«Paracadutisti senza paracadute, aviazione senza carburante»: sos delle Forze armate

Che le rimostranze delle Forze Armate tricolori si facciano sentire a 24 ore dalla ricorrenza ufficiale italiana della fine vittoriosa della Grande Guerra (il centenario dell’ultima vittoria della nostra storia nazionale si celebrerà domani, 4 novembre ndr), stride e induce a riflettere su quanto denunciato in queste ore – e registrato dal sito de il Giornale.it in particolare – da tre generali a riposo del calibro di Bertollini, Tricarico e Camporini che, nel dare l’allarme sui tagli dell’esecutivo in carica agli investimenti nella Difesa, lamentano una grave mancanza che va bel oltre i limiti di un  assetto di bilancio o delle voci possibili di una finanziaria, ma investe una sfera ben più ampia: quella della visione politica di un Paese e del suo governo…

Tagli ai fondi per le Forze Armate: l’allarme lanciato da 3 noti generali

Incredibile, ma vero: nel centenario della vittoria invece di festeggiare l’esercito e tutte le componenti delle forze armate italiane, ci si ritrova a interrogarsi sulle strategie di sopravvivenza possibili e a celebrare una ricorrenza mutilata dai tagli che oltre a falcidiare autorevolezza, corpo e anima militare delle nostre strutture, minano alla base la loro stessa sopravvivenza, inficiando, di fatto, sviluppo socio-economico e prestigio politico-militare di un Paese che voglia contare sullo scacchiere internazionale. Tanto che – stando a quanto denunciato tra preoccupazione e indignazione dai tre militari in congedo – le Forze Armate italiane potrebbero ritrovarsi, come temuto dal generale Marco Bertolini, «sotto il minimo indispensabile per un paese della grandezza dell’Italia al centro di un Mar Mediterraneo in grande turbolenza». Insomma, l’esercito sarebbe letteralmente «al logoramento»: una situazione allo stremo delle forze strutturali in cui, secondo quanto riferito da Bartolini e riportato dal quotidiano diretto da Sallusti, «la Brigata Paracadutisti non ha quasi più paracadute. La componente pesante ha problemi di munizionamento. Su 200 carri Ariete quelli efficienti sono una cinquantina e funzionano grazie alla cannibalizzazione degli altri».

«Paracadutisti senza paracadute e aviazione senza carburante per l’addestramento»

E allora, alle parole di Bertolini, già comandante della Folgore, delle Forze Speciali e del Comando Operativo Interforze, che denuncia con vigore che «di investimenti non si vede più manco l’ombra, ormai siamo alla sopravvivenza», fanno eco quelle dell’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico e dell’ex Capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini che, ricordando amaramente come già il governo Renzi abbia infierito sul comparto Forze Armate, «tranciando ben 1,4 miliardi di spese» (scrive il Giornale), oggi si debbano fare i conti con ulteriori sforbiciate ai fondi, tanto da paventare la possibilità di sopravvivere stando pericolosamente sull’orlo del baratro. «In verità – ribadiscono i due militari in congedo dalle colonne del quotidiano milanese – permane una condizione di grande sofferenza che non solo non ci consente il trend di avvicinamento agli impegni Nato, ma segna un regresso. Ormai l’aviazione non ha neanche il carburante per l’addestramento». Poi, l’ultimo affondo di Bertolini: «Una parte dell’attuale esecutivo non ha mai nascosto il suo fastidio per le spese militari, ma le Forze Armate restano assieme alla moneta uno dei due strumenti per rivendicare la propria sovranità. Ma qui non si vede il minimo sforzo per razionalizzarle e potenziarle», e la minima prospettiva di rilancio di un comparto fondamentale non solo per il prestigio e l’autorevolezza della Difesa di un Paese, ma anche per il suo incremento economico laddove si rinuncia – ribadisce Camporini nel suo intervento registrato dal Giornale, «sia al peso all’interno del consorzio, sia al lavoro dei nostri operai», togliendo «fette di crescita alla nostra economia». Come a dire che il nostro sviluppo economico, la nostra affermazione internazionale e l’autorevolezza tout court di un Paese possano essere affidati semplicemente accreditando un reddito di cittadinanza…