La beffa: i giudici ridanno ai rom “nullatenenti” i 2,5 milioni di beni confiscati

mercoledì 5 dicembre 17:25 - DI Martino Della Costa

La magistratura di Prato salva i rom dalla banca rotta e per farlo interpreta il codice in punta di fioretto: e dunque, come riporta in queste ore, tra gli altri, il sito de il Giornale, «secondo il tribunale di Prato non sussiste una correlazione temporale tra le condotte delittuose contestate ai rom e i beni sequestrati nel corso dell’indagine», laddove per “beni sequestrati” s’intende non solo conti correnti e libretti postali, diverse polizze vita, ma anche fabbricati rurali e almeno sette immobili, insomma un tesoretto riconducibile alle famiglie Ahmetovic e Halilovic, per un totale di circa 2, 5 milioni di euro; mentre per “indagine” ci si riferisce all’inchiesta nata dalle «forti discrepanze fra i redditi dichiarati dai Rom», spesso pari a zero e i riscontri di ingenti possedimenti riconducibili a loro proprietà. Beni, come anticipato, confiscati dalla Guardia di Finanza, che nel giugno 2017 ha agito con sequestro su ordine della Procura. E adesso, tutto annullato: confisca azzerata e bottino restituito ai rom.

I giudici restituiscono ai rom i beni milionari confiscati

Il provvedimento, stabilito dal tribunale di Prato, ha di fatto annullato le misure preventive adottate all’avvio delle operazioni di accertamento dell’indagine. La decisione della confisca poi messa in atto dalla Guardia di Finanza un anno fa era stata presa in considerazione della «pericolosità sociale» di sette appartenenti di una stessa famiglia rom che, contestualmente, avvalendosi anche di prestanome, sono nel tempo riusciti a disporre di una liquidità sui conti e di beni immobili per un  totale milionario, risultato indiscutibilmente spropositato rispetto a quello che era il reddito dichiarato.

Il tesoretto in ville, polizze, gioielli, conti correnti e libretti postali

Ad oggi, però, per i giudici – e come riferito da il Giornale che al caso dedica ampio spazio – «non sussisterebbe una correlazione temporale tra le condotte delittuose contestate e i beni sequestrati». Dunque, gli Ahmetovic e gli Halilovic torneranno in possesso del tesoretto da due milioni e mezzo di euro articolato in ville, polizze e gioielli. Un forziere ricco che contrasta clamorosamente con lo stato di indigenza percepita e dichiarata dalle due famiglie rom, ad una delle quali peraltro, beffa delle beffe, era stato assegnato anche un alloggio temporaneo da parte del Comune: assegnazione poi revocata dopo l’indagine e la confisca delle Fiamme Gialle. Almeno quello…

Commenti

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  • vittorio.fella@gmail.com 11 dicembre 2018

    forse questi giudici avranno origini nomadi e comunque data la manifesta incapacità il csm dovrebbe togliergli l’incarico e destinarli a fare i facchini negli archivi dei tribunali che grazie a loro sono sempre più intasati.

  • Genn.vitali@tin.it 9 dicembre 2018

    Con questa chiarissima sentenza se qualcuno aveva dubbi nei tanti anni di sciacallaggio multiforme verso la “vera” Giustizia e la “vera” legalità, adesso la svolta verso la chiarezza è definitiva DOVE è l’antistato. A questo punto SVEGLIA ITALIANI perchè la soluzione è una sola irrevocabile e definitiva per gli italiani “veri”. La MAGISTRATURA “antistato” dovrà diventare alle dipendenze del Governo in carica e non “indipendente”. La Carta Costituzionale bisogna aggiornarla coi tempi altrimenti è svuotare il mare col secchio. Via a lavoro. E poichè la sinistra da cui proviene il male non governerà più, la Magistratura sarà innocua e farà la “vera” Giustizia seguendo le leggi SENZA DEVIANZE. Altrimenti bisogna cercare qualcuno che spoglia certe toghe, le mette sotto i piedi o le brucia e le mette nel bidone.

  • sangi_ma@tin.it 6 dicembre 2018

    Logica, se ci sei, batti un colpo! O forse manca il coraggio? Ma se uno non ha coraggio, faccia un altro mestiere!

  • amerigo.lori@alice.it 6 dicembre 2018

    Dunque, se un contribuente italiano non è in grado di chiarire la provenienza di beni eccedenti il reddito dichiarato, finisce sotto inchiesta ed il fisco gli requisisce il “bottino”. In questo caso il gruzzolo appartiene a queste due famiglie di delinquenti nati e lo Stato fa finta di niente…Grazie di cuore da tutti gli Italiani vessati da tasse e tassarelle, grazie alla magistratura imparziale! Quindi la legge è uguale per tutti, Italiani esclusi, ovviamente!!

  • fdesalvo@aconet.it 6 dicembre 2018

    La prima causa degli attuali guai italiani sono i giudici

  • acrabwebtv@gmail.com 6 dicembre 2018

    fino a che non verrà cancellata la mafia che coinvolge anche i giudici è impossibile cambiare qualche cosa. Bonafede o la DIA devono controllare i conti del giudice che ha emesso la sentenza e di tutti i suoi famigliari che potranno presentare bonifici o versamenti dubbi e a qualche zero in più del solito. Se non basta oltre all’Italia si chieda la rogatoria per il controllo anche sull’estero.

  • Giuseppe Tolu 6 dicembre 2018

    E chi restituisce le case sequestrate dalle banche a quelle persone che non hanno potuto pagare il mutuo perché lo stato è inadempiente con loro (persone)?