L’infinita vergogna dell’Anpi: anche oggi “omaggia” le foibe con tesi negazioniste

sabato 9 febbraio 16:56 - di Giovanna Taormina

Proprio alla vigilia del Giorno del Ricordo in cui vengono ricordati i tantissimi italiani trucidati nelle foibe dai soldati comunisti di Tito arriva l’ennesimo schiaffo alle vittime. Le parole di Sergio Mattarella, che – durante la celebrazione ufficiale al Quirinale –  ha affermato che le foibe e gli «orrori» commessi contro gli italiani del confine orientale non furono «una ritorsione contro i torti del fascismo, come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare», non sono bastate a zittire l’Anpi e il gruppetto di storici e professori negazionisti. Dunque, ancora riduzionismo sulle foibe da parte dell’associazione partigiani. Questa volta si tratta dell’Anpi Viterbo, che sul suo sito e sulla sua pagina Facebook ospita un articolo di Riccardo Infantino, un professore di liceo, che si scaglia contro «l’accanimento quasi terapeutico poggiato su un numero imprecisato, ma sempre crescente (…) dei così detti martiri istriani, croati e sloveni vittime delle foibe» che «risuona puntualmente almeno una settimana prima del fatidico 10 febbraio, Giornata del Ricordo».

Foibe, l’Anpi e i soliti negazionisti

Infantino propone un percorso negazionista in tre elementi per riportare «alle sue corrette dimensioni ed al suo reale contesto» l’«episodio drammatico delle foibe». Episodio che, spiega Infantino, l’Anpi comunque «non chiede di ignorare» perché «questo sarebbe tentare di riscrivere la Storia».

Come primo elemento il professore tira in ballo l’operazione «di pulizia etnica compiuta da fascisti italiani ai danni della popolazione croata e slovena», citando i materiali della mostra ”Testa per dente” (organizzata dal solito circolo di riduzionisti che fanno capo al sito “Dieci febbraio”, Claudia Cernigoi, Alessandra Kersevan e Sandi Volk). Quindi, Infantino richiama l’«ovvio risentimento contro i fascisti» che «prima o poi sarebbe esploso in forme drammatiche alla fine del secondo conflitto mondiale». Risentimento, spiega in maniera vergognosa, «non so quanto giustificabile, ma quantomeno motivabile». Infine negando la storia, mette in dubbio «i numeri reali dei morti realmente seppelliti nelle foibe», la cui cifra effettiva, sottolinea, «non si aggira affatto sulle migliaia strombazzate ogni dieci febbraio, ma su numeri di parecchio inferiori». Conclude l’articolo il link al saggio della Cernigoi Operazione Foibe, in cui la ricercatrice svela i particolari della “mistificazione storica” messa a segno a Trieste. Manco a dirlo, la prefazione al saggio è di Sandi Volk, secondo cui grazie al lavoro della Cernigoi «è stata anche messa in serissimo dubbio l’esistenza di infoibati in quella che è la foiba-simbolo di Trieste, quella di Basovizza (lo Šoht)». I meriti maggiori del libro secondo Volk sono due: «L’aver affrontato la questione di chi e quanti fossero gli infoibati nella zona di Trieste e la ricostruzione, breve ma esaustiva, della storia dell’utilizzo propagandistico delle foibe».

Commenti

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  • Requiem 10 febbraio 2019

    CITO : “Riccardo Infantino, un professore di liceo, che si scaglia contro «l’accanimento quasi terapeutico poggiato su…. un numero imprecisato, ma sempre crescente (…) dei così detti martiri istriani, croati e sloveni vittime delle foibe”….per fare una battutaccia direi:
    quasi come l’ ANPI, che vede aumentare i suoi “reduci” permanentemente mascherati da sostenitori, giovani anche concepiti ma, non ancora nati, in quota PD-Partito Defunto che servono da truppe cammellate (forse con frange armate…..) per i naufraghi comunisti inguaribili che pare si stiano progressivamente (per fortuna..) decomponendosi…..Onore a tutti i caduti e vittime innocenti del comunismo di ogni tempo!

  • eddie.adofol 10 febbraio 2019

    Abolire questa faida di falsi partigiani sono parassiti umani mantenuti dallo stato cattocomunista e, scommetto che quello che sta succedendo in questi giorni a Torino con i centri sociali l’ampi li sorregge e li incoraggia contro questo governo, perché da come si evince tutta sinistra, è contro lo stato italiano, perciò sono portatori di odio e, dovremmo bandire a fuorilegge questi centri sociali, che sociali non lo sono x niente.
    PRIMA GLI ITALIANI