Assolto il migrante stupratore di Dresda. Il giudice: «Poverino, non conosce le nostre regole»

mercoledì 6 febbraio 15:25 - di Tito Flavi

Sta montando in Germania la protesta per la sconcertante decsione di un giudice d Dresda che ha assolto un migrante siariano dall‘accusa di stupro perché  il “poveretto”  potrebbe non aver “capito” il  rifiuto della donna, una asistente sociale, al rapporto  sessuale. Il fatto risale al novembre del 2017. La vittima della violenza fu aggredita nell’alloggio del profugo, dove si era recata per verificare le sue condizioni di vita.

«Un bonus di violenza sessuale per gli immigrati?»

Quella visita – si legge su ItaliaOggi –  scatenò la violenza dell’uomo, un giovane di 20 anni, che si sentì autorizzato ad abusare della donna per il semplice fatto che questa si era recata nel suo alloggio. Già di per sé è un fatto a cui la nostra società non è abituata. Ma ancora più sorprendente è la decisione del pubblico ministero, che ha chiesto l’assoluzione del siriano, perché non in grado di capire che, nella nostra società, i rapporti tra uomo e donna non sono basati sulla forza. «C’è un bonus alla violenza sessuale per gli immigrati?» si  è subito chiesto Die Welt, l’unico quotidiano nazionale tedesco che ha parlato del fatto, una che il resto della stampa  ha tentato invece di nascondere al fine di non alimentare l’indignazione “polticamente scorretta” dell’opinione pubblica, Ma la notizia si è comunque diffusa suscintado la rabbia dei tedeschi.«Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia,

Anche in Italia c’è chi la pensa come il giudice di Dresda

Anche in talia c’è chi la pensa come il giudice di Dresda. Aspra  fu la polemica per le parole di giustificazione di un’avvocatessa di Salerno sul caso dello stupro di Rimini  del 2017.  Il Secolo d’Italia ne parlò all’epoca. «Non si può violentare una persona, perché lui probabilmente non lo sa nemmeno, non lo sa proprio». Il «riferimento implicito è allo stupro di Rimini e l’effetto è catastrofico. Fanno il giro della Rete le parole di Carmen Di Genio, avvocato del Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno. Ed è un vortice di proteste».

 

 

 

 

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