuol far camminare veloce il governo in modo proficuo ristabilendo anche un buon rapporto con la pubblica opinione (perché c'è qualche segnale di stanchezza, amici miei, sondaggi o non sondaggi). Cercheremo di dare vita a un patto di legislatura, dunque, per riempire di fatti concreti gli anni che ci separano da quando andremo a votare. È un "interesse nazionale", e per questo riteniamo che sia avventurismo politico minacciare un giorno sì e l'altro pure le elezioni, magari per intimidirci e magari per regolare i conti con qualcuno. Governare è fatica, confidiamo nel senso di responsabilità di tutti, nessuno escluso. Perché il fallimento di questa legislatura sarebbe un fallimento per tutti: per me, per Fli, per Berlusconi. E credo che ne sia cosciente, Berlusconi. Perché al di là di tante espressioni polemiche, quando si ottiene una fiducia talmente ampia e si ottiene una maggioranza parlamentare come mai era capitato nella storia della Repubblica, la prima cosa da fare non è mettere alla porta il dissenso o chi magari è antipatico, ma governare. Siamo certi che un patto di legislatura possa garantire la legislatura. E credo che ne siano consapevoli anche Bossi e la Lega. Bossi capisce gli umori della gente, è un leader popolare. Abbiamo polemizzato spesso, è vero. Solo chi non conosce la storia, oltre che la geografia, può pensare che la Padania esista per davvero! Bossi ha capito che quella bandiera che ha alzato per primo anni fa, anche raccogliendo l'ironia e lo scetticismo di molti, il federalismo, può essere una bandiera da alzare, che determinerebbe il compimento di quella missione storica che Bossi ha dato al suo movimento. Ma il federalismo è possibile solo se è nell'interesse di tutta l'Italia. Bossi è uomo concreto, sa che il nord ha bisogno del federalismo a condizione che sia nel nome dell'interesse generale. E potrei tranquillamente dire che nella commissione bicamerale con trenta componenti per il federalismo fiscale, il nostro senatore Baldassarri è determinante. Allora, discutiamo assieme a Lega e a Forza Italia allargata di che significa federalismo equo e solidale. È una grande questione che non si riduce al rapporto tra Calderoli e Tremonti. Si può realizzare a patto che si stabiliscano i costi standard.

 

Il Meridione ha tutto da guadagnare da una riforma in senso federalistico, nella quale è indispensabile valutare i costi standard delle regioni, perché nessuno può obiettare il fatto che i costi in Emilia Romagna non sono la stessa cosa di quelli in Calabria. Nessuno difende la spesa storica, quella in base alla quale le amministrazioni si vedevano pagare le loro spese a pié di lista, ma la definizione dei parametri di spesa non può non essere discussa, come si deve discutere dei tempi del federalismo o di cosa voglia dire fondo perequativo. Tanto più che, con questa riforma dobbiamo essere all'altezza di una ricorrenza, quella della celebrazione dei 150 anni di unità italiana, che non deve essere solo ricostruzione degli eventi storici, ma occasione per una riforma nazionale, che non lasci indietro alcune regioni, che non sia espressione di egoismo di parte ai danni di tutti. L'Italia una e indivisibile è non solo interesse del Sud, ma anche del Nord. E basta vedere cosa accade fuori dalla nostra nazione per accorgersi che se la crisi della Grecia fa tremare la Germania, la Padania non può certo sopravvivere alla crisi di un solo paese europeo o che si affaccia nel Mediterraneo. L'Italia ha il dovere di confermare la sua unità e di mettersi in competizione con gli altri paesi. Ha il dovere di fondare un nuovo patto di legislatura, che non sia più un tavolo a due gambe, né un accordo gestito con quiescenza.

 

Ma che fine ha fatto nel programma quel punto con il quale si pigliavano gli applausi relativo all'abolizione delle province? Che fine ha fatto quel punto del programma che prevedeva la privatizzazione delle municipalizzate? È stato sufficiente capire che in alcune aree diventavano i tesoretti di un partito per allineare la Lega alla sinistra italiana. Il nuovo patto di legislatura non è più soltanto tra Berlusconi e Bossi, ma nell'interesse di tutti, della Lega ma anche di Silvio Berlusconi. Sono convinto che nel suo realismo e pragmatismo metterà da parte l'ostracismo, anche perché non ci fermiamo. È inutile che dicano "facciano quello che vogliono", perché lo faremo. Non servono a nulla gli ultimatum anche perché non ci spaventano. Silvio Berlusconi ha il sacrosanto diritto di governare, perché è stato scelto in modo inequivocabile dagli elettori e non ho alcuna difficoltà a dire che pensare a scorciatoie giudiziarie per toglierlo di mezzo, rappresenterebbero un tradimento del volere democratico. Nessuno è contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento. Siamo convintissimi che occorra risolvere la questione relativa al diritto che Berlusconi ha di governare senza che vi sia l'interferenza di segmenti iperpoliticizzati della magistratura che vogliono metterlo in fuorigioco. Affidarsi al dottor Stranamore - che è l'onorevole Ghedini - è incomprensibile. La soluzione non si trova mai e il problema si acuisce. Non va fatta una legge ad personam che danneggi parte della società, ma una legge a tutela del capo del governo, del capo dello Stato che esiste in molti paesi d'Europa.

 

Il che non vuol dire impunità, non vuol dire cancellare i processi, ma la sospensione degli stessi. E dobbiamo farlo cercando di avere in mente che alcune riforme sono giuste: come si fa a essere contrari al processo breve? Si deve lavorare per quello e dobbiamo ricordare a proposito che l'Ue ci ha condannati più volte per la loro eccessiva durata, spesso occorrono anni per sapere come va a finire. Ma la cosa inaccettabile è il rischio che, nel momento in cui tante vittime aspettano di sapere il destino del processo, poi rimangano con un pugno di mosche in mano. La riforma va fatta per garantire i cittadini. La riforma della giustizia non può essere fatta contro la magistratura, che certamente non ha il compiuto di interferire con il Parlamento. E allora discutiamo in Parlamento, di come garantire a Berlusconi il diritto di governare, discutiamo anche con le parti più responsabili dell'opposizione: una dimostrazione su questo punto l'ha data Casini. Discutiamo anche delle proposte che derivano dall'opposizione, senza che i solerti consiglieri del principe le straccino subito. E penso anche alle proposte avanzate da giuristi come Pecorella, Consolo e dall'attuale vicepresidente del Csm, Vietti. Facciamo la riforma della giustizia senza per questo determinare però un perenne cortocircuito tra il potere politico e la magistratura. È un impegno gravoso, difficile, che comunque dobbiamo portare avanti. Se la sovranità appartiene al popolo, la sovranità si esprime in tanti modi. Qui vogliamo rilanciare una proposta, una di quelle per le quali dicono: "Fini dice cose che lo avvicinano alla sinistra". La sovranità popolare significa anche che la gente ha il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Se la sovranità è popolare credo che la gente abbia il diritto di scegliere anche questo. Federalismo e giustizia: sono grandi questioni, ma non possono essere i soli temi del dibattito. Perché l'attenzione degli italiani non è rivolta solo alla giustizia: oggi tanti italiani sono preoccupati per le condizioni economiche.

 

Gli italiani, al nord come al sud, sono preoccupati per le condizioni economiche e sociali e per il lavoro: non è propaganda, né demagogia, né "fare il verso" all'opposizione. Sono i problemi delle famiglie. Fli deve fare tutto per affiancare ai due temi del federalismo e della giustizia gli altri temi che davvero interessano i cittadini. Teniamo presente quello che hanno detto il capo dello Stato, le imprese, i lavoratori. Possibile che nei cinque punti non ci sia nulla per far ripartire l'economia e renderla competitiva? C'è un'Italia preoccupata. E Berlusconi ha ragione quando parla di ottimismo, ma non può essere ottimismo solo verbale, deve diventare azione concreta. Perché, fermata la crisi (e il nostro governo ha operato bene in questo senso), oggi dobbiamo far ripartire l'economia. Non possiamo accontentarci che le entrate siano garanzia dell'economia. Serve il coraggio politico di ridare vita a quelle riforme che erano nel programma originale del Pdl e di cui non sento parlare: per esempio, il superamento dei due miti fasulli del Novecento, la lotta di classe e il mercatismo. È arrivato il tempo di dare vita a una sintesi, a nuovo patto tra capitale e lavoro: significa mettere i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata. Una proposta che feci in occasione di quella direzione nazionale e che è caduta nel nulla, è una riforma del mondo del lavoro. Serve una politica che comprenda le esigenze del nostro mondo produttivo. I piccoli imprenditori lo sanno meglio di tutti. È importante ricordare che il tessuto produttivo è diverso da altri paesi, si basa su imprese medio piccole. Si tagli il superfluo, ma non si lesini in infrastrutture, in ricerca, in produzione di eccellenze di avanguardia. Viviamo in una fase in cui i giacimenti culturali valgono più - nella globalizzazione - dei giacimenti petroliferi. Dobbiamo investire, anche se è evidente che la coperta è corta. Sarebbe facile dire "il governo tiri fuori le risorse". Ma dobbiamo passare dallo scontentare tutti a dire che c'è un settore su cui si deve investire, ed è il settore connesso a ciò che può dare competitività al nostro sistema produttivo. Soprattutto per le nostre imprese che esportano: non basta pensare alla delocalizzazione delle imprese, ma bisogna attrarre capitale e mettere chi vuole nelle condizioni di investire e di poterlo fare.

 

Vuol dire dare attuazione ai punti qualificanti del programma del Pdl. Non voglio affondare il coltello nel burro ma nonostante il "ghe pensi mi", vi sembra possibile che ancora non si conosca il nome ministro allo Sviluppo economico, in quale altro paese sarebbe possibile?

 

È chiaro che deve essere un ministro capace di ragionare e lavorare con il ministro dell'Economia. Ed è chiaro che serve una politica capace di liberalizzazioni, una politica che riesca a dare vita al patto generazionale. Perché credo ci sia un altro grande campo in cui un governo di centrodestra che ha a cuore il governo nazionale non deve risparmiarsi: è il contesto giovanile, infatti non esiste genitore degno di questo nome che non sia disposto a fare un sacrificio personale per il futuro dei propri figli.

 

La questione giovanile è centrale, e mi piange il cuore che tra i giovani ci sia un disoccupato su quattro. C'è chi contrabbanda la flessibilità, che è invece necessaria per l'economia e per le imprese, con la precarietà permanente: dimenticano che in Germania ci sono sì molti contratti a tempo determinato, però lì le buste paga non sono certo leggere come da noi, ma spesso più corpose di quelle dei contratti a tempo indeterminato. E dobbiamo renderci conto che il patto generazionale è importante come quello tra Nord e Sud se abbiamo a cuore il governo nazionale. Perché non è giusto che serva l'aiuto del nonno per far vivere più sereno il nipote: si è completamente ribaltato il mondo, prima spesso era grazie al lavoro del nipote che si sosteneva il nonno.

 

Poniamoceli questi problemi. Chiediamo ai ragazzi un impegno e quando dico andiamo avanti e non ci fermiamo, lo dico anche perché in queste settimane abbiamo visto come siano i più giovani a dirci "provateci, non vi fermate, siamo con voi". Credo che sia estremamente bello vedere anche qui questa sera tante ragazze e tanti ragazzi che vogliono ancora credere in una politica capace di costruire il loro futuro. Il futuro della libertà. E la prima libertà è metterli nella condizione di far vedere ciò di cui sono capaci. Che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica? Preoccupiamoci delle condizioni sociali. Credo che debba destare preoccupazioni in tutti leggere che nell'ambito della cosiddetta spesa sociale il nostro paese è uno degli ultimi paesi in Europa. Ecco perché andrà avanti Futuro e libertà, perché sono servite le fondazioni che hanno riempito un vuoto. È doveroso chiedersi, visto che la società è profondamente cambiata, se la spesa sociale deve essere rivolta a quelle categorie tradizionalmente più deboli o non è il momento di investire su quella famiglia che rimane il luogo in cui da sempre si dà vita alla trasmissione di valori, si crea la condizione per la quale ci si sente figli di una comunità. Serve un welfare delle opportunità per i giovani, basato sulle esigenze della famiglia, soprattutto quella monoreddito. Oggi, il centrodestra deve saper tradurre in realtà ciò che era stato inserito nel programma di governo.

 

Intervenire con politiche a sostegno delle famiglie vuol dire anche che se nei cinque punti c'è la riduzione del carico fiscale non possiamo annunciarlo e basta ma si deve assume l'onere di fare delle proposte. E noi queste le abbiamo fatte: interveniamo, ad esempio, sul cosiddetto quoziente familiare, che faccia sì che chi ha a casa più figli o un disabile abbia poi un carico fiscale diverso dagli altri. Ed è necessario che di tutto ciò ne parliamo in Parlamento, e mi fa piacere che lo abbia fatto ad esempio il ministro Tremonti. E facciamolo cercando di coinvolgere anche le opposizioni, se hanno delle idee per capire anche se il concetto di interesse nazionale ha fatto breccia anche da quelle parti. Una maggiore giustizia sociale sta a cuore a tutti, un governo grande sa prendere una buona idea anche se viene dall'opposizione. Prendiamo a raccolta questa Italia che lavora. L'Italia che lavora, che poi equivale all'Italia onesta, che quando sente parlare di etica del dovere non ha l'atteggiamento di chi alza le spalle e dice: "È ragnatela del passato". È l'etica che il padre insegna al figlio, e la politica deve sentire il dovere di praticarla.

 

Il senso civico, il senso di appartenenza. Basta con questo egoismo diffuso, con questa Italia parcellizzata che non si fa più carico del disagio del vicino. Una politica nazionale non ha timore di parlare di legge come garanzia per il più debole. Perché da che mondo a mondo si dice che "la legge è uguale per tutti" perché la garanzia serve ai più deboli, non ai più potenti, a chi riesce a piegarla ai suoi interessi. Questo è il centrodestra. Se crediamo in queste cose, non stanchiamoci di ringraziare chi fa il suo dovere per lo Stato: è gratitudine, è senso civico. Essere servitori dello Stato, nell'Italia che sogniamo, deve essere motivo d'onore. Non si può dire che "sono poveretti che non sanno che altro fare e allora decidono di entrare nelle forze dell'ordine": significa servire il nostro popolo, la nostra patria. E ancora più convinti di prima, portiamo avanti la lotta contro ogni forma di criminalità, compresa quella dei colletti bianchi, dei furbetti del quartierino, di chi pensa che il garantismo è impunità. Continuiamo la lotta per la legalità, rilanciamo il decreto anticorruzione: cosa costa rimetterlo al centro dell'attenzione del Parlamento? Discutiamo sull'opportunità di stabilire un codice etico per chi ha cariche pubbliche. Stabilendo ciò che è legale e ciò che no, ma anche ciò che è opportuno e ciò che non lo è. Su questi temi e su altri, lavoriamo per unire non per dividere. Su queste questioni cerchiamo di dare vita a una politica che segni un salto di qualità. Gli italiani sono stanchi di questa perenne campagna elettorale che non finisce mai, di questo trionfo della propaganda, di questa ordalia quotidiana. Fli guarda a un futuro per unire, siamo convinti che su queste questioni, con un'azione politica che parta dal centrodestra si possano ritrovare anche altri. Gli italiani sono stanchi di muri e di risse, smettiamola con gli insulti, con gli appelli che cadono nel vuoto. Diamo vita a una politica che sia capace di uno scatto di orgoglio, di un colpo di reni, in nome di ciò che è giusto, non di ciò che è utile. Sapete, in molti mi hanno detto: "Chi te lo fa fare? Ma aspetta, sei più giovane!". Ma io credo che se vogliamo ridare all'Italia quella passione che merita.

 

Basta con l'utilitarismo, basta con il calcolo del farmacista, basta con il meglio attendere domani. Bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo, bisogna dare un senso alla politica e bisogna farlo nel nome delle nostre idee e della nostra concezione politica. Ricordando quello che avevamo nel cuore a 18-20 anni, quando nessuno di noi pensava all'ingresso in Parlamento o a cariche istituzionali e nessuno era mosso dall'utilitarismo, né c'era qualcuno che diceva: «Aspetta non ti conviene, sai è permaloso». Tenendo bene a mente, come ci piaceva dire da giovani, che se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui come uomo. Allora, in nome di un centrodestra autenticamente liberale, nazionale, riformatore, sociale, europeo, avanti con Futuro e libertà per l'Italia!

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commenti dei lettori

Fini doveva sapere con chi si è messo (vedrete di che pasta sono fatto!). Aveva già avuto avvisaglie di dossieraggio a suo danno. Il ghigno carogmnesco di un Sallusti o di un Belpietro, senza dire di Feltri, non erano compagnia rassicurante. Ora che si è sganciato tenga duro perchè questi non promettyono niemnte di buono per il Sud che verrà abbandonato al suo destino. Occhio comunque alla campagna acquisti in atto specialità della casa! Luigi

Non appartengo ala vostra area ma ho apprezzato il comportamento dell'On Fini: devo però dire "meglio tardi che mai: per farlo adesso spero abbia fatto le sue valutazioni". Nel frattempo ha avuto modo di fare scempio della scuola pubblica e di altro. Devo però dire di non comprendere un passo nel discorso dell'On Fini, quando afferma di voler portare avanti la legge sulla sospensione dei procedimenti giudiziari sul capo del governo fino a quando resta in carica: e poi? Se viene rieletto o non decade dopo le elezioni si operare nei suoi confronti? Il fatto di essere sottoposto ad un procedimento giudiziario è preclusinìvo ad una sua rielezione aventuale? Se l'azione giuidiziaria prevale sulle altre cose, andrebbe bene tappandosi il naso, ma se è il contrario si richia di non giudicarlo m a i.. il che non mi va b e n e.

Discorso perfetto, da vero statista. Speriamo bene, perché non se ne può più con chi ci fa fare figuracce continue un giorno si e l'altro pure a livello mondiale.

Sbagliare è umano, ammettere i propri errori è da grandi uomini. Mi sono chiesto come Fini abbia fatto a tollerare per tutti questi anni questo spettacolo ignobile dato in Italia e all'estero da questa cricca. Ci si scaglia contro perchè il cognato aveva in uso un appartamento PRIVATO, non una parola invece sui soldi PUBBLICI elargiti al cognato di Bertolaso.

sull' orlo del burrone c'e' finita l'Italia a causa di una combriccola di incompetenti e affaristi piu' sensibili al proprio tornaconto personale che all'interesse generale della collettivita'. G. Fini puo' essere legittimamente criticato x carita' ma se e' vero che la politica ha i suoi tempi e che anche in politica vale il motto: MEGLIO TARDI CHE MAI! allora ben venga la decisione sofferta ma necessaria di costruire nel centrodestra un'alternativa al berlusconismo, all'Italia delle veline che fanno i ministri e ai politici banchieri...

GIANFRANCO COME TE NESSUNO MAI!! GRAZIE DI ESISTERE, SEI IL PIù GRANDE LEADER POLITICO DI TUTTI I TEMPI..E QUEI TRADITORI COME QUEL DISLESSICO DI GASPARRI DEVI ELIMINARLI POLITICAMENTE PERCHè GLI INFAMI NON SI MERITANO RISPETTO, ELIMINALI POLITICAMENTE (il dislessico, la russa, matteoli ecc ecc). gianfranco la vera Italia è con te ti vogliamo bene!!perchè hai sempre agito nell'interesse della nostra amata patria..a differenza di corruttori come Berlusconi..l'unica cosa che ti rimprovero e di esserti unito con quel fango di gente come Berlusconi e Bossi!!forza Gianfranco forza ragazzi e sopratutto FORZA FUTURO E LIBERTà!DA SAVERIO DI ROMA (I.R.R LAZIO)

Invece di rompere le pa..e ora perche non ha tenuto viva A.N.. Caro Gianfranco prima ci hai portato sull'orlo del burrone poi ci hai detto di saltare nel lago (P.D.L.) e ora ........ Per la coerenza degli ex MSI DIMETTITI TU E TUTTI I TUOI SCAGNOZZI

Ora la sfida sta nel creare un partito veramente di Destra Nazionale, non territoriale o meridionale. Non un contenitore grigio e privo di propulsione come An, partito che non ho votato mai perchè tanto valeva votare il partito cui era al rimorchio, ovvero Forza Italia. Dopo questo evento palingenetico, è ora che i cittadini della destra sommersa, rigorosa e meritocratica, pragmatica e dinamica, che vogliono coniugare la legalità con le istanze di una società ad economia stagnante, trovino una adeguata rappresentanza. Basta tatticismi, pur necessari in queste ore per non farsi travolgere dal più forte e dai suoi scherani. Occorre mettere in atto un progetto innovatore che parli al Paese, ai nuovi cittadini ed a quelli che, liberi dagli schemi ideologici guardano al merito delle cose. Fini è stato prima il paladino di un Msi, onestamente antisistema. Ed era molto credibile. Poi si è accodato a Berlusconi ed ha intrapreso un cammino storicamente necessitato ma di fatto politicamente opaco e privo di vera incidenza nella società degli ultimi 15 anni. Ora ha la grande occasione di mostrarsi campione di una destra onesta, legalitaria, efficientista, solidale e innovatrice. Pensi a radicarsi bene in territori preda del becero leghismo, non coltivi l'orticello sotto casa di Roma. Rappresenti davvero tutta l'Italia, faccia da scudo al Sud contro gli egoismi del Nord e trascini questo a quella vera unità con le tante forze oneste di un Sud che aspetta solo di liberare le sue energie. Si pensi a battere l'affarismo colluso con la criminalità organizzata e il fatalismo di una macchina burocratica ancora arretrata. Il resto viene da sè. Se così sarà recupererete il mio voto e tantissimi altri, di tanti altri cittadini cui la vecchia politica divisa in destra e sinistra non dice più nulla.

Erano molti anni che non si sentiva un discorso politico serio, propositivo, che parla anche di giustizia sociale compatibile, concreto che cerca di unire il centro-destra e non di sfasciarlo; peccato che chi doveva e deve sentire non sente; ma Fini deve andare avanti, ha il dovere storico di seguire questa strada, non si deve arrendere, altrimenti sarà la fine. Complimenti Presidente Fini, vai avanti; con Gianfranco, sempre.

Grande Fini, era da decenni che un uomo non parlava al popolo con il cuore in mano e non con le mani sul portafoglio. Gli attacchi alla Famiglia sono stupidi e puerili, e , va puntualizzato, fatti da chi ha ben altro da nascondere. L'acquisto della Villa di Arcore ai danni di una povera Orfana è una infamia che grida vendetta...ma si rischia di porsi allo stesso livello di un povero vecchio rabbioso che sente la vita sfuggire via lentamente, cosi come la potenza sessuale... Il Paese ha bisogno di uomini in grado di esaltarne i settori di eccellenza, di pace sociale e di dignità e orgoglio del proprio lavoro, non di vecchi aggrappati alla sedia, o di cocainomani emiparetici che farfugliano cose sensa senso. Non vedo l'ora di andare alle elezioni. Fini avrai il mio Voto. Gianni.

Fini non e' solo pro sud ma e' pro centro e pro nord insomma e' pro Italia, nel suo discorso non ha affossato il federalismo ma ha chiesto una riforma federalista che non lasci sole le regioni piu' deboli anche perche' se affonda il sud affonda tutta l'Italia essendo il meridione il primo mercato in cui vengono venduti i prodotti del nord. Occorre combattere le mafie del sud e modificare il personale politico che amministra quelle regioni, guarda caso tutto o quasi legato a Forza Italia allargata, ma poi occorre che tutti paghino le tasse anche quegli imprenditori del nord che x evitare il fisco portano i loro capitali in svizzera mentre i dipendenti pubblici, gli insegnanti e gli operai, molti dei quali sono meridionali anche tra quelli che lavorano al nord, le tasse le pagano in virtu' della ritenuta fiscale alla fonte

PRESIDENTE FINI GRAZIE PER LA BELLISSIMA DOMENICA! PURTROPPO NON SONO RIUSCITA AD ESSERE PRESENTE A MIRABELLO MA HO ATTESO CON ANSIA E TREPIDAZIONE IL COLLEGAMENTO SU la 7 PER SENTIRE IL SUO DISCORSO CHE SAPEVO NON MI AVREBBE DELUSA. ED INFATTI COSI' E' STATO. MI SONO COMMOSSA DURANTE TUTTO L'INTERVENTO MA FINALMENTE RIESCO A INTRAVEDERE NUOVAMENTE UNA LUCE DI SPERANZA ALL'ORIZZONTE. GRAZIE A LEI E A TUTTO IL SUO GRUPPO E AVANTI PER QUESTA STRADA GIULIA

Il povero Berlusconi (possiamo ormai chiamarlo così con la punta di compatimento che si acorda ai perdenti), l’orgoglioso uomo del “fare”, il burbanzoso imprenditore nauseato dai politici di professione, blateroni e nullafacenti, ha ricevuto, da parte di Gianfranco Fini, cioè da parte di uno dei presunti ciarloni e fannulloni tanto sputtanati, la lezione che si meritava. L’arcaico padrone delle ferriere, abituato al flabello dei suoi leccapidi, da La Russa a Gasparri, da Lupi a Cicchitto, è stato screditato e irriso da chi ha dato voce a tutti coloro che pensano che il mondo andrebbe meglio se al padronale “ghe pensi mi” si sostituisse il democratico "ci pensiamo noi".

Sono un ex votante del Pdl, anche se non voto più da alcuni anni, nauseato dal clima vergognoso che il Presidente del Consiglio ha instaurato in questo paese. Aspetto di vedere cosa nascerà da Futuro e Libertà... Spero davvero che una destra di cui non ci si debba vergognare possa affermarsi e ridare una degna rappresentanza parlamentare ai conservatori moderati. Il discorso di Fini è parso promettente. Il mio unico dubbio è comprendere se intorno a lui esista una classe dirigente in grado di impostare e sostenere un cammino politico coerente con i valori ispirativi di un partito serio. Personalmente ritengo che gente come Luca Barbareschi faccia solo male al progetto.

Sono cresciuto con l'idea che a destra si trovassero dei valori che a sinistra non potevano esserci. Poi, all'improvviso, la mia destra è svanita, tanto che in più di un'occasione ho dovuto e potuto dire che se non fossi stato "finiano", sarei potuto essere tranquillamente bertinottiano. Due persone serie, ed in politica la serietà è e deve essere un valore assoluto, con una politica sociale e morale in molte parti simili. Il mio amore, però, era sempre e comunque rivolto alla destra, non quella delle risse, delle imboscate, delle stragi, ma sempre quella: quella dei valori assoluti. E dopo il grande Almirante,che qualcuno di noi, diciottenni universitari chiamava "uncle George", la new deal del MSI, il giovane delfino: Giancarlo. Il grande Fini. Un uomo vero, un politico vero, che ha dimostrato che la destra non è solo muscolare, anzi non lo può essere. La destra è idee, pensiero, ordine, senso del dovere,senso dello Stato, rispetto delle istituzione e, sopratutto, amor di Patria. Ebbene sì, io Patria continuo a scriverla ancora con la maiuscola, come m'hanno insegnato da piccolo, anche se in Italia tutto è diventato minuscolo, meschino, corrotto, utilitaristico, pressapochista; grazie al premier più indagato del pianeta. Pur amando tanto la destra, dalla fine degli anni novanta io non ho più votato per il mio partito: non potevo dare il mio voto a Fini, sapendo che lui l'avrebbe passato poi a berlusconi. E' questione di stomaco. Non ce la facevo proprio. Per questa ragione, mi facevo annullare le schede elettorali, mandando al leader del mio partito dei semplici messaggi:"Che ci fai con quei due delinquenti?" Il primo, il cavaliere, ma non chiedetegli di mostrarvi l'onore. Il secondo, quello col medio alzato e il tricolore indietro. Oggi, malgrado l'età e le precarie condizioni fisiche, e chiudo, ritrovo la gioia di poter segnare sulla prossima scheda elettorale il mio convincimento politico, come faranno molti altri italiani che, da domenica, sanno che "Fini c'è!"

Sono un uomo che ha improntato la propria vita alla conoscenza e al rispetto delle regole delvivere civile.Ho insegnato ai miei figli la lealtà,l'onestà,il rispetto per l'altrui persone.Ho ascoltanto con grande emozione il discorso dell'On.Fini. L'ho apprezzato per quello che ha detto e ha saputo trasmettere a tutti i cittadini italiani.L'ho apprezzato soprattutto perchè una volta per tutte ha saputo puntualiz- zare argomenti importanti che pochi mezzi di informazione hanno ritenuto di trattare. La nostra è una nazione libera nelle idee e nei fatti,e tutti i suoi cittadini devono essere in grado di esprimere le proprie opi- nioni.Penso che finalmente è arrivato il momento di lanciare il nostro cuore al di là della barricata e di rimboccarci le maniche per poter progredire e dare uno speranza di un futuro migliore per i nostri figli. Costruiamo sin da ora la piattaforma di un progresso che dia speranza ai giovani e più serenità a noi vecchi. E' ora di lasciare le parole e passare ai fatti,quelli concreti,quelli fatti di sudore e sacrifici,quelli sinceri e leali. Spero tanto che l'On.Fini,nella sua schietta rettitudine,sappia trasformare le sue acco- rate parole in fatti concreti che aiutino la Nazione a risollevarsi dal caos in cui è precipitata. Ad maiora On. Fini. Prof.Francesco

Grazie di essere ritornato il grande condottiero della destra

sono un missino dal 1969,con gran mal di pancia entrato in AN e con una forte colica nel PDL.adesso dico BASTA! sono deluso stanco offeso e tutti gli aggettivi possibili. Se questo strappo,con questo discorso si fosse verificato circa un'anno fà,e precisamente in quel convegno (credo a Roma)dove On.Fini ebbe un diretto disappunto,certamente mi sarei mobilitato subito (come ho sempre fatto nel MSI-DN),all'ora c'era il grande Pinuccio,ma mi sarei mosso con forza pensando a Lui. Oggi vedo solo elezioni e quando prima si fanno meglio è. Il popolo è sovrano e questo non può essere solo uno slogan,governerà per altri quarant'anni la sinistra ma sarà la decisione del "popolo sovrano".Quindi,elezioni subito e ognuno si assuma la propria responsabilità.

Per quale motivo la gente delle regioni del nord dovrebbe stare con Fini? Egli è dichiaratamente pro "sud" ed infatti non ha fatto nessun accenno agli enormi sprechi delle amministrazioni meridionali. Di quale equità parla. Ho la sensazione che vuole lasciare tutto allo stato attuale con la sua versione di federalismo fiscale. Sembra che per lui il nord debba solo pagare le tasse ed il sud riceverne i vantaggi.

Berlusconi e i suoi non aspettano altro che Fini si dimetta. Gianfranco, resisti. Che sia qualcun altro a dimettersi!

Grazie Gianfranco, Come le aquile hai volato alto. Da quella sommità hai dato una scossa alle nostre menti ottenebrate ed ai nostri cuori inariditi dal vuoto del materialismo quotidiano cui ci hanno ormai assuefatti. Questo popolo di dura cervice può adesso riscoprire i veri valori dell’umana e sociale convivenza e riacquisire l’orgoglio di essere Italiani e la consapevolezza di un’appartenenza ad “una Nazione”, al di fuori della smodata compiacenza con l’omologazione generale delle idee meschine. Questo è ciò che i nostri “vecchi” (intendiamo quali) ed i nostri genitori ci hanno inculcato quando fummo bambini: qualcosa per cui vale la pena di vivere ed osare. Il riferimento ideologico senza il quale siamo carcasse prive di idee. Ora possiamo sperare di osare il rifiuto della polisarcìa storica in cui ci avevano precipitato. Ora i nostri antichi, e Benito, e Giorgio, sanno che il giusto passo non ci mostrarono invano. Io sono con te: viva l’Italia! Sandro

Ho ascoltato tutto il discorso di Fini a Mirabello e sono d'accordo su tutto, al 200% è ora che Sivio scenda dal piedistallo perchè Lui si credeva di avere fatto una brutta copia di forza Italia. continuiate così

Alle politiche ho fino al 2008 votato a destra, mentre alle amministrative ho fatto anche scelte completamente differenti. Nel 2008 ho votato Italia dei Valori..direi per protesta verso l'arroganza del satrapo. Finalmente si prospetta un voto che indicherò con slancio. Alle critiche per un distacco tardivo rispondo con un 'meglio tardi che mai'. Confido in un 10% di consenso elettorale...anche le casalinghe di mezz'età, ossia il nocciolo duro dell'elettorato di berlusconi, si stanno ravvedendo. Al berlusca rimangano pure i leghisti, i faccendieri e le pascale, con i quali non ho nulla da spartire.

Domenico deve dimostrare maggiore onesta' intellettuale perche' dice cose inesatte spacciandole come verita' lampanti: 1) il grande passaggio storico dal MSI ad AN fu sancito da un grande congresso con la partecipazione di migliaia di delegati e la stragrande maggioranza di quei delegati decise di seguire la via indicata da Fini. Chi era contrario a quella svolta epocale, come Rauti, decise spontaneamente di tirarsi fuori 2) nel MSI come in AN sono sempre esistite le correnti, si sono sempre svolte le direzioni nazionali, c'e' sempre stato un dibattito interno. Se si fosse formata all'interno di AN una maggioranza contraria a Fini non vedo come quest'ultimo avrebbe potuto opporsi al suo defenestramento da parte dei famigerati colonnelli. Se cio' non e' avvenuto in quegli anni vuol dire che Fini aveva i numeri dalla sua parte 3) Fini avra' pure diritto a difendersi dagli attacchi personali della stampa di proprieta' di Berlusconi? Egli x primo ha detto che se c'e' del marcio nella vicenda di Montecarlo sara' la magistratura ad appurarlo, non certo Feltri o Libero i quali si guardano bene dal fare inchieste sul Berlusconi, Verdini, Dell'Utri, Scaiola, Schifani, Cosentino, tanto per citare alcuni esponenti del PDL sotto inchiesta o chiacchierati 4) una cosa e' sostenere il programma di un governo, un' altra cosa e' fare delle proposte x il prossimo futuro quali la cittadinanza breve, il voto agli immigrati regolari (i quali se diventano cittadini comunque hanno diritto a votare...studiate il diritto per favore), la tutela giuridica delle coppie di fatto o gay. I parlamentari infatti non sono tenuti soltanto a votare cio' che propone l'Esecutivo ma essendo stati eletti dai cittadini senza vincolo di mandato a rappresentarli in Parlamento possono anche avanzare loro proposte. Non e' l'Esecutivo che decide quello che deve farte il Legislativo, nel nostro ordinamento costituzionale vige il sistema della distinzione e indipendenza tra i Poteri dello Stato (studiate il diritto x favore). Inoltre queste proposte sono state avanzate o suggerite da Fini non nelle sedi istituzionali ma nell'ambito del dibattito politico. E' ancora possibile fare politica in questo paese o dobbiamo tutti pendere dalle labbra del cavaliere di Arcore? 5) cosa c'entra la partecipazione ad una campagna elettorale di tipo amministrativo alla quale Fini in quanto Presidente della Camera giustamente non ha partecipato, con il sottolineare un'emergenza gravissima quale quella del precariato nella scuola (che tra l'altro si riflette inevitabilmente sul rendimento dei ragazzi xche' quando manca la continuita' didattica sono proprio gli alunni ad essere le prime vittime di questa situazione)? L' errore di Fini e' stato a suo tempo quello di non essersi opposto all'ultimatum del Predellinatore e all'opposizione dei suoi colonnelli che invece erano tutti gia' allora in procinto di passare sotto le bandiere del Berlusca. Tu dici...per prendere piu' posti possibili? no ti sbagli! i posti li presero Gasparri, Matteoli, La Russa, Alemanno e questi posti ora non li vogliono mollare. Tu dici che FLI e' il sottovuoto? e allora perche' c'e' tutta questa canea arrabbiata ululante, sguaiata degli italoforzuti e dei colonnelli badogliani scatenata dal capetto di Arcore contro Fini e i suoi? AVETE PAURA? ha paura il Berlusca che urla insieme al suo sodale l'Umberto e con tutto il loro caravanserraglio si muovono come donnette strillanti al cielo verso il Quirinale x chiedere le dimissioni di Fini? Grazie a Dio abbiamo un Presidente della Repubblica che conosce bene la Costituzione! Studiate il diritto per favore!

Che uno sia di sinistra o di destra poco importa. Conta solo il fatto che in politica si governi per il bene comune e non per fini prettamente personali. Sono storicamente schierato a sinistra ma nulla mi vieta di votare per le persone che vanno nella direzione per me corretta. Il termine camerata ho visto che oramai viene usato molto poco. I nostalgici ricordino che il cuore va buttato oltre l'ostacolo che di solito si trova davanti, nel percorso della vita, non dietro le propie spalle. Le tradizioni, quelle vere e giuste vanno mantenute, ma sono altra cosa. Il rispetto reciproco è quello di cui si sente veramente bisogno nel nostro paese. Non va rispettato solo chi in qualche modo ti fa rientrare di un favore. Quello che dice di no spesso è più corretto perchè sa di essere coerente. Vorrei finisse presto la divisione tra chi sta con berlusconi e chi no. L'antiberlusconismo è la vefra minaccia della sana politica e acceca gli animi. Quindi, caro On. Fini, le auguro di poter andare avanti per la sua strada certo che dovrà superare molti ostacoli e non poche umiliazioni(il caso Boffoinsegna..) sapendo che poi alla fine solo i numeri potranno darle ragione.

Coinvolgente discorso, politico e programmatico. Speriamo solo che si trovi la volontà e la determinazione di tradurlo in realtà. A cominciare dalla iniqua attuale legge elettorale, dall'abolizione delle province, dal dimezzamento dei parlamentari, dalla legge anticorruzione e dei conflitti di interessi ad ogni livello, dalle agognate liberalizzazioni, da una più oculata ed equa distribuzione delle risorse per incentivare l'industria e l'iniziativa privata, ma anche ridurre le abnormi disuguaglianze.

Finalmente, grazie alle parole di Gianfranco Fini, ho ritrovato la voglia di partecipare alla politica, cosa che ormai facevo svogliatamente e per inerzia. Ora la spinta a partecipare viene da dentro, del cuore, non più dall'alto, dalle scrivanie. Grazie Gianfranco, prima che un grande politico, un grande e onesto uomo.

Con gli occhi lucidi ho seguito il Suo discorso Presidente. Finalmente gli occhi della politica torneranno a brillare....

Davvero non posso credere che in Italia, questo sempre più misero paese, ci sia ANCORA "gggente" che difende a spada tratta l'impresentabile individuo a capo del governo (si fa per dire)! A questo punto i casi sono due: 1. o si è in malafede 2. o, più semplicemente, si è BEOTI. Amen.

ALLA VIA COSI CARO FINI E L'ITALIA MIGLIORE E' DALLA TUA PARTE. Non sono un elettore di destra tanto per intenderci e non aspiro a far si che l'FLI faccia terminare anzitempo l'attuale Legislatura. Per quanto mi riguarda il Governo puo' andare ancora avanti ma solo con le premesse del discorso di Mirabello che mette le basi per una politica che vada "sicuramente" nell'interesse delle Istituzioni, dell'economia generale e dell'intero Paese. Non voglio elencare le ottime cose dette dal Leader Fini anche se una e' assolutamente da menzionare e riguarda il Federalismo Fiscale! Una mina vagante nelle mani di Bossi e della Lega che supportata da Berlusconi avrebbe potuto far esplodere la Santabarbara economica dello stesso Paese con danni incalcolabili soprattutto per il Meridione D'italia. NIENTE PAURA QUINDI PER FINI E I FINIANI PERCHE' LA LAGIONE DELL'INTERESSE NAZIONALE E' DALLA LORO PARTE E NON SOLO. Tutti vogliamo ad ogni costo un'italia migliore e non c'e' piu' tempo da perdere perche' la deriva economica del Paese e' quasi ad un punto di non ritorno. Auguri a Fini ai finiani e al loro coraggio.

OTTIMO INTERVENTO, SIG. PRESIDENTE!

Ho seguito tutto il discorso in diretta, attentamente e con soddisfazione. Fini vada avanti così, coraggiosamente. Almeno finchè non avrà ricondotto l'Italia ad una situazione di normalità, credo che avrà il sostegno anche da parte di alcuni uomini di sinistra, e questo non per opportunismo. Se al posto di Berlusconi ci sarà una destra pulita e ricca di ideali, qualunque maggioranza potrà dialogare con qualunque opposizione. Bisogna assolutamente sostituire gli insulti con una giusta dialettica politica. Questo m'è sembrato il messaggio centrale del discorso, in linea con la puntuale critica al berlusconismo come sistema di potere. Visto da sinistra.

Gianfranco Fini invoca la democrazia, a mò di padre del liberalismo mondiale, all'interno del PDL e non averla mai praticata all'interno del Msi prima e di An dopo. Definire infami i giornalisti che lecitamente chiedono dell'affare di Montecarlo. Non menzionare le tematiche relative alla cittadinanza breve e al voto agli immigrati fuori del programma elettorale del 2008 e di cui Fini si è fatto latore a prescindere dal mandato degli elettori. Non aver partecipato alla campagna elettorale per Renata Polverini in Piazza San Giovanni evocando la carica super partes di Presidente della Camera. Parlare di merito nella scuola ma voler stabilizzare tutto il precariato esistente. Dire testualmente "siamo alle comiche finali" in occasione del discorso del predellino salvo poi fare macchina indietro per prendere più posti possibile. Potrei continuare ma evidentemente non è necessario: se il PDL è il vuoto, Futuro e libertà è il sottovuoto. E come disse di Umberto Bossi con il quale non sarebbe andato mai più a prendere un caffè, mi auguro che la maggior parte dell'elettorato di centro destra non dia più credito ed il voto a Gianfranco Fini, democraticamente parlando. Un ex del Msi, di An ed ora fiero e più che mai sostenitore del Popolo delle libertà.

FLI e' stato definito il partito tafazzista. No, tafazzi siamo noi che gli abbiamo votati per farli vincere per tre volte consecutive, che gli abbiamo conferito una maggioranza ampia per dare forza al proprio leader per realizzare il programma senza le concertazioni da prima repubblica e le ridicole sceneggiate del governo monnezza dei senatori a vita di Prodi. Tafazzi siamo noi che continuiamo a subire nuove leggi elettorali dove però l'unica riforma vera che è il vincolo di mandato non viene mai inserita a protezione del privilegio da casta. Tafazzi siamo noi che al richiamo del vero leader Berlusconi ci siamo fatti a piedi Circo Massimo a San Giovanni venedo da tutta Italia per difendere il diritto di voto sequestrato dal solito manipolo di magistrati militanti che escludavano quello che fino ad oggi era il primo partito italiano. Tafazzi siamo noi che continuiamo a sciegliere la parte sbagliata invece di quella vincente del modello Emilia (quello citato dallo stesso Fini ) dove il posto e la carriera è garantita nelle municipalizzate e nelle società pubbliche. Tafazzi siamo noi se vi continueremo a votare, ma ormai lo saremo per sempre per tutti i voti sprecati che vi abbiamo dato.

Che fini sapesse parlare e' noto a tutti..purtroppo e' l'unica cosa che sa fare... quanto ad Almirante ..io credo si sia rivoltato nella tomba.. interessante e' stato poi il passggio sui 'tulianos!

Non credo che Almirante sarebbe fiero di chi ha definito razziste alcune sue affermazioni. Io ho sempre frequentato le sezioni del MSI prima e di AN poi, mi spiegate nei discorsi di Fini che cosa è di destra(immigrazione, coppie di fatto)?

storace andrà nel pdl

Ho 43 anni,ho rinunciato al mio diritto-dovere di voto 14 anni fa,disgustato dall'untuosità della politica italiana,preconizzando un futuro italico di cininci,individualisti,politicanti. A Mirabello Fini ha detto ciò che dice da tempo,provando a cambiare il sistema dall'interno.Accertata l'impossibilità,con un coraggio che ben pochi,nella storia repubblicana,hanno avuto, si è rimesso in gioco.In caso di elezioni tornerò a votare.Per lui e per il partito che ha saputo trasformare,rendendolo un autentico partito di destra europea,costituzionalmente e politicamente integerrimo,valido e accettato.Grazie,Sig.Presidente: ho ritrovato in Lei il carisma che Le ho sempre riconosciuto:vada avanti,senza timore:non ha eguali, in Italia.

Mi sembra incontrovertibile il fatto che Fini sia stato compreso ed approvato dall'opposizione al completo,da Casini a Vendola,e osteggiato da tutta la maggioranza,contro la quale,peraltro,anche lui ha inveito per almeno un'ora. A questo punto dove vuole situarsi?

sono finalmente contento di aver sentito il mio Leader, siamo il nuovo ed il futuro, Presidente sarà dura gli infami sono molti ed in agguato, non ci spaventano, risponderemo colpo su colpo le persone perbene sono con noi. in bocca al lupo,giuseppe

Sono queste le parole che chi ama la propria Patria vuole sentire tutti i giorni "Basta con l'utilitarismo, basta con il calcolo del farmacista, basta con il meglio attendere domani. Bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo, bisogna dare un senso alla politica e bisogna farlo nel nome delle nostre idee e della nostra concezione politica" Sono e sarò con Fini ho votato il PDL ma mi veniva il volta stomaco pensando che il mio voto andava anche a Berlusconi Adesso la mia voglia di ascoltare la Politica è tornato dopo il discorso di Fini

Finalmente! Erano almeno dieci anni che aspettavo questo discorso, ero un finiano deluso adesso aspetto di vedere come si andrà avanti.

finalmente rotto il velo d'ipocrisia che oscurava la Politica. avanti tutta senza paura. AVANTI TUTTA SENZA PAURA

Finalmente è stato detto qualcosa di Destra...! Ora speriamo che si passi dalle parole (bellissime e alte, specchio di alta e vera Politica) ai fatti. Il Futuro è incerto... ma la Libertà è da conquistare!

Fini ha esposto il suo progetto di riforma del centro-destra in senso moderno,europeo e democratico. Si tratta sicuramente di una scommessa affascinante,che ha riscosso entusistica approvazione in tutta l'opposizione,da Casini a Vendola. Il problema ora sarà come convincere la maggioranza,che non sembra desiderosa di essere riformata.

Egregio Presidente Fini spero che Lei possa avere notizia del mio appello con questo mio intervento.Ritengo che Lei proprio in virtù del suo nobile discorso di Mirabello e per l'alta opera con cui riveste la terza carica della Repubblica Italiana, dovrebbe essere presente ai funerali del sindaco Vassallo di Acciaroli. E' stato brutalmente ammazzato un amministratore esemplare(un servitore dello Stato e della sua comunità locale).Tutto è da accertare,ma le modalità dell'omicidio ,come descritte dal pm che indaga ,lasciano presagire che sia stata la malavita organizzata nella sua sua infame forma camorristica. Ritengo che la Sua presenza debba rendere onore ad un politico del sud(non ad una parte politica) che deve essere di esempio per tutti gli altri amministratori locali,in particolare per la rettitudine con cui il sindaco Vassallo ha svolto la propria attività di governo locale e per i suoi fermi principi etici e sociali che ha attuato con il suo quotidiano servire i suoi concittadini.Cordiali saluti.

Semplicemente grande!!!! GRAZIE PRESIDENTE per avermi ridato l'orgoglio di appartenere ad una grande comunità di uomini e di idee.

Maria Teresa, ALmirante non avrebbe fatto quello che ha fatto Fini, "spalmando" AN... Meno male, comunque, che sembra essersi ricreduto.

A MIRABELLO HO SENTITO DA FINI PAROLE DI FORTE SOSTEGNO per il futuro del Paese ma non solo. Ho visto anche un politico straordinario e in un certo senso atipico per il costume Nazionale. Non ho avvertito retorica politica. Ho visto e sentito invece un Leader di partito che da tempo dimostra una caratura nazionale da vero statista che ha ora un unico vero obbiettivo, ed e' quello di voler porre le basi per un futuro di speranza per gli italiani per una possibile rinascita economica e istituzionale! A Mirabello e' iniziato forse, il cammino di una destra moderna che potrebbe portare tutti verso un futuro migliore. .....un elettore equidistante. saluti

Il discorso dell'On. Fini è da condividere nell'analisi sul berlusconismo e sulle sofferenze della nostra Nazione,non ho dubbi, è stato un discorso alto un discorso che ha rotto lo squallido sudario che ha avvilito la NOSTRA NAZIONE, una scossa salutare ed in ultima analisi la fine del "regno". Un discorso che non posso che rispettare ed infine l'enunciazione della linea "politica" di FLI è stata così chiara semplice logica che credo che il "comitato d'affari" e l'anziano signore abbiano tremato.. perchè sono loro che vivevano su di un altro pianeta il PIANETA DELL'IMPUNITA'..del lei non sa chi sono io, e adesso davanti ad un RAGIONAMENTO SQUISITAMENTE POLITICO e a degli obbiettivi squisitamente politici ma molto reali tremano ..non hanno nulla da contrapporre a parte una schiera di pubblicitari e yesmen. Ho apprezzato l'apertura sul cambiamento di quell'insulto della legge elettorale ..ho apprezzato il focus sul tema della ricerca del lavoro dello studio e si anche sul merito perchè anche a sinistra esiste il concetto di merito. Ho letto, in alcuni interventi, che l'apprezzamento delle posizioni di Fini da parte della gente di sinistra deriva dall' applicazione del detto "il nemico del mio nemico è mio amico" e vi dico che non è così..certo c'è anche questo ma c'è anche, eprincipalmente, il riconoscere il fatto che gente che trenta quaranta anni fa si pigliava a mazzate è arrivata a esprimere uno sdegno ed un disagio comune... perchè semplicemente sul richiamo ai valori enunciati ieri NON SI PUO' non essere d'accordo. Perchè abbiamo tutti riconosciuto il pericolo dell'OLIGARCHIA ...e perchè, cosa molto importante: la difesa della Repubblica e della Democrazia da ieri sera è finalmente COMPIUTAMENTE patrimonio di un mare di ITALIANI che vanno da destra a sinistra ...e questo è un merito che al vostro Fini non può togliere nessuno.

molto bene Fini. In Francia i giornali avrebbero titolato: Berlusconi c'est fini.....

Fini ultimo baluardo, statista vero di un paese alla deriva...AVANTI GIANFRANCO ! Senza paura !

Poveri La Russa, Gasparri ed Alemanno, seduti (o in ginocchio) ad un tavolo con verdini dell'utri cosentino e i giullari emilio fede ed apicella a sentire l'ultima barzelletta del berlusca, che purtroppo per loro non fa più ridere...

Futuro e Libertà per l'Italia, si in questo paese è necessario oggi come mai prima riaprire gli occhi che da troppi anni sono stati oscurati dalle falsità e dalle menzogne del teatrino mediatico-propagantistico di Berlusconi e soci (aimè servi del padrone). Avanti, un solo rammarico, nell'appello del presidente Fini secondo me manca un pizzico di autocritica per non aver aperto un po' prima gli occhi,i segnali del malaffare e del degrado morale della politica dell'incapacità di dare avvio ad una stagione riformatrice vera e non menzognera erano evidenti da molto tempo; ma se siamo guariti dalla cecità o berlusconite soltanto adesso va bene lo stesso. Io sono un giovane uomo padre di tre figli e voglio che questo paese cambi.

Gli ascolti di Sky e La7 sono la miglior risposta ai berluscones. L'Italia ieri si è fermata ad ascoltare Fini e questo fa paura ai suoi detrattori. Vedere il Tg5 delle 20, dopo il servizio su Mirabello, intervistare Capezzone con alle spalle il sole (quando Fini stava parlando al buio...) dimostra tutte le difficoltà di una cerca destra. Quando poi sono passato al Tg1 ho visto il classico rovesciamento professionale. La notizia non era Fini e il suo intervento alla Nazione, ma il commento da parte di Cicchitto (in studio...) e di Gasparri (in collegamento diretto...). Questi signori si qualificano da sé, mentre Fini ha sparigliato il campo parlando agli italiani.

Chapeau Presidente Fini... Almirante sarebbe orgoglioso di Lei!

Grazie Signor Presidente ! Attendevo da tempo una presa di posizione. Il suo discorso di ieri mi ha riportato alle emozioni di un tempo, l'ho ascoltata con la stessa emozione che provai il 17/5/1980 a Firenze in Piazza Signoria, l'oratore era Almirante. Vada avanti Signor Presidente, sono con Lei. Uniamo il nostro Paese e proteggiamo i deboli. Viva l'Italia!

Grande Fini!!! Erano anni che aspettavo che qualcuno trovasse il coraggio di dire queste cose, di tornare a parlare di principi alti e di cose da fare senza darti l'impressione costante di volerti vendere qualcosa, ma dandoti al contrario la forte impressione di crederci, davvero e sino in fondo. Onore a Fini, onore a un uomo che gioca il tutto per tutto, consapevole di quanto sia alta la posta in gioco; che ha il CORAGGIO di sfidare il potere, quello vero, quello pesante, quello che intuisci che può ancora inventarsi di tutto contro di te; che ha provato per anni a costruire un grande movimento e che ha la forza di dirlo che il tentativo è fallito. Non lo so dove arriveremo. So solo, e purtroppo già da tempo, che così non si poteva andare più avanti e che questo passo era da fare. Che si torni allora a fare politica vera, a parlare di programmi, a coinvolgere la gente ormai rassegnata, ad appellarsi alla forza delle idee, della giustizia. Tu ieri hai trattenuto le lacrime dell'emozione, quando sei salito sul palco e hai visto che c'è ancora tanta gente che crede in te, che ti sostiene: sappi che quell'emozione e quelle lacrime le abbiamo avuti in tanti: non sei solo e non sarai MAI solo. Grazie Gianfranco. Viva l'ITALIA.

Ho visto e sentito integralmente il discorso di Fini, posso dire che lo Statista della destra italiane è Fini. Berlusoni politicamente è una nullità.

In Italia emerge solo lui, oramai. Probabilmente è l'unico politico degno di questo nome che abbiamo in Italia.

Senso dello Stato.(Nessuno come Fini,neanche Bertinotti,ha saputo difendere meglio le prerogative del Parlamento,(e di questo dovrebbe essergli per lo meno grato ogni singolo Deputato),rispetto ad un annichilimento perpetrato con metodo,verificatosi,con egual misura, solo negli anni più bui della nostra Storia Repubblicana. Visione realistica della situazione politica,sociale,morale del Paese, rispetto a illusorie,vanagloriose ed anche indecenti rappresentazioni di realtà virtuali a piene mani decantate da vassalli interessati del potere. Sbattuta di porte nei confronti di una evidente falsità ideologica rappresentata da un contenitore,il PDL,che si è mostrato l'esatto contrario di quanto si è propugnato agli esordi e nel quale,sicuramente,in tantissimi sono a disagio senza avere il coraggio di battersi per il suo cambiamento. FINI HA APERTO UNA NUOVA PAGINA CHE POTREBBE VERAMENTE RAPPRESENTARE QUELLA SVOLTA PER CUI GLI ITALIANI HANNO VOTATO MA RISPETTA ALLA QUALE SONO STATI VERAMENTE TRADITI.

Grazie al Presidente Fini, anche io come molti erano anni che aspettavo un discorso così, erano anni che aspettavo un certo tipo di destra, legale, liberale, europea. Ieri mi sono emozionato dopo anni che non ci credevo più, grazie al Presidente Fini che mi ha ridato fiducia, che mi ha ridato la voglia di crederci e di impegnarmi, che mi ha ridato prospettiva, cosa che avevo perso da troppo tempo. Ho sempre votato a destra, ho sempre votato per lui, tranne che negli ultimi anni, specie dopo la nascita del PDL, ho semsso di votare mi sono rassegnato, ma finalmente è tornata la speranza, grazie Presidente Fini!

Finalmente un discorso di un vero POLITICO (peccato che in Italia ve ne sono pochi),per una politica sempre più in declino. Lei caro Presidente è un avversario che merita rispetto da tutti gli italiani di qualsiasi credo politico. Grazie

al Direttore del SECOLO D'ITALIA deputato Perina Le ciedo cortesemente di inviarmi ll paragrafo dove offendeva l'ISLAM. deve sapere che io mi sono iscritto al MSI nel 1963 quando Lei Fini e i suoi attuali compagni avevate ancora i pannolini. Io ho vissuto nel MSI nel periodo peggiore della storia d'Italia rischiando la vita e non mi ricordo di aver mai visto Fini ma sua moglie ( non è ancora divorziato ) era in prima linea. In attesa distinti saluti.

Grazie presidente, mi hai ridato la speranza di credere ancora nella politca, in una politica sana, reale, costruttiva, che guarda avanti e racchiude in sè tutta l' italia e tutti gli italiani. Grazie per avermi ridato la gioia e la fierezza di credere ancora nella politica dei concetti e dei contenuti, la VERA POLITICA. Ora un consiglio: cambiamo la legge elettorale, facciamola sul modello francese, forma quel grande partito nazionale italiano e sfida apertamente Berlusconi; con il sistema francese al ballottaggio arriveresti tu contro Bderlusconi e niente ti toglierebbe la vittoria allora, perchè l' italia è stanca di bossi e berlusoni e non solo l' italia di sinistra..... il tempo di governare l' italia è arrivato; FORZA PRESIDENTE O ORA O MAI PIU'.

Era il discorso che mi aspettavo da tempo; soprattutto era necessario che Fini dopo anni di silenzio desse voce a quella gente onesta che crede nella destra dei valori. Perciò forza Gianfranco che il popolo di destra (quella destra pulita) è con te e con Futuro e libertà. Viva l'Italia e gli italiani.

Splendida l'ultima frase: "Se un uomo non è disposto a lottare per le prorie idee, o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui come uomo." Non so se Fini abbia detto che questa frase è di Ezra Pound: se non lo ha fatto, volete farlo voi? Nell'etica della nuova politica deve esserci anche il coraggio.

Il discorso di Fini è un insieme di luoghi comuni appartenente al chiacchericcio della politica. Meglio due pensioni che una, il lavoro per tutti. E chi non è daccordo con questi proclami? L'unico fatto reale è che Fini ed i suoi sergenti stanno affondando un governo di centrodestra per restituirlo alla sinistra, o ,meglio che vada, sta restituendo il governo del Paese ad una nuova DC perennemente alleata con il PD, in barba alla logica dell'alternanza ed al bipolarismo. Ma chi se ne importa, l'importante è mantenere posizioni di privilegio ed aver emancipato la propria immagine di post fascista ed erede di Almirante.

Fini a parlato di politica e da "Destra", gli altri continuano.... a guardare il dito.

IL discorso di Fini a mio avviso è stato molto convincente. Penso che in molti piangeranno nel PdL, e probabilmente in Padania si piangerà ancor di più. Mi riferisco a tutte le leggi preconfezionate dalla Lega da presentare a scatola chiusa per il bene della Padania. I leghisti i furbi e tutti gli altri italiani polli? Ma che simpatici questi leghisti. Si inventano uno stato che non c’è e pretendono pure di governarlo e poi magari per questioni di spazio e risorse conquisterebbero anche l’Italia per fondare la grande Padania? La fantascienza è davvero affascinante. Invito i leghisti a dare nuovamente uno sguardo alla storia d’Italia e magari anche, perché no, da quante generazioni sono effettivamente residenti al nord… Domanda: “Quanto sangue siciliano c’è nella famiglia di Bossi?” Sempre per rimanere in ambito di “fantapolitica”, e se diventassimo tutti leghisti? I presupposti ci sono… Sapete ho scoperto da poco che tutta l’Italia sta al nord geograficamnte dell’Africa… Dalla mia fantapolitica è tutto Cordiali saluti P.S: E’ giusto per sdrammatizzare questa situazione, idee concrete ne ho anch’io.

Non è chiaro,però,se Fini abbia semplicemente annunciato i suoi ordini,il che per uno che si lamenta della scarsa democrazia all'interno del PDL non sarebbe il massimo,oppure abbia comunicato le decisioni prese democraticamente e,evidentemente, all'unanimità insieme agli altri parlamentari del suo gruppo!

Da un uomo di sinistra un plauso al presidente Fini per il coraggio e la chiarezza delle sue idee. Vada avanti con determinazione ed avrà sicuramente l'appoggio di chi crede che la politica sia impegno personale, progetto e rifiuto di tutte quelle forme di corruzione e di servilismo che hanno ammorbato la vita civile del nostro Paese.

Ho ascolta dal primo all'ultimo minuto, senza annoiarmi e non accorgendomi del tempo che passava. Ed è stata la prima volta nella mia vita che non mi sono annoiata, non ho spento il televisore, non ho abbassato il volume, ma ho ASCOLTATO e CAPITO. Chissà perché, invece, molti hanno udito solo le voci della loro testa (?) e frainteso tutto. Grazie Presidente.

quanti colonnelli avrebbero voluto dire quello che ha detto Fini,se si torna a votare voto sicuramente Fini,ma qualcuno ha visto la faccia di Fede mentre parlava Fini? ci mancava solo che si mettesse a piangere! che pena. forza gianfranco,l'imperatore e' in ginocchio

Caro Gianfranco, la tua scelta rappresenta un'alternativa preziosa. Il discorso di Mirabello corona questa scelta e illustra, anche ai più distratti, un percorso preciso, responsabile. Lo fa in un momento di crisi profonda della politica italiana, in questa fase che qualcuno ha definito post-democrazia, dove i cittadini, e soprattutto i giovani di oggi, si sentono poco rappresentati e impotenti, fi fronte alle scelte che qualcuno lontano da loro fa quotidianamente. Sfiducia nella politica che si manifesta, a maggior ragione, se la sinistra latita e soprattutto se il berlusconismo mostra i suoi lati meno condivisibili. Anche da un elettore di centro-destra. A te va il grande merito di aver raccolto questi malumori, queste sfumature non trascurabili, con molta intelligenza e lungimiranza. La tua scelta sarà capace di colmare il vuoto di consenso che si sta creando nella maggioranza. Perchè ha il grande merito di avere una dimensione europea, illuminata, poichè è in grado di parlare ad una pluralità di soggetti e di realtà diverse, in nome dell'unità e di quell'orgoglio nazionale che invidiamo a tanti paesi europei. L'immigrato onesto deve avere la possibilità di integrarsi, di dare il suo contributo al paese, di affermarsi e partecipare, così come i giovani di oggi hanno il sacrosanto diritto di sentire che anche a loro viene data prospettiva e fiducia nel Futuro. Oggi non basta più l'onestà, la lealtà...i titoli di studio...quello che si percepisce è che vincono solo i "furbetti" del quartierino. E basta con lo scontro politico "a priori": il paese esige riforme ed è giusto che le cose giuste possano essere fatte insieme, anche all'opposizione. E allora Viva chi si appella al senso civico, al rispetto delle regole e al rispetto delle istituzioni. Grazie Gianfranco!

Io penso che Gianfranco Fini sia oggi l'uomo politico Italiano di spessore che rappresenta l'Italia tutta intera e gli Italiani Uniti. Dispiace pensare che tra i colonelli che non hanno funzionato c'è ne sia qualcuno di questa terra di Sicilia. E' importante per noi popolo e cittadini sapere che abbiamo un politico con una coscienza e una identità. Buon Lavoro, auguri, nella speranza che ella, Presidente Fini, non abbia a stancarsi a spendersi per gli Italiani e per l'Italia.

Finalmente, ieri si è visto e sentito parlare,chi è veramente un GRANDE LEADER!!!Questi,NON E' ALTRO che GIANFRANCO FINI!!! Finalmente,ieri ho potuto veramente e,finalmente,ascoltare PAROLE E PROGRAMMI DI VERA DESTRA,la NOSTRA DESTRA che si stava perdendo col predellino!!! Finalmente,ad ascoltare il Nostro FINI,c'erano persone con la "P" maiuscola,ma soprattutto tantissimi giovani che,NON potevano e NON possono seguire gli ex ex ex Colonnelli ed il LORO NUOVO GENERALE:BERLUSCONI!!! Quest'ultimi, sono i veri sacrosanti BRUTI,basta sentire ieri sera GASPARRI ed oggi leggerne,assieme a quelle di LA RUSSA ed ALEMANNO,le relative interviste rese ai media.Mai,hanno sentito l'Amore,l'ORGOGLIO dei VALORI di DESTRA e,se ne sono stati,SOLO per loro tornaconto,per arrivare dove oggi,per SFORTUNA DELL'ITALIA,SONO!!!! E con loro,tutti quelli che AMANO SOLO IL misero PORTAFOGLIO,ma MISERI AI PIU',ESSI SARANNO!!!

Un grande personaggio, un chiaro discorso che la gente onesta si aspettava di sentire da tempo. Il popolo della destra dei valori nazionali è con Fini. Forza dunque vai avanti.

Ho voluto presenziare di persona, dopo anni di assenza personale da manifestazioni politiche. Ho criticato in passato spesso aspramente e con livore Fini. Volevo essere tuttavia presente per dare forza e partecipazione, comunque fossero i contenuti del discorso che avrei ascoltato, a chi sta sostenendo un'autentica battaglia in nome di un'Italia diversa. Mi è piaciuto vedere tanti altri, facce sane, Italiani autentici ed anche qualche straniero: tutti eravamo lì, penso, per fare capire che c'è un'Italia che ci crede ancora. Sono tornato a casa da Mirabello contento. Ma il discorso di ieri può essere importante se e solo se sarà il punto di partenza di un'esperienza politica nuova, movimentista e ricca di contenuti e che sappia rispettare il contributo di ognuno. Deve sorgere una forza patriottica e nazionale, moderata ma decisa, che guardi al futuro. Spero solo che tale forza non si faccia imbrigliare dal trasformismo parlamentare e che sappia produrre contenuti innovativi e, perché no, rivoluzionari. Sono fiero, ripeto, di aver partecipato ieri: era il minimo che poteva fare qualsiasi cittadino avesse a cuore la libertà e la dignità personale. Al di là di ogni errore politico ed umano che possa aver fatto Gianfranco Fini. Ci hanno bombardato per decenni parlandoci di Giacomo Matteotti, ucciso involontariamente a cinque anni da una guerra che aveva fatto 650.000 morti, in un periodo in cui l'omicidio politico era diffuso, in cui esistevano ancora duello e delitto d'onore...e, in questa estate, abbiamo assistito ad un assalto mediatico di un giornale di proprietà dei Berlusconi, vomitevole e violento, diffamatorio e personalistico, che se rapportato al delitto Matteotti, ne offusca la gravità. Sempre che l'Italia del 2010 sia un paese diverso dall'Italia del 1924: o no?...

Grande Fini! Sei nuovamente tutti noi!

Grazie Presidente, finalmente possiamo tornare a credere nella politica, nella politica alta, nella politica vera. Ci fai respirare l'aria fresca che hanno fatto respirare all'Italia i nostri padri costituenti. Vai avanti sereno, le tue sono buone idee, e tu un bravo uomo! Non lasciarti intimorire dallo squadrismo di chi ti vuole fuori gioco. ma tu sei forte e queste cose non serve dirtele, sono il tuo credo!

SINCERAMENTE A ME FINI PIACE, MI SONO PIACIUTE LE COSE DI DESTRA A CUI HA FATTO RIFERIMENTO, L'UNICA COSA PERCHE' NON SI E' SVEGLIATO PRIMA'

FORZA PRESIDENTE!!!!! Il mio pensiero si allinea perfettamente alla frase conclusiva del suo discorso "in nome di un centrodestra autenticamente liberale, nazionale, riformatore, sociale, europeo" - Il popolo del centro destra non può essere quello dell'attuale Partito di Berlusconi (composto da ex socialisti, radicali ecc. ecc.) il popolo del centro destra è quello che un tempo si identificava in ALLEANZA NAZIONALE

Condivido in pieno il discorso del prsidente Fini, tranne il lodo alfano. Se la legge è uguale per tutti è così che deve essere. Non vorrei che si comincia dal premier per finire ai consiglieri comunali. Su questo argomento specifico non darò mai il mio consenso. Enzo

VOLEVO SCRIVERE UN COMMENTO ANCH'IO: MA A CHE SERVE? AMAVO DEFINIRMI UN FINIANO DI FERRO, MA ORA NON CONSIDERO PIU' FINI UN POLITICO MA UNO CHE SA FARE SOLO COMIZI. CHE FINE PER FINI: FINIRE DI DARE RAGIONE ALLA SINISTRA PER TENTARE DISPIEGARE IL SUO COMPORTAMENTO. COME E' ARRIVATO A ESSERE IL CAPO DI A.N.? ALMIRANTE SI STARA' RIGIRANDO NELLA TOMBA. FINI ALLA FINE SI E' DIMOSTRATO UNO CHE NON SA FARE GLI INTERESSI DELL' ITALIA. ORA RIPARLA DI DESTRA: MA NON AVEVA RINNEGATO IL NOSTRO PERCORSO STORICO-POLITICO? TROPPO COMODO CHIEDERE DI NUOVO DI SEGUIRLO, SE NE VADI TRA LE BRACCIA DELLA BINDI.

BERLUSCONI HA SBAGLIATO TUTTO, DICE FINI. UNA COSA PER0' BERLUSCONI HA INDOVINATO: QUANDO HA FATTO ELEGGERE FINI A PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI; NE CONVIENE ANCHE FINI, INFATTI NON SI VUOLE DIMETTERE. SE IL PDL, DICE FINI, NON ESISTE PIU', NON E' GIUSTO CHE ORA IL PRESIDENTE DELLA CAMERA VENGA ELETTO DAI GRUPPI PARLAMENTARI DEI PARTITI CHE ANCORA POSSONO CERTIFICARE LA LORO ESISTENZA IN VITA?

provengo dalla sinistra nella quale "ora " nn mi riconosco più, perciò ho rilevato nelle sue parole un ottimismo politico per una nuova strada ! noi elettori abbiamo bisogno di sincerità e dignità da coloro che eleggiamo e nei contenuti spero di aver intravisto un futuro politico che considererà la sua base. il vuoto partitico, l'indefferenza e l'arroganza di politici nel voler tenere il "cadreghino" fregandosene di noi appena sono eletti, mi porta a considerare il suo discorso come "il nuovo" e mi associo ad altri lettori dicendo "nn ci deluda" , ma faccia in modo di riavvicinare la politica ed i politici alla base! sono di sinistra, ma auguri Gianfranco!

Come uomo di sinistra, secondo i canoni del berlusconismo, avrei dovuto fare critica a prescindere al discorso di Fini, ma come uomo onesto e principalmente LIBERO non posso che essere felice che in Italia vi siano ancora persone ed inannzitutto politici del suo calibro, magari la sinistra li avesse. Credo incondizionatamente alla buona fede di Fini ed alle sue parole, la possibilità di esprimere il proprio pensiero anche in dissenso con quello del partito di appartenenza non è solo sintomo di coraggio, ma principalmente di intelligenza e di senso di democrazia, lasciamo alle spalle chi di destra o di sinistra ha come unico scopo la omologazione per il conseguimento dei propri interessi, diamo invece spazio a coloro che nelle loro scelte privilegiano l'interesse del paese a prescindere.

L'ho seguito in diretta,Fini un vero statista, Un POLITICO vero che riconosce e rispetta tutte le istituzioni, al contrario di chi è convinto di possedere L'azienda Italia e gli italiani come sudditi e di poter disporre del potere legislativo, esecutivo e giurisdizionale in barba alla Costituzione. Caro Gianfranco Ti ringrazio per come che fai portare rispetto alla nostra ITALIA, unica ed indivisibile, che dire....il tuo discorso mi ha emozionato, come sempre sei stato netto, deciso e realista... semplicemente GRANDIOSO.

Il discorso di Fini e le ragioni del suo intervento credo di riunirle in due passi che ritemgo principali, quando dice : "Di fatto, un atto profondamente illiberale che nulla ha a che spartire con il pluralismo proprio di un partito liberale. Un atto, non ho difficoltà a dirlo, che forse è stato ispirato da quel libro nero del comunismo che ci fu regalato al congresso di An, un atto in perfetto stile stalinista. ..... ......E se non fossi stato espulso dal Pdl avrei detto quello che dico adesso: quello di Gheddafi a Roma, un personaggio che non ha nulla da insegnarci, è stato uno spettacolo indecoroso. Da ex ministro degli Esteri conosco le ragioni della realpolitik,........ . Ma questo non può portare a una sorta di genuflessione. Un partito che si isprira all'Amore dovrebbe trovare ispirazione da altri sostantivi perchè quella parola abbia un senso: LIBERTA, GIUSTIZIA, RISPETTO , TOLLERANZA e non ultima DIGNITA' quella che genuflettendosi qualcuno non ha avuto.

finalmente! basta col partito azienda, ghe pensi mi,palazzo grazioli invece del parlamento. Gli avvocati del premier tutti deputati, le sue escort, tutto come un califfo, mancano le 99 frustate ma di questo passo o lo fermiamo o ci arriveremo

Ho visto l'intervento del presidente Fini e ,a malincuore, affermo che ho intravisto un barlume di speranza solo in tema di politica estera e di coinvolgimento alla vita politica. Lodevole da parte sua ,e sinceramente apprezzatoa da gran parte degli italiani, la presa di posizioni sulle esternazioni e gli atteggiamenti del rais libico. Grazie per aver difeso l'onore d'Italia. Il resto però si stabilizza sugli standard di una politica di bassa lega, di una politica-bagaglino da show televisivo. Un grande uomo politico,un grande statista sa guardare avanti,ma anche fare un passo indietro per non cadere nel baratro. Gli italiani hanno bocciato il bipartitismo, non il maggioritario, e il crescente consenso di formazioni giustizialiste e pseudoscissioniste ne è la prova. Siamo l'Italia,con i nostri pregi e i nostri difetti, e non ha senso importare forme di stato e sistemi di governo dall'estero. Abbiamo il dovere prima che il diritto di elaborare sistemi,anche originali, ma compatibili al popolo italiano. Mi auguro che il presidente Fini abbia la forza e l'umiltà di ricostituire un consenso popolare permeato da un lato da valori patriottici e dall'altro dal pragmatismo interventista, ma mai dall'opportunismo. Altresì mi auguro che questa forza politica favorisca l'ingresso di nuove leve capaci che si mettano al servizio del Paese e non, come si vede a tutti i livelli, di giovani agnelli tra i lupi. La storia insegna che circondarsi di collaboratori capaci paga sempre, anche se può portare a conflitti con il proprio ego. Non mi considero un nostalgico,anche per questioni anagrafiche. Un giovane italiano

Ho visto l'intervento del presidente Fini e ,a malincuore, affermo che ho intravisto un barlume di speranza solo in tema di politica estera e di coinvolgimento alla vita politica. Lodevole da parte sua, e sinceramente apprezzata da gran parte degli italiani, la sua condanna verso le umilianti esternazioni del libico. Grazie per aver difeso l'onore d'Italia. Il resto però si stabilizza sugli standard di una politica di bassa lega, di una politica-bagaglino da show televisivo. Un grande uomo politico,un grande statista sa guardare avanti,ma anche fare un passo indietro per non cadere nel baratro. Gli italiani hanno bocciato il bipartitismo, non il maggioritario, e il crescente consenso di formazioni giustizialiste e pseudoscissioniste ne è la prova. Siamo l'Italia,con i nostri pregi e i nostri difetti, e non ha senso importare forme di stato e sistemi di governo dall'estero. Abbiamo il dovere prima che il diritto di elaborare sistemi,anche originali, ma compatibili al nostro popolo e alla nostra storia. Mi auguro che il presidente Fini abbia la forza e l'umiltà di ricostituire un consenso popolare permeato da un lato da valori patriottici e dall'altro dal pragmatismo interventista, ma mai dall'opportunismo. Altresì mi auguro che questa forza politica favorisca l'ingresso di nuove leve capaci che si mettano al servizio del Paese e non, come si vede a tutti i livelli, di giovani agnelli tra i lupi. La storia insegna che circondarsi di collaboratori capaci paga sempre, anche se può portare a conflitti con il proprio ego. Non mi considero un nostalgico,anche per questioni anagrafiche. Un giovane italiano

VOLEVO SCRIVERE UN COMMENTO ANCH'IO: MA A CHE SERVE? AMAVO DEFINIRMI UN FINIANO DI FERRO, MA ORA NON CONSIDERO PIU' FINI UN POLITICO MA UNO CHE SA FARE SOLO COMIZI. CHE FINE PER FINI: FINIRE DI DARE RAGIONE ALLA SINISTRA PER TENTARE DISPIEGARE IL SUO COMPORTAMENTO. COME E' ARRIVATO A ESSERE IL CAPO DI A.N.? ALMIRANTE SI STARA' RIGIRANDO NELLA TOMBA. FINI ALLA FINE SI E' DIMOSTRATO UNO CHE NON SA FARE GLI INTERESSI DELL' ITALIA. ORA RIPARLA DI DESTRA: MA NON AVEVA RINNEGATO IL NOSTRO PERCORSO STORICO-POLITICO? TROPPO COMODO CHIEDERE DI NUOVO DI SEGUIRLO, SE NE VADI TRA LE BRACCIA DELLA BINDI.

Finalmente Fini ha fatto un realistico quanto impietoso ritratto dei suoi ex alleati e del loro "padrone". Stupisce solo il finale di tutto il ragionamento :"Riconosciamo Berlusconi come leader,non ce ne andiamo e voteremo compatti con loro"!

Ho visto l'intervento del presidente Fini e ,a malincuore, affermo che ho intravisto un barlume di speranza solo in tema di politica estera e di coinvolgimento alla vita politica. Lodevole da parte sua e sinceramente apprezzato da gran parte degli italiani. Grazie per aver difeso l'onore d'Italia. Il resto però si stabilizza sugli standard di una politica di bassa lega, di una politica-bagaglino da show televisivo. Un grande uomo politico,un grande statista sa guardare avanti,ma anche fare un passo indietro per non cadere nel baratro. Gli italiani hanno bocciato il bipartitismo, non il maggioritario, e il crescente consenso di formazioni giustizialiste e pseudoscissioniste ne è la prova. Siamo l'Italia,con i nostri pregi e i nostri difetti, e non ha senso importare forme di stato e sistemi di governo dall'estero. Abbiamo il dovere prima che il diritto di elaborare sistemi,anche originali, ma compatibili al popolo italiano. Mi auguro che il presidente Fini abbia la forza e l'umiltà di ricostituire un consenso popolare permeato da un lato da valori patriottici e dall'altro dal pragmatismo interventista, ma mai dall'opportunismo. Altresì mi auguro che questa forza politica favorisca l'ingresso di nuove leve capaci che si mettano al servizio del Paese e non, come si vede a tutti i livelli, di giovani agnelli tra i lupi. La storia insegna che circondarsi di collaboratori capaci paga sempre, anche se può portare a conflitti con il proprio ego. Non mi considero un nostalgico,anche per questioni anagrafiche. Un giovane italiano

Finalmente ho sentito un discorso da Destra vera, da Destra Nazionale basato su principi e valori e non su slogan o su diktat. Di questo ringrazio Fini e coloro che lo stanno seguendo ed appoggiando per creare il futuro di una Destra credibile e non solamente mercantile ed autoreferenziale come nelle abitudini del Partito azienda di Berlusconi. Un leader deve saper governare e non solo comandare o comprare il consenso. E se dal discorso di Mirabello così denso di emozioni e pieno di passione e pienamente condivisibile nascerà un Partito, il mio voto ed il mio sostegno andranno nuovamente a quel Partito.

Grazie Presidente! Era da quando avevo 17 anni che non provavo emozioni politiche. Questa è la nuova destra. Una destra che non ha bisogno di sdoganatori. Una destra che può presentarsi in qualsiasi ambiente e parlare di politica. Una destra al passo coi tempi. Con radici storiche molto forti e proiezioni all'avanguardia. Una destra rivoluzionaria, come lo è la nostra storia, che ci permette di sognare ancora, che ci fa trovare ancora la voglia di fare politica.

Buongiorno, Saluto l'alba di un Italia finalmente DEBERLUSCONIZZATA. Grande discorso di alto profilo politico, morale, sociale, Grazie Presidente.

Grazie Gianfranco, finalmente ritrovo la mia identità politica.

Discorso chiarissimo adesso si vedrà quali sono i politici che ti daranno addosso non temere è normale per molti abituati a vivere di rendita politica a non voler cambiare l'andazzo che gli fa comodo abituati come sono ad avere un padrone e che anche in democrazia vogliono essere osannati come protettori di un popolo di sudditi ho sempre sentito dire che il popolo è sovrano ma nei fatti è calpestato dall'arroganza proprio da chi dovrebbe onorarlo ma per ciò bisogna essere veri Onorevoli

io sono un MISSINO, non capisco come fa FINI a parlare di valori quando ha distrutto IL MOVIMENTO SOCIALE per formare quel calderone di AN per poi prostituirsi al PDL che gli ha dato il ben servito. PRESIDENTE avresti bisogno dei missini puri ma ci hai tradito e venduto. non potrò mai dimenticare FIUGGI. Io dopo Fiuggi non voto più Lei a buttato a Mare gli ideali ai quali si vuole aggrappare ora, Lei dice basta alla continua campagna elettorale; giusto, ma il suo discorso che cosa è stato. ???? io odio politicamente Berlusconi ma lei Egr. Onorevole Presidente,Sempre politicamente ha avuto ciò che meritava, e ne sono contento.

Chiedo scusa se disturbo, in fondo io son un "intruso" perchè elettore di sinistra, di Nichi Vendola per precisione. Ma volevo dire che ieri il Presidente Fini mi ha molto emozionato: son felice che abbia preso le distanze dal Joker e abbia rivendicato un'Idea di Destra diversa.

Nella palude in cui l'Italia stava lentamente scivolando, finalmente un Discorso Politico che riaccende la speranza. Erano anni che non sentivo un Uomo Politico parlare come Fini (mi sono persino commosso) ... Bravo, bravissimo Fini!

Era ora. Non se ne poteva piu' della politica disegnata dai tecnici di Publitalia e alle cafonate di quel bavoso del nord. Non ho mai creduto al piazzista di turno. Specialmente da quando Montanelli fu silurato dal SUO giornale; mi spiazzo' quando Fini non raccolse l'analisi del vecchio saggio Italiano. E' da allora che non voto. Ci fu molto opportunismo politico e cattiva regia. Ora bisogna ricominciare da Zero. Ricostruire una destra Europea ma comunicare alle menti degli Italiani che non erano a Mirabello sara' cosa ardua. La maggior parte delle TV e' con l'accozzaglia del PDL. L'informazione e' da tanti anni distorta ed inesatta. Nonostante tutto gli Italiani liberali e laici torneranno al voto con Fini perche' l'alternativa a sinistra non esiste e il PDL e' da sempre la Fininvest in politica. Accorciamoci la maniche e ricomiciamo.

Grande discorso, grande Fini,grande carellata,discorsi ordinati, cronologia perfetta.La mia buona fede, mi porta a concludere quanto sia stata evidente, in questi anni, l'evoluzione del signor Fini. Non posso davvero pensare che il tutto sia speculativo,fatto di retorica gratuita o esibizione altisonante. Mai avrei potuto immaginare che fosse un componente principale del PDL a mettere in riga il coofondatore che ha sempre agito al di sopra delle righe. Signor Fini, verrà ricordato negli annali come colui che è riuscito a smantellare il potere assoluto di Berlusconi sostenuto da quel carrozzone di servi.Ed io,che ho sempre votato a sinistra, sono pronta a votarla poiché ascoltandola e percependo il pensiero che oggi la anima,meravigliandomi,lo condivido in ogni sua forma Ad maiora Signor Fini ! Grazie marcella de giacometti

discorso chiaro e dettagliato, come solo un cavallo di razza della politica poteva fare! Ma dietro l'Almirantiana eloquentia dove ci si colloca? Credo (e spero) che si riproponga L'AUTENTICA DESTRA e che, senza Fini il pdl si definisca SOLO CENTRO o solo ...Fininvest! L'occupazione di uno spazio politico che era stato svenduto, dà dignità al popolo di destra (ho visto le lacrime negli occhi del Grande Mirko Tremaglia e mi sono identificato nell'orgoglio ritrovato!).Adesso andiamo avanti ed appoggiamo il programma elettorale presentato, ricordando però ciò che è stato detto: "NO a LEGGI ad PERSONAM, NO ALLE PROVINCIE, NO AD UN FEDERALISMO ESASPERATO e NON SOLIDALE, SI a leggi di riforma SOCIALE e FISCALE,SI alla DIFESA della MAGISTRATURA tanto vilipesa da chi della FRODE ne fa uno scopo di vita, SI ad un PARLAMENTO (e soprattutto ministri e sottosegretari) NON INQUISITI. Se si MANTERRANNO queste promesse, ritengo, la dignità del POPOLO Italiano sia all'interno che nel mondo possa ritornare ai VALORI dei nostri avi, senò torneremo alla delusione ed al disprezzo per la politica!

Grazie Presidente ! Primo perchè ho vinto una scommessa fatta 2 anni e 1/2 fa quando previdi questo momento con gli scettici di destra e di sinistra ! con quella legge elettorale e la debacle della sinistra, predissi che il freno allo strapotere di Berlusconi e Bossi poteva venire solo dall'interno con una operazione "Walkiria" e, credo, che ad un politico della tua stazza,un'analisi del genere non poteva sfuggire. Ora creiamo (e non rifondiamo) il futuro; il Re è ormai nudo, e la monarchia (non costuzionale come quella dell'unità d'Italia) ma assoluta alla Luigi XV non può albergare nella Repubbliga italiana. Non preoccupiamoci delle armi dei media berlusconiani, anzi,visto come si stanno comportando nelle ultime ore (vedi i programmi di approfondimento trasmessi da LA7 e Rai news) dobbiamo ringraziarli. I generali, se sono anche leaders hanno l'obbligo di cambiare bandiera se questo serve per salvare il proprio popolo, i colonnelli e i capitani, se lo fanno per il proprio tornaconto, sono Lanzichenecchi al soldo di tutte le bandiere! ancora grazie.

ma fini non parla della casa di montecarlo parla solo di quello che fa comodo a lui dice che nel pdl berlusconi è il padrone a sentire i suoi quando era segretario del msi e poi di an il padrone era lui non era ammessa la discussione le sue idee erano sacre chi non rispettava le sue idee è stato cacciato comunque il suo obiettivo era quello di fondare il pdl e poi assumerne il controllo ma gli è andata male giuste le parole di la russa "il generale che abbandona la truppa"

Stefano, il Lodo Alfano funge da scudo temporaneo, consente al Berlusca di continuare a governare senza dover essere costretto a seguire le sue vicende giudiziarie e difendersi dalle accuse che gli vengono rivolte, giuste o ingiuste che siano, durante il suo incarico di Presidente del consiglio. Gli effetti del lodo non sono la prescrizione e quindi l'estinzione del processo il quale invece viene solo sospeso x rimettersi in moto dal giorno in cui Berlusconi non ricoprira' piu' quell'incarico. Tecnicamente non puo' dirsi una legge ad personam in quanto esso viene concepito come provvedimento che tutela la funzione di chiunque occupi tale carica e cio' varra' anche x il futuro. Un simile provvedimento esiste anche in altre democrazie occidentali. E', questa del lodo, l'unica concessione che si fa all'eccellente imputato futuro. Berlusconi sappia che la sua dorata pensione dovra' trascorrerla a difendersi in tribunale cosi' come accade a tutti i cittadini normali.

Cari camerati si torna orgogliosamente nelle fogne. Fini rappresentante di una destra liberale moderna, ma per favore ...!! Ieri il richiamo era quello dei camerati legati alla fiamma , era quello di coloro che vedendo il proprio duce cadente, si ritrovano orgogliosi attorno ad esso, una sindrome dei ragazzi di Salò, come coloro che già espulsi dal partito perchè contrari all'alleanza con i tedeschi ed alla scelta razzista, comunque scelsero con il cuore e si ricongiunsero al duce consapevoli della sconfitta. A Mirabello il collante è stata la fiamma ed il ricordo delle battaglie dal ghetto. Il campione della nuova destra per i sinistri di oggi al primo titolo di Repubblica nella prossima campagna elettorale tornerà ad essere il neofascita accompagnato da chi fascista lo è stato sul serio vedi Mirko Tremaglia, e tranquilli tornerà ad essere l'impresentabile amico di Le Pen. Il popolo dei moderati si ritroverà un PDL senza Berlusconi votato alla sconfitta. Ed allora tutti a cercare una nuova DC che sarà perennemente alleata alla sinistra,e così addio alla logica bipolare e bipartitica e all'alternanza programmatica. Tutti uniti nel potere , tutti vincitori alle elezioni, tutti sicuri di non perdere più le posizione di privilegio, grazie ai ragazzi che son voluti tornare nelle fogne.

Fini siamo Noi.Nelle sue parole si rispecchiano sia gli intellettuali ,stufi delle volgarità della lega e del presidente del consiglio ,sia la gente comune .Le sue idee ci entusiasmano ,un nuovo orizzonte ,una nuova rivoluzione di sani principi e di moralità indispensabili per salvare l'Italia!

Il discorso forte e denso di contenuti di Fini e' esattamente quello che la parte migliore del Paese aspettava da molto tempo : una nuova linea politica,degna di questo nome e la denuncia delle sconcezze del regime , che purtroppo non e' una prerogativa del solo Berlusconi, ma riguarda ampie zone della politica italiana di destra e di sinistra. Insistendo su questa strada Fini puo' cambiare il Paese, che non aspetta altro.

Una prima e veloce osservazione sul discorso del presidente Fini. Spero che il popolo della destra abbia colto la grande differenza di cultura politica( le proprie origini) che passa tra il signorotto lombardo ed il Presidente Fini che nel riconoscere giustamente un'azione di governo volta al contenimento alla spesa pubblica in tempo di grande crisi ne ha contemporaneamente criticato i criteri usati per i tagli. Sono ingiusti e barbari perchè colpiscono le fasce deboli e precarie della popolazione (famiglie e giovani),non certo quella fascia privilegiata di riferimento berlusconiano,e determinano un disvalore per importanti attività sociali e culturali che non costituiscono un di più ma,ad esempio,sono parte importante a sostegno di un turismo culturale (nazionale ed internaionale)legato alle città ed ai luoghi d'arte di cui può copiosamente godere tutta l'Italia.

Finalmente! Ma dove sei stato tutto questo tempo? C'era bisogno di abbandonare le tue Navi per entrare nel PDL? A sentitrti così, mio caro "Presidente" mi son venuti i brividi sulla pelle. Ho rivisto quel Fini che tutti avevamo conosciuto ma che non avevamo più ritrovato. Viva Dio che siano arrivate le tue parole di ieri, ma il rammarico del "perchè non prima" resta. Viva l'Italia! Viva Futuro e Libertà! Riccardo

Confesso che il discorso mi ha emozionato. Un discorso da statista. Occupiamoci adesso tutti dei tanti problemi dell' Italia, di tempo se ne é perso anche troppo, per le questioni personali del Cavaliere.

Una riflessione sulla frase ..."non possiamo rientrare in un partito che non c'è.." ... ma come è possibile allora fare un patto di fine legislatura con il nulla ? Mi sembra estremamente contadditorio, per carità frase ad effetto ... ma, come solo "chiacchiere e distintivo". Il resto del discorso lo sintetizzo nella inclinazione alla mimesi di Fini che già fu la rovina di AN. In AN, dopo 40 anni di battaglie missine, liberisti, liberali, filoamericani, democratici ed alla fine pure antifascisti ... per carità legittimo cambiare opinione ... ma sulle quelle posizioni c'erano persone da decenni ... e perchè l'elettorato avrebbe dovuto premiare chi dopo 40 anni di saluti romani scopriva l'antifascismo ? Perchè avrebbe dovuto premiare chi storicamente è stato sempre vicino alle estreme destre europee e poi si scopre popolare europeo ? Se devo votare voto gli originali .... ...e Fini si ripete .... Nel suo lungo discorso ha detto tante cose condivisibili, ma una domanda si impone ...lui dov'era ??? Il discorso di Fini sarebbe stato coerente pronunciato ... da Montezemolo... entro in pooitica perchè quello che vedo non mi piace ... ma non è credibile nella bocca di Fini ..quello che vede e dhe non gli piace ... lui ha contribuito fattivamente a crearlo. Nella più benevola delle ipotesi il discorso di Fini può essere sintetizzato nella frase ...Fini scopre che Casini aveva ragione ... e quindi se devo votare voto chi aveva capito non chi ha capito in ritardo .. o meglio, una volta praticamente defenestrato, ha detto che aveva capito ...

E' stato un grande discorso degno di un grande leader che si e' finalmente assunto l'onere e l'onore di fondare anche in Italia una Destra autenticamente democratica e liberale, la Destra del patriottismo costituzionale, della solidarieta' sociale e della meritocrazia, una destra moderna che guarda ai problemi e alle grandi questioni di questa nostra epoca. E' un grande movimento proiettato nel futuro, un futuro in cui non puo' esserci posto per le prepotenze o le vanita' e vacuita' populiste del berlusconismo disfatto e condannato a un tramonto ignominioso. Ricordo al vecchio finiano che Fini e' stato brutalmente estromesso dall'arrogante e rancoroso Berlusconi proprio x aver criticato in varie occasioni sia la gestione del partito che alcune politiche del governo, comunque nel MSI prima e in AN poi c'era molta piu' democrazia interna, cerano le correnti e il confronto delle idee, chi se ne ando' come Rauti (non si riconosceva nel progetto di AN) e Storace (disse no al PDL) lo fece spontaneamente. Altro che dispotismo finiano! le cose dille tutte o taci!

Discorso alto, nobile, pieno di idee di valore,sono tornato col cuore a ricordare Almirante, ma...che delusione il passaggio sul sostegno al lodo Alfano, o comunque a qualche forma sospensiva dei processi al capo dell'esecutivo. Continuiamo ad usare le vie di mezzo,i cerchiobottismi mascherati da ragioni ideali, i tatticismi da real-politik sui quali Fini ha sostenuto per sedici anni un delinquente? Capisco che questo discorso sulla sospensione dei processi voglia essere un tentativo,(ipocrita), di dare un senso una logica ed una coerenza alle porcherie che abbiamo dovuto ingoiare sinora, ma così non si convincono le persone, soprattutto i dubbiosi come me sulla genuinità della recente "presa di coscienza" di Fini e dei finiani. Poteva almeno evitare di parlarne,altro che mea culpa sulla legge elettorale...

Fini ha detto esattamente buona parte delle cose che avrei voluto sentire da Bersani... che razza di politica è! Bravo Fini

grande continua così hai restituito credibilità alla destra moderna, non tornare indietro siamo tutti con te. grazie Gianfranco.

Sono d'accordo con Giuseppe vecchio Finiano. Io ho pure rischiato le botte a Bologna per stare vicino e difendere l'On Fini, l'uomo per il quale andavamo in giro a parlare di antifascimo, perchè così aveva deciso. E noi dietro.. lui che parla di cesarismo di Berlusconi e negava ad An qualsiasi congresso, che chiudeva i circoli che non gli piacevano, che faceva e disponeva del partito come voleva. Lui che parla di legalità, come se nel suo partito (partitino) fossero tutte vergini con le vestali bianche. C'è modo e modo di affrontare le cose che non vanno, non aprire una crisi all'indomani di un successo elettorale come le regionali, successo soprattutto della lega, ma la colpa è solo sua, e di chi lo circonda, mica di altri, se la sua bella destra continua da mesi a perdere a scapito della lega. E' dalla scorsa estate che l'On Fini attacca il governo, altro che collaborazione leale di un fondatore. Sembra che lui e i suoi siano stati sulla luna per mesi, roba da pazzi. E allora sapete che c'è? ciao ciao, andate pure a fare una nuova destra che sa tanto di sinistra annacquata, divertitevi. Giuseppe resta con il PDL. Fra qualche anno rideremo di questi voltagabbana. Rosario, non ci sperare, alla fine diranno che la colpa è solo di Berlusconi, ma saranno inaffidabili i FLI, eccome... pensaci un attimo... quanti bastoni metteranno fra le ruote del governo? Come pensi sia possibile andare avanti bene (nonostante questa legislatura fosse partita molto bene) dopo il discorso di MIrabello? Come è possibile andare avanti se il co-fondatore (come si definisce) di un'alleanza parla beatamente di leggi at personam, quasi avesse sopportato tutto questo per anni? ps: andate a rileggervi qualche discorso dell'On. Fini anche di 15 anni fa , anzi forse ne bastano 10, senza andare alle dichiarazioni che il "nostro" faceva sul fascismo del 2000 (altra roba da pazzi)... Poi capirete tante cose...

Buongiorno a tutti. Non sono un elettore del centrodestra, ma intervengo in questi commenti per dichiarare la mia stima per il presidente fini e per chi, come lui, ha fatto determinate scelte. Per l'italia è un bene, grazie fini. Isabella

Fini è stato alquanto duro nei confronti di quei 2/3 di ex compagni di AN che hanno scelto di stare con Berlusconi. A questo punto,i Berlusconiani sono degli zerbini,gli ex AN sono degli opportunisti, la Lega...meglio non parlarne! Chi sta con Fini? E dove pensa di pescare voti?

finalmente.ha battuto un colpo.......un discorso di alto profilo.un discorso finalmente politco...... condanno FINI x aver smantellato AN ,in quanto ha lasciato me (e credo molti come me) orfani di un partito di grandi tradizioni.sono un ex elettore del MSI prima e di AN dopo,immagini come mi son sentito il giorno della fusione con forza italia.......semplicemente un orfano della politica.......mi son trovato da una destra sociale ad un partito pseudoaffaristico....... bentornato Gianfranco

Apprezzabile e degno di nota l'aver messo inevidenza chè è tipico degli infami getter fango sulle persone care di tutti coloro che odiono,temono e vorrebbero distruggere per sempre. Sono infami e tali resteranno.E' il loro emblema che li distingue.

Grazie Gianfranco, hai restituito identità e dignità al popolo della destra (quella vera). Ritorniamo alle origini ma con un progetto grande per il futuro. Auspico quindi la nascita di FLI che non potrà che crescere. Prima, però, facciamo l'impossibile per portare a termine la legislatura rispettando il patto con gli elettori. Che nessuno abbia a dire che siamo degli inaffidabili. In bocca al lupo Rosario

L'intervento di Fini ha dato un bello strappo(e ci voleva!)alla politica del Berlusconismo.Ha semplicemente esposto i desideri di molti italiani,stanchi delle figure che facciamo all'estero,stanchi delle megalomanie del Presidente del Consiglio,stanchi di certi personaggi che non hanno rispetto dell'avversario usando linguaggi beceri e offensivi. La sua gratificazione sarà quella di far riavvicinare tanti italiani alla politica.Un grande risultato,visti i disastri combinati negli ultimi anni.

Non ha deluso le attese; con un discorso di alto profilo politico ed istituzionale, Fini si è proposto come leader naturale di una destra autenticamente liberale e democratica, moderna, legalitaria ed europea. Sono rimasti delusi coloro (pochi, in verità) che aspettavano un ritorno all'ovile, capo chino e cappello in mano. Fini ha anche evitato fughe in avanti, confermando non solo la collocazione nel filone della destra storica, ma anche il sostegno e la partecipazione al governo del Paese. Nella quale azione dovrà però tenersi conto degli orientamenti e delle proposte del gruppo di FLI. E' il tavolo a "tre gambe" quello su cui dovrà reggersi, d'ora in poi, la maggioranza ed il governo. Ma è esattamente ciò che il cavaliere vede come fumo negli occhi perché ora sarà costretto a fare politica, non più vuoti proclami e bassa propaganda, bensì mediazione e ricerca di sintesi: se ne sarà capace, saremo in tanti a ricrederci sulle sue capacità, ma temo che non sia nel suo DNA, temo che un ruolo veramente politico sia al di sopra delle reali capacità del cavaliere. Il quale dopo il discorso di Mirabello vive già nell'incubo di vedersi sottrarre la leadership del centro destra, di assistere al liquefarsi dei resti del Pdl, che senza Fini è un'opera morta senza speranze di resurrezione.

Mi spiace ma non mi ritrovo nei commenti letti fino ad ora, i primi nove, per me non è stato un grande discorso, tutt'altro. A mio avviso è stato un discorso rancoroso, arrogante e violento, rimarcando il suo disprezzo, dopo 17 anni probabilmente di fette di salame sugli occhi, nei confronti di Berlusconi. MA soprattutto è stato un discorso ambiguo e spesso distorto dalla realtà. Già l'inizio è un "falso" clamoroso... racconta come se fosse idea sua quella di creare il grande polo di centrodestra, il PDL, dimenticando che quell'idea non gli è mai passata per la testa, anzi, l'ha pure liquidata come una fesseria.... salvo poi opportunisticamente svendere AN - il mio partito - a Berlusconi per qualche poltrona di rilievo, compresa la sua. Eppure esdordisce dicendo: "Qui, preconizzammo quell’ulteriore svolta che portò al Pdl" ... triste, molto triste. Fa la voce grossa, attacca ripetutamente l'operato del governo - nel quale c'era anche lui ed i suoi uomini - non risparmiando bastonate a Bossi e Tremonti. Non risparmia neppure i suoi ex colonnelli, quegli stessi che l'anno supportato e sopportato per anni, prima come MSI e poi come AN, negando loro quel diritto di dissenso che invoca lui per se stesso all'internmo del PDL. Non dice cosa farà da grande ma tiene un piede dentro ed uno fuori dal governo, per evitare una rottura netta che lo porti alla stessa fine che fece Bertinotti con Rifondazione quando è uscito dal centrosistra, ovvero fuori dal parlamento. Peccato.

Con il discorso di Fini il PdL è imploso, con una scarica di esplosivo collocata all’interno stesso del partito-azienda e, ciò che risulta più grave e non ritrattabile, collocata da quel “fuoco amico” che ha, di fatto, svuotato il cavaliere di tutte le prerogative che ha preteso indirizzarsi. Non è stato un passaggio di una partita a scacchi, in attesa della “mossa del cavallo”; è stata una sfida a distanza di scherma “all’ultimo sangue”, dove aleggiava la durlindana di Berlusconi, alla quale Fini ha opposto una scherma da fioretto, con affondi precisi, ripetuti, documentati e, spero proprio, dolorosi. Fini ha saputo giostrare il presente, facendo dimenticare il passato di 15 anni di convivenza e connivenza, lasciando ampio spazio alle speranze per un futuro diverso dagli incubi nei quali è precipitata la nazione. Ma non c’è stato un “metodo Boffo”, che pure Berlusconi avrebbe ampiamente meritato (e Fini è certamente consapevole di molte magagne cavalleresche che si dovranna ancora scoprire !!!), c’è stata una smontatura degli effetti causati dal cavaliere, cioè del berlusconismo, salvando quel poco che rimane da salvare dell’immagine del cavaliere. Il risultato è stato quello di svuotare il cavaliere del suo berlusconismo… come dire “il re è nudo. L’otre berlusconiana è, così, scoppiata non potendo contenere oltre tutto ciò che si voleva farci entrare. Tutto cominciò con la conclusione ingloriosa della prima repubblica travolta da “mani pulite”. Alla prima repubblica subentrò il berlusconismo che portava con se le “coscienze sporche” che erano riuscite e salvarsi o nascondersi. L’inventore del berlusconismo si propose come il demiurgo della nuova nazione che aspettava un messia salvifico. Fu infelice lo stresso esordio, quando vennero incolonnate le truppe mercenarie sotto la falsa bandiera del liberalismo democratico che nascondeva l’interesse privato del solo gaudente padrone e signore che dominò quella scena. Fin dall’esordio venne dimensionata l’impostura che voleva spacciare la reiterazione dei reati con una presunta persecuzione giudiziaria; in questo modo venne dato l’esempio di una impunità che avrebbe stimolato i più spregiudicati a delinquere sotto le insegne di una volontà popolare illusa e tradita La certezza della impunità realizzò il resto: condoni, sanatorie, modifica delle leggi punitive identificate come restrittive della libertà (v. il falso in bilancio) e un nevrotico ottimismo che avrebbe nascosto le verità che si volevano nascondere. Nelle more la nomenclatura giuridica, se rivolta al premier o a fedeli lanzichenecchi, venne perfezionata: • l’avviso di garanzia diventò giustizia ad orologeria, • l’indagine giudiziaria a sua volta diventò accanimento giudiziario, • gli interrogatori di rito furono persecuzioni giudiziarie, • il processo una bolgia infernale, • il collegio giudicante un plotone di esecuzione. Tale nomenclatura, predisposta dal cavaliere, venne subito fatta propria da quanti avevano l’interesse di autodifesa. Nessuna meraviglia se l’otre è scoppiato; doveva essere ben resistente per essere riuscito a resistere a tante porcate tutte insieme. Rosario Amico Roxas

Grazie! E' stato bello rivedere il Presidente che ci mancava da troppo. Avanti! Renato

E'stato chiarito tutto con l'arte convincente di un grande leader. Tra le cose più interessanti, a mio parere, l'aver chiarito che il vero PDL sta con Fini e non può stare con Berlusconi ,perchè è Fini che ama la libertà e la democrazia. Altro punto essenziale è aver fatto ben capire che la tattica degli infami di colpire le famiglie è di matrice stalinista e dittatoriale e perciò è riprovevole e,per la verità,fa davvero schifo.

Fini dice: "Sì al Lodo, ma basta leggi ad personam". Mi spiegate la differenza?

COMUNICATO STAMPA “Ieri a Mirabello ho assistito ad un discorso da Statista da Parte del Presidente Gianfranco Fini. Un discorso ed una linea politica assolutamente coerente con quanto asserì allo scioglimento di AN ed alla Costituente del PdL. Un discorso vero, leale, realista ed amaro su quello che doveva essere e su ciò che è. Mi sento di sottoscrivere l’interezza del discorso pronunicato ieri con tanto coraggio ed orgoglio da chi vive la “P”olitica sin dagli albori della propria esistenza. Da chi si è fatto le ossa nelle strade, nei circoli, tra la gente e non in TV o in qualche altro luogo che certamente non forma “P”olitici ma altro. Mi sento nuovamente rappresentato in quell’area di centro-destra per la quale mi impegnani con militanza e dedizione gratis et amore dei. Non condivido l’interezza delle posizioni come per esempio la Turchia in Europa. Mi auguro che il Presidente Berlusconi voglia cogliere questa occasione per un rilancio di un “Partito” che ormai è nelle sabbie mobili della realtà. Mi sento di dire con la passione che mi attraversò alla Costituente del PdL: ben tornata “P”olitica” e meno male che FINI c’è”. E’ quanto dichiara Maurizio Guarino Presidente e Fondatore dell’Ass. Pol. Cult. “Destra Razionale” e del Movimento ”Alleanza Europea“

IL TESTO NON E' INTEGRALE AVETE OMESSO LE PARO DETTE DA FINI SULL'ISLAM. SONO CERTO CHE QUESTO MIO SCRITTO SARA CESTINATO. FUTURO no LIBERTA'.

Fini a Mirabello ha pronunciato un discorso elettorale di basso profilo e cerchiobottista. Ha lanciato accuse a Berlusconi come ha fatto e fa la sinistra. Darà sostegno al Governo per salvare la sua poltrona. Uno statista alle vongole allo sbando per una chioma femminile. Il classico tallone di Achille che la storia insegna è stato la rovina anche di illustri personaggi e capi di Stato. Anche Fini farà la stessa fine

Finalmente un ritorno alla ragione. La diversità culturale non poteva rimanere imbrigliata in una logica di poltrone. Ed ora si vada avanti con chi condivide un progetto per l'Italia onesta liberale orgogliosa e senza affarismi centrali o locali. Ora posso ritornare a votare una destra pensante.

Cara Flavia Perina e anche Secolo d'Italia, una volta che si scopre questa cosa, cioè che avete volutamente tagliato delle frasi dal discorso integrale di Fini, dunque questo riportato non è il discorso integrale di Fini, non penso che ci facciate una bella figura di fronte all'Italia e al servizio dei cittadini in nome di una politica onesta e che si propone di esser nuova. Cordiali saluti. Dr. Giuseppe Cavallo Risposta della redazione: il discorso è integrale

Da Presidente della Camera non poteva e non doveva fare un discorso politico. Non è imparziale e quindi dovrebbe dimettersi. Uno statista? Ma non scherziamo. Un volgare politicante attaccato alla poltrona ed alla chiomna di una donna che lo ha fatto sbandare. E' sotto gi occhi di tutti. Non censurate questo commento.

E' mai possibile che tutti i commenti siano favorevoli? Credo che ci sia una forte censura. Lo accerterò se sarà pubblicato il presente commento. E' stato lapidato dalla stampa? E cosa dovrebbe dire Berlusconi che viene lapidato dal 1994 ed in questi due anni anche da Fini? Sono due anni che Fini attacca Berlusconi. Ha ragione Bossi. Berlusoni doveva cacaciarlo ed andare alle elezioni e tolglierli la poltrona. Su Montecarlo aspetta la magistratura sperando nell'oblio? Fini è e rimane un traditore.

Fini, che a differenza di altri che non dimostrano di esserlo, è un politico di rango e, come tale ha parlato col cuore in mano di politica. E ciò, è inaccettabile, per coloro, suoi avversari, che per politica intendono e usano unicamente la propaganda delle false promesse, al solo scopo di manipolare le masse, tradendole poi in ogni promessa fatta. Ogni promessa fatta e poi non mantenuta, è un tradimento, per giunta premeditato, verso quegli elettori a cui si promise un partito della libertà, che di libertà nulla possiede. Berlusconi e la lega, pretendono di poter criticare, senza essere poi criticati loro stessi. Per questo motivo è chiaro che, Fini ha ragione, quando afferma che il Pdl, è deceduto quel 29 Luglio: il giorno in cui Fini cofondatore del partito venne espulso da dei congiurati, riunitisi persino in Sua assenza. Il Pdl è morto, si è suicidato il 29 Luglio.

Il discorso di Fini Perfetto, che resti terza gamba. Tutta l'Italia ricorderà il 05 di settembre 2010!

premetto nn ho votato pdl..anzi nn ho proprio votato|oggi seguendo la7 oramai l' unica rete che dà notizie,ho seguito il discorso di fini.bel discorso, spero che in seguito nn cambiate idea nuovamente!appoggiate i giudici e le forze dell' ordine,gli operai(sono quelli che mantengono in piedi questa baracca fatiscente!)...basta con le cricche ed i ladri..

Grande discorso, un'iniezione di fiducia. Ci vuole coraggio, forza Gianfranco. Per "di ex an" penso che nel discorso con "Servitori dello Stato" volesse intendere anche i dipendenti pubblici.

Le parole di FINI sono musica per le mie orecchie................ Grazie Presidente............ ANDREA

Fini statista italiano attuale strepitoso. L'unico e irripetibile! Cordiamente.

A L T A P O L I T I C A Fini vai avanti così. il PDL imploderà. Berlusconi andrà a ..gnotte quello gli rimarrà da fare. Verdini, Gasparri, e co. apritevi un centro solarium

GRANDE FINI!!!!! GARNDE FLI!!! DISCORSO DI ALTO LIVELLO, DISCORSO CHE HA COMMOSSO ME E CREDO TANTI ITALIANI E SONO PIU' CHE CERTO CHE MOLTI DEL PDL, DOPO IL TUO DISCORSO,CARO GIANFRANCO DIVENTERANNO FINIANI. GRAZIE FINI E TUTTI I PARLAMENTARI E I SENATORI PER AVERCI REGALATO QUESTA MAGNIFICA E SPLENDITA GIORNATA CHE HA FATTO TREMARE LE TOMBE TI TANTI MISSINI COMPRESA QUELLA DI GIORGIO... SIGNORI QUESTA E' LA POLITICA CHE AVVICINA IL POPOLO ITALIANO A RITROVARSI CON LE IDEE ED AVERE FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI. ORA NON DOBBIAMO MOLLARE O TEMPOREGGIARE, MA BISOGNA ANDARE AVANTI CON IL PROGGETTO TANTO AVVINCENTE QUANTO CREDIBILE E MOLTO PIU’ INTRESSANTE E PIU’ FORTE DELL’EX AN ED EX PDL. MI RACCOMANDO SIAMO L’UNICA E ULTIMA SPERANZA, SE FALLIAMO, DOPO DI QUESTA, IL NULLA…

Bravo Fini. Finalmente un vero statista, quello di cui ha bisogno l'Italia.

Fini, con il discorso di Mirabello, ha scelto la strada migliore per sé e per i suoi. Mai con l'attuale opposizione, e così tranquillizza l'elettorato di destra. Mai fuori dal Popolo della Libertà (se non cacciato), in modo da attrarre a sé gli unici elettori che possono votarlo e cioè i berlusconiani ormai stufi delle vane promesse, delle prepotenze, e delle pagliacciate imbarazzanti del Premier. Fini sa bene che non può ottenere i voti del Centro-Sinistra. Ebbene, con il suo discorso, egli si è proposto a togliere a Berlusconi gran parte dell'elettorato di questi. Fini non ha altro lago in cui pescare ed ha agito con estrema accortezza e forse con estrema efficacia. Era il momento giusto. Resta da risolvere il problema della legge elettorale: con l'attuale, il progetto di Fini - di spostare i voti da Berlusconi a Fini - è quasi del tutto inattuabile. Gli occorre una legge più o meno proporzionale e non è facile ottenerla entro l'attuale legislatura, che comunque Fini, anche per questo, non ha intenzione di interrompere. Vedremo come risolverà il problema.

egregio presidente fini va tutto bene in questo discorso tranne che,mi meraviglio di lei,non capisco come abbia dimenticato di spendere una parola sui dipendenti pubblici che,grazie anche al suo voto, sisono visti privare degli aumenti (miseri) per tre anni. Anche noi siamo cittadini che vogliono fare la loro parte ma mi chiedo e le chiedo perchè solo noi abbiamo contribuito? Come mai ai tanti italiani che hanno redditi superiori al milione di euro annui ( i vari bruno vespa, santoro, floris, gli attori e star di cinema e televisione, gli industriali, la gente dell'alta finanza, i liberi professionisti ecc... non è stato chiesto nulla, costoro non pagheranno un centesimo in più dalla manovra recentemente approvata e non sono stati chiamati a contribuire per risolvere i problemi della nazione? forse siamo i più fessi perchè non possiamo evadere? o forse ci credete dei privilegiati? la pregherei nei suoi prossimi interventi di spendere qualche parola anche nei confronti delle migliaia di dipendenti pubblici che arrivano a prendere una retribuzione di 1.300 euro al mese (sicuramente siamo più fortunati dei disoccupati o dei precari ma mi creda anche noi non arriviamo alla fine del mese). In ogni caso dalle parole passi ai fatti e vada avanti (meglio stare all'opposizione che con certa gente nella maggioranza!!!!

Bellissimo discorso! Grazie Fini!